Herbert George Wells e' il padre della fantascienza, per chi non lo conoscesse ha scritto dei veri capisaldi della letteratura: "l'uomo invisibile" e "la macchina del tempo" sono tra i piu' famosi. Sono libri affascinanti, ben scritti e soprattutto hanno dato vita a varie trasposizioni cinematografiche.

La macchina del tempo ha visto una sua prima trasposizione cinematrografica nel 1960; fedelissimo in tutto e per tutto al libro, "la macchina del tempo" e' un film da vedere. Mi e' capitato di vederlo tanti anni fa', quasi per caso, quindi penso che non sia di facile reperibilita'.
Un remake moderno di questo bellissimo film ha visto la luce nel 2002, rispetto al libro sono presenti degli spunti particolarmente moderni e interessanti che non hanno sconvolto la trama originale ideata da Wells. Di questi spunti, uno in particolare mi aveva colpito, ed e' proprio di questo che vorrei scrivere alcune mie riflessioni.

Il protagonista, un giovane e brillante scienziato, perde in un tragico incidente la sua amata fidanzata. Essendo lui uno scienziato e spinto da una tragica sofferenza, decide di costruire una macchina del tempo per poter tornare nel passato e salvare la sua ragazza. Dopo qualche anno di intenso lavoro la macchina del tempo e' terminata, lo scienziato torna indietro nel tempo e salva la fidanzata, ma purtroppo, subito dopo averla salvata muore a causa di un'altra fatalita'. In pratica, se lo scienziato tornasse indietro nel tempo 100 volte per salvare la fidanzata, lei morirebbe altre 100 volte.

Perche' lo scienziato non riesce a salvare la sua fidanzata? Forse perche' il passato non si puo' cambiare, ma in realta' la risposta giusta la otteniamo ponendoci la domanda giusta: perche' lo scienziato ha costruito la macchina del tempo? L'ha costruita perche' la ragazza e' morta, quindi se lei non muore lui non costruisce la macchina del tempo e quindi non puo' viaggiare a ritroso nel tempo.

Sembra un paradosso (e lo e'), ma metaforicamente parlando noto che ognuno di noi tenta di costruire macchine del tempo. Ognuno di noi vorrebbe tornare nel passato per modificare le proprie scelte, dimenticandole o nascondendole a causa del dolore e dell'infelicita' che ci hanno causato. Eppure noi siamo il prodotto delle nostre esperienze e come scrisse Oscar Wilde: "l'esperienza e' il nome che gli uomini danno ai propri errori" quindi rinnegare i nostri errori, rinunciare alla nostra esperienza e sognare un'utopica vita fatta di scelte sempre azzeccate equivale a rinnegare cio' che siamo.

In conclusione, l'unico modo per cambiare il passato e' giudicarlo per cio' che ci ha donato, ovvero, la possibilita' di costruirci un futuro migliore.
Lo scienziato, dopo aver compreso di non poter cambiare il passato, viaggia alla scoperta del futuro, l'unico tempo che poteva cambiare.

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Ormai mi avvio verso il secondo anno senza televisione, sono uno dei pochi, non ho ancora trovato qualche "senza" tv come me. Ogni tanto mi capita di guardarla a casa di mia madre, ma ormai la mia sopportazione televisiva e' ai minimi storici, devo togliere il volume la maggior parte delle volte. Prima di continuare voglio marcare bene la distinzione tra cinema e televisione, quest'ultima e' quasi sempre spazzatura, mentre il cinema a volte puo' essere arte.

Se accendo la tv mi capita spesso di vedere dei programmi assolutamente idioti. Non mi dilungo nel parlare del "Grande Fratello" che oltre ad essere una copiatura del mitico libro di Orwell (se non ricordo male si intitolava "1984") e' una schifezza immane, non ho voglia parlare delle conseguenze di questo programma dove ormai i ragazzini pensano che sia molto piu' facile ottenere qualcosa dalla vita facendo 3 mesi niente spiato da quell'elettrodomestico maledetto chiamato TV. (fonte Panorama)

Ok il grande fratello e' quello che e', ma il calcio? Partite di qua, partite di la'. Ormai puoi guardare le partite in tutte le salse e tutti i giorni. Dalla Domenica al Mercoledi' si parla delle partite che hanno giocato, dal Giovedi' al Sabato quelle che giocheranno: uno schifo.
Il fondo lo si tocca con i programmi con le letterine, veline e altre donne oggetto usate per dare lustro a programmi televisivi sempre piu' scadenti. La tv e' un'immondizia! Tutto cio' di interessante che si puo' vedere e' di notte quando ovviamente non "puoi" vederlo a meno che non soffri di insonnia. 🙁

Molti anni fà mi capitò di leggere "I Viaggi di gulliver" di Jonathan Swift (1667-1745), prete Irlandese che scrisse questo meraviglioso romanzo "per bambini", ma che in realtà era destinato, con incredibili metafore, a criticare il mondo degli adulti già allora dilaniato dall'egoismo e dalla superficialità. Se avete letto il libro vi ricorderete la diatriba dei lillipuziani su come dovevano essere rotte le uova, stupenda metafora-satira sui problemi anglo-irlandesi. In informatica la codifcazione little indian - big endian è un omaggio al grande Swift.

