Viaggio a Telsiai

31 gennaio, 2005 scritto da Karim · 1 Commento
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Lo dico subito, il mio ritorno avverrà probabilemete per la domenica del 20 febbraio così al mattino mi farò un giro per il mercato del paese, mi comprerò i 2 numeri di Dylan Dog che mi mancano e forse anche Applicando. Dico questo perchè almeno non mi sentirò chiedere ogni momento: “Quando torni?“, il bello di avere un sito e che puoi dire tutto una volta sola e le voci girano. La data non è ancora ufficiale, comprerò questo pomeriggio il biglietto per il ritorno. Se le cose andranno come devono comperò anche il biglietto di ritorno. :-) Non mi sbilancio…

Sono a stato a Telsiai, 90km da Klaipeda. Sono partito la mattina a piedi verso la stazione, un freddo degno di una glaciazione, fare 5 minuti a piedi alle 7 del mattino in Lituania rende bene l’idea della teoria della relatività. Benedetto Albert, mi è sembrato di fare la maratona di New York!

Mi aspettavo di prendere un treno come quelli lettoni, spoglio, scomodo e freddo. Sono rimasto stupito, era comodo e pulito, il classico nostro treno a cuccette con la differenza che tutto era in ordine e soprattutto pulito. Naturalmente il controllore era una donna, diversamente da noi il biglietto viene controllato prima di salire, così sanno quando devi scendere e se per caso durante il tragitto i conti non tornano, vengono a controllare ogni cuccetta dove si trova il furbo. Un’ora di viaggio e mi ritrovo alla stazione di Telshai.

La stazione non è degna di una cittadina di 35.000 abitanti, ma anche se il numero di anime può far pensare ad una delle nostre città (come può per esempio essere Fossano, per chi è delle mie zone), in realtà tutto è molto più spoglio. Non c’è praticamente vita serale e probabilmente anche diurna, naturalmente la gente mi guardava come uno scappato di casa, la neve era molto più abbondante di Klaipeda e soprattutto faceva molto più freddo.
La povertà si nota sempre e ovunque, il freddo rende il tutto ancora più toccante. La gente si veste come può, ho in mente alcune immagini del mercato nel centro del paese dove le bancarelle si tenevano in piedi per grazia ricevuta e la donne che vendevano quei pochi vestiti erano imbaccuccate come mummie. Come ogni paese la Lituania è bella se hai i soldi, se vivi come questa gente resisti poco, soprattutto se arrivi dalla repubblica degli spaghetti, dove si mangia bene e si gira in maniche corte per 8 mesi l’anno.

Al di là dell’economia e della politica, la natura ha fatto del suo meglio per rendere questo posto di cui forse voi non avete mai sentito il nome letteralmente magnifico. Circondata da piccoli colli, Telsiai viene calorosamente chiamata dai suoi abitanti “la piccola Roma“, dai suoi colli è possibile vedere il lago e la chiesa. Sul sito potete ammirare qualche foto del panorama. Per la prima volta ho visto le persone pescare sul ghiaccio come vedevo nei cartoni animati da piccolo. Ho visto della gente seduta sul lago sopra la sedia che aspettava al freddo mentre teneva in mano uno spago che affondava in un buco nel ghiaccio. Ho anche camminato sul lago! Ho visto i bambini trainarsi sulle slitte di legno come vedevo tanti anni fà quando ero piccolo. Il freddo era sempre presente. Dentro la chiesa di Telshai non c’era nessuno, non sono un critico d’arte quindi non posso esprimere un giudizio, non sono il tipo di persona adatta a descrivere le opere d’arte, mi limito a dire che non era molto grossa, ma ben curata e addobbata. Una nota curiosa: c’era ancora il presepe e l’albero di Natale. Forse in questo periodo hanno avuto di meglio da fare.

A questo punto chi legge si chiede: “cosa diavolo ci facevi a Telsiai?” ovviamente non ci sono andato da solo, ero in compagnia di Rita che come avrete capito è stata la causa della mia assenza dal sito in questi giorni. Ho visto la sua casa, naturalmente qui tutti vivono in palazzoni comunisti come il mio, ho la netta impressione che 50 anni fà la Russia ha fatto 5-6 progetti e ha mandato in giro per il suo impero delle copie perchè qui tutti i palazzi sono uguali!
In lettonia sono entrato in casa di parenti di Kristina, non l’ho mai scritto, ma le condizioni erano allucinanti, tutto diroccato e non troppo pulito. L’appartemento di Rita era piccolo, ma molto bello. L’ingegno del padre ha combattuto contro il grigiore e la tristezza comunista rendendo il piccolo appartamento accogliente e confortevole. Il preingresso aveva i muri rivestiti di legno che mi ricordavano molto la danimarca (o l’aeroporto di Riga per chi c’e’ stato), i mobili artigianali, le foto e i quadri appesi con calcolata cura sono piccoli dettagli che hanno reso la mia permanenza in casa di Rita, anche se solo per un giorno, molto particolare e piacevole.

Sono tornato a Klaipeda la sera, prendendo uno scomodissimo treno economico e lento che ha richiesto il doppio del tempo per venire a Telsiai, sono cose che capitano :-)

Scusatemi, ma sono occupato

29 gennaio, 2005 scritto da Karim · Lascia un Commento
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In questi giorni, a causa della mia vita privata, sono molto indaffarato e diconseguenza ho poco tempo per altre cose come ad esempio il sito. Ho molte foto e tante cose da raccontare, ma dato che mi piace fare le cose per bene vi lascerò attendere ancora.

Sono venuto a conoscenza tramite Luca Conti (che ringrazio) di questo post sul blog di Francello. Luca l’ho conosciuto tramite Skype e lui è venuto a conoscenza di me tramite il sito del suo amico.

Tutto ciò mi lusinga.

E’ meglio Riga o Klaipeda?

22 gennaio, 2005 scritto da Karim · Lascