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Lo dico subito, il mio ritorno avverrà probabilemete per la domenica del 20 febbraio così al mattino mi farò un giro per il mercato del paese, mi comprerò i 2 numeri di Dylan Dog che mi mancano e forse anche Applicando. Dico questo perchè almeno non mi sentirò chiedere ogni momento: "Quando torni?", il bello di avere un sito e che puoi dire tutto una volta sola e le voci girano. La data non è ancora ufficiale, comprerò questo pomeriggio il biglietto per il ritorno. Se le cose andranno come devono comperò anche il biglietto di ritorno. 🙂 Non mi sbilancio...

Sono a stato a Telsiai, 90km da Klaipeda. Sono partito la mattina a piedi verso la stazione, un freddo degno di una glaciazione, fare 5 minuti a piedi alle 7 del mattino in Lituania rende bene l'idea della teoria della relatività. Benedetto Albert, mi è sembrato di fare la maratona di New York!

Mi aspettavo di prendere un treno come quelli lettoni, spoglio, scomodo e freddo. Sono rimasto stupito, era comodo e pulito, il classico nostro treno a cuccette con la differenza che tutto era in ordine e soprattutto pulito. Naturalmente il controllore era una donna, diversamente da noi il biglietto viene controllato prima di salire, così sanno quando devi scendere e se per caso durante il tragitto i conti non tornano, vengono a controllare ogni cuccetta dove si trova il furbo. Un'ora di viaggio e mi ritrovo alla stazione di Telshai.

La stazione non è degna di una cittadina di 35.000 abitanti, ma anche se il numero di anime può far pensare ad una delle nostre città (come può per esempio essere Fossano, per chi è delle mie zone), in realtà tutto è molto più spoglio. Non c'è praticamente vita serale e probabilmente anche diurna, naturalmente la gente mi guardava come uno scappato di casa, la neve era molto più abbondante di Klaipeda e soprattutto faceva molto più freddo.
La povertà si nota sempre e ovunque, il freddo rende il tutto ancora più toccante. La gente si veste come può, ho in mente alcune immagini del mercato nel centro del paese dove le bancarelle si tenevano in piedi per grazia ricevuta e la donne che vendevano quei pochi vestiti erano imbaccuccate come mummie. Come ogni paese la Lituania è bella se hai i soldi, se vivi come questa gente resisti poco, soprattutto se arrivi dalla repubblica degli spaghetti, dove si mangia bene e si gira in maniche corte per 8 mesi l'anno.

Al di là dell'economia e della politica, la natura ha fatto del suo meglio per rendere questo posto di cui forse voi non avete mai sentito il nome letteralmente magnifico. Circondata da piccoli colli, Telsiai viene calorosamente chiamata dai suoi abitanti "la piccola Roma", dai suoi colli è possibile vedere il lago e la chiesa. Sul sito potete ammirare qualche foto del panorama. Per la prima volta ho visto le persone pescare sul ghiaccio come vedevo nei cartoni animati da piccolo. Ho visto della gente seduta sul lago sopra la sedia che aspettava al freddo mentre teneva in mano uno spago che affondava in un buco nel ghiaccio. Ho anche camminato sul lago! Ho visto i bambini trainarsi sulle slitte di legno come vedevo tanti anni fà quando ero piccolo. Il freddo era sempre presente. Dentro la chiesa di Telshai non c'era nessuno, non sono un critico d'arte quindi non posso esprimere un giudizio, non sono il tipo di persona adatta a descrivere le opere d'arte, mi limito a dire che non era molto grossa, ma ben curata e addobbata. Una nota curiosa: c'era ancora il presepe e l'albero di Natale. Forse in questo periodo hanno avuto di meglio da fare.