Il libro In sintesi: Lemuel Gulliver, medico su una nave mercantile, fa naufragio sull'isola di Lilliput, dove tutto, a cominciare dagli abitanti, è grande un quindicesimo delle persone e degli oggetti quali li conosciamo noi. Nella seconda parte invece Gulliver visita Brobdingnag, dove il rapporto è rovesciato e dove il medico diventa trastullo della figlia del re, che lo tiene tra i suoi balocchi. Nella terza parte Gulliver visita Laputa e il continente che ha come capitale Lagado, dove la satira si rivolge contro filosofi, storici e inventori. Nell'isola di Glubdubdrib, poi, Gulliver evoca le ombre dei grandi dell'antichità e dalle loro risposte ne scopre i vizi e le meschinità; mentre presso gli Struldbrug, immortali, si accorge che la massima infelicità dell'uomo sarebbe la prospettiva di non porre mai fine al tedio di vivere. Nella quarta parte, infine, la virtuosa semplicità dei cavalli Houyhnhnm è messa a contrasto con la nauseabonda brutalità degli Yahoo, bestie dall'aspetto umano.

Proprio di quest'ultimo viaggio vorrei puntualizzare alcuni particolari che allora, quando lessi il libro mi impressionarono molto. I cavalli Houyhnhnm parlano. Gulliver, vivendo con loro, impara la loro lingua e si rende conto che nel vocabolario dei cavalli non esiste una parola per difinire la bugia. Gli Houyhnhnm rispondono a questa loro mancanza dicendo: "Dato che la parola serve per comunicare qualcosa, a che scopo dovrei comunicare qualcosa che non è?". Più Gulliver cercava di far capire che il suo popolo di uomini viveva all'ombra della bugia e più i cavalli non capivano.

Anche oggi mi capita ogni giorno di dover "sopportare" piccole bugie a cui ognuno di noi non dà importanza, dato che ormai sono ben radicate nel nostro animo umano, ma fate attenzione ad usare queste bugie o false promesse con i bambini. Loro sono ancora innocenti e puri, non sono ancora stati dilaniati dalla cruda e triste realtà del mondo che ci siamo creati. Abituateli poco a poco facendogli capire che le persone parlano tanto per parlare, esattamente come noi.

Swift fu ordinato prete anglicano e vicario. Su un muro della cattedrale di san Patrizio - nella quale è stato sepolto si può leggere l'epitaffio che aveva scritto per sé: "Qui è sepolto il corpo di Jonathan Swift…, qui dove lo sdegno feroce non può più lacerare il suo cuore. O passante, vai ed imita - se puoi - uno chi si è sforzato con tutta la sua energia di difendere la libertà."

Un'ultima cosa... ora sapete da dove hanno preso spunto per dare un nome al sito Yahoo

Sono giunto al termine della mia vacanza esploratrice in Lettonia. Ero stato qui altre volte, ma mai da solo e mai per cosi' tanto tempo. Nei locali e per la strada riconosco persone che ho conosciuto e che mi sorridono, ormai mi sento un po' di casa. Dai primi giorni nei condomini della zona sovietica alle oziose giornate a provare a cucinare nel "mio" appartemto in old riga, di acqua sotto i ponti ne e' passata tanta.

Stare qui in lettonia cosi' a stretto contatto con la gente e' stata un'esperienza irripetibile, al di la' del vivere come loro anche se solo per due settimane (che per me e' stato cosi' difficile da dovermi spostare in old riga), ho vissuto per 31 giorni a stretto contatto con i lettoni cercando di capire il loro stile di vita che credo di aver compreso e assaporato, ma tutto questo grazie a quelle due settimane vissute in periferia. Di come abbia influito Sarkandaugava nella mia considerazione sulla lettonia me ne sono accorto subito quando sono andato in discoteca. Le ragazza e i ragazzi sono tutti vestiti bene anche se ormai riconosco i vestiti "cheap" ovvero terranova e d&g (fac-simile), il tutto per dare un'idea di appartenere ad un ceto sociale diverso...anche se e' solo finzione. Ma cosa dovrebbero fare?

Ho incontrato gente cordiale, come ad esempio l'autista che mi aiuto' alle 2 del mattino a prendere il bus giusto accompagnandomi pazientemente per indicarmi la fermata, ma ho anche incontrato gente molto chiusa e non molto disposta al dialogo: ad esempio la signora che non mi ha fatto fotografare il negozio o ieri una signora che ha preteso di passare davanti a me alla cassa del supermarket dicendo che e' malata. Tutte cose normali, le vediamo anche nella nostra italia.

Mi mancheranno tante cose: sicuramente tutte queste belle bionde, non se ne vedono molte in italia di donne belle cosi' e qui hai l'impressione di vedere una meraviglia della natura ad ogni angolo, sara' difficile abiturare l'occhio quando tornero', ma cio' rendera' piu' piacevole il ritorno (in lithuania... dave? ).... i sorrisi e gli sguardi sono qualcosa che fa' molto piacere. Qui le ragazze ti sorridono e ti guardano dritto negli occhi come non ho mai visto in Italia. Da provare! In controtendenza a cio' che ho scritto mi manchera' il Lido infatti domani a pranzo mangero' nell'aeroporto prima di prendere l'aereo, non e' il cibo piu' salutare del mondo, ma ogni tanto fa' piacere. Mi mancheranno tutti questi boschi e questo verde... mi manchera' anche Kristina che e' stata la mia guida per questo mese... ma ho voglia di tornare in Italia, sapendo che sara' semplice ritornare qui...