A questo punto chi legge si chiede: "cosa diavolo ci facevi a Telsiai?" ovviamente non ci sono andato da solo, ero in compagnia di Rita che come avrete capito è stata la causa della mia assenza dal sito in questi giorni. Ho visto la sua casa, naturalmente qui tutti vivono in palazzoni comunisti come il mio, ho la netta impressione che 50 anni fà la Russia ha fatto 5-6 progetti e ha mandato in giro per il suo impero delle copie perchè qui tutti i palazzi sono uguali!
In lettonia sono entrato in casa di parenti di Kristina, non l'ho mai scritto, ma le condizioni erano allucinanti, tutto diroccato e non troppo pulito. L'appartemento di Rita era piccolo, ma molto bello. L'ingegno del padre ha combattuto contro il grigiore e la tristezza comunista rendendo il piccolo appartamento accogliente e confortevole. Il preingresso aveva i muri rivestiti di legno che mi ricordavano molto la danimarca (o l'aeroporto di Riga per chi c'e' stato), i mobili artigianali, le foto e i quadri appesi con calcolata cura sono piccoli dettagli che hanno reso la mia permanenza in casa di Rita, anche se solo per un giorno, molto particolare e piacevole.

Sono tornato a Klaipeda la sera, prendendo uno scomodissimo treno economico e lento che ha richiesto il doppio del tempo per venire a Telsiai, sono cose che capitano 🙂

In questi giorni, a causa della mia vita privata, sono molto indaffarato e diconseguenza ho poco tempo per altre cose come ad esempio il sito. Ho molte foto e tante cose da raccontare, ma dato che mi piace fare le cose per bene vi lascerò attendere ancora.

Sono venuto a conoscenza tramite Luca Conti (che ringrazio) di questo post sul blog di Francello. Luca l'ho conosciuto tramite Skype e lui è venuto a conoscenza di me tramite il sito del suo amico.

Tutto ciò mi lusinga.

In pochi giorni le cose possono cambiare radicalmente o rimanere tali, dato che per spiegare cosa è successo dovrei entrare in fatti molto personali, preferisco rimanere sul vago... molto sul vago. Intanto posso dire di essere arrivato quasi ad una risposta alla domanda "Ti piace più Riga o Klaipeda?", beh... ora come ora Klaipeda.

Sono arrivato a questa conclusione per vari motivi. Il primo perchè la città è piccola e meno dispersiva, mi ricorda Cuneo sotto molti aspetti, il secondo motivo perchè non vengo scambiato per turista sessuale ogni volta che apro bocca o guardo qualcuno. Il terzo perchè ho internet in casa 24h su 24 (godo). (Per la cronaca la banda non viene sprecata e stò scaricando film di interesse culturale con attori del calibro di Lino Banfi, non sò se mi spiego...) 😀

A parte le nevicate e il freddo gelido, comincio ad orientarmi nella città e ad ampliare le mie conoscenze, ora sono sentimentalmente legato ad una persona quindi i soliti maliziosi che pensano e pensano e pensano usino il cervello per pensare ad altro, foto o altre informazioni le pubblicherò in un altro momento. Per ora sappiate che sono contento, soddisfatto e ho una piacevole convivenza con il Davide.

Non posso scrivervi molto oggi, ho avuto da fare con il computer e non ho avuto molto tempo per aggiornarvi con le mie avventure. Ho passato la serata con Milda, forse è l'ultima volta che la vedrò perchè torna a casa dai genitori dove rimarrà per 2 settimane. Non voglio dare un'indicazione per una mia ipotetica rimpatriata, perchè a dire il vero non ne sono sicuro, forse rimarrò abbastanza per rivederla.

La mia serata è stata particolarmente piacevole. Il ragù di Andrea e gli spaghetti Barilla sono un connubio semplice ed elegante, se poi sono accompagnati con della buona musica e un buon ambiente, rendono la serata memorabile. Non mi dilungo oltre con dettagli e pettegolezzi, zittisco subito le malelingue, tra me e Milda è nata una tenera e dolce amicizia. Lei mi ha aiutato a orientarmi in Klaipeda e mi ha dato informazioni interessanti sulla Lituania, inoltre mi ha fatto riscoprire il piacere di conoscere una persona sincera e buona con dei valori nobili come la famiglia e l'amicizia.
Milda mi ha confessato che il suo paese non le garantisce un futuro anche se dovesse ottenere la laurea a pieni voti. Ma lei proprio non se la sente di lasciare la sua casa. Non se la sente di dividersi da coloro che l'hanno messa al mondo e che nei suoi 19 anni di vita, nel bene e nel male, le hanno dato l'amore necessario per sopravvivere ad una realtà locale molto diversa dalla nostra. Scrivo queste righe, perchè mentre l'ascoltavo mi sono venuti alla mente dei discorsi che purtroppo sento spesso e sono molto diversi dalle parole di Milda.

Ho iniziato a scrivere questo articolo con tutt'altre intenzioni, ma come al solito divago e mi perdo nei pensieri. Milda questa sera mi ha detto che ogni tanto sembro un bambino. Sarà che ho una dote naturale a essere buffo, ma nel momento in cui me lo ha detto ho avuto un flash. Volevo scriverne giorni addietro, ma ho sempre rimandato e ora colgo l'occasione grazie a Milda.
Mi trovavo a Riga e dovevo telefonare in Italia, come di consueto evito di usare il cellulare-sanguisuga e compro una scheda per il telefono pubblico (quelle casse da morto verticali che in Italia non sono fashion e che se ci vedi qualcuno dentro ti chiedi se sei tornato indietro nel tempo). Inizio a chiamare, ma ho dei problemi, non prende la linea. Al quarto o quinto tentativo suona libero. Inaspettatamente mi risponde una vocina esile, innocente e simpatica con un buffissimo: "Proooooooonto?".

Ho un attimo di esitazione, non mi aspettavo una risposta da parte di un bambino, i miei neuroni tentano di dare velocemente una spiegazione e concludo che non poteva altro che essere un mio cuginetto o qualche altro piccolo conoscente che aveva risposto prima di un adulto. Di conseguenza è per me naturale la più banale e sintetica delle risposte:

"Ciao. Chi sei?"
"Ciao, io sono Fabrizio. Tu come ti chiami?",
"Karim",
"Ciao Karim, che bel nome."

Mi sentivo sempre più spiazzato, la voce del bambino era simpaticissima, avrei voluto chiacchierarci un pò, ma una voce adulta in sottofondo disse:

"Fabrizio, chi è?"
"E' Karim"
"Karim????? Passa a me per favore"

Si conclude il disguido, avevo sbagliato numero, la persona è gentilissima e mi saluta e augurandomi buone feste. Non saprei perchè mi è rimasto impressa questa telefonata, forse la voce innocente, il modo di fare amichevole o quel "E' Karim", come se mi conoscesse da anni. Probabilmente il piccolo Fabrizio, con la sua semplicità e l'incontaminato piacere di apprezzare ogni sorpresa della vita, mi ha ricordato come i bambini non sono ancora macchiati dalle stranezze adulte, dove stranezze è un ovvio eufemismo.

Finalmente ho iniziato la giornata svegliandomi ad un'ora decente: le 7 del mattino! Ora sono le 10, Davide è andato all'università e io in compagnia di Our Shangri-La dall'album "Shangri-La" di Mark Knopfler, lavoro al computer, mi bevo un the e pulisco i piatti.
E' una mattinata particolarmente tranquilla, tutto è calmo e naturale. Alle 13 andrò in centro e mi vedrò con Milda, mi porterò la macchina fotografica e cercherò di proporvi qualche foto interessante anche se oggi il cielo è nuvoloso, il vento è freddo e pungente. Ogni volta che apro la finestra mi pento dopo appena 10 secondi che clima palloso!

Ieri sera da noi erano ospiti due sorelle: Yasha e Raima. Entrambe sono lituane ed entrambe parlano italiano grazie a loro precedenti esperienze lavorative e di studio in Italia. La loro presenza ha reso piacevole una serata che per me si è conclusa alle 10, dato che ero molto stanco e la mia intenzione era di svegliarmi presto, sono andato a coricarmi come un vecchietto. Con noi c'era anche Andrea, un personaggio molto particolare di cui parlerò dettagliatamente in un prossimo articolo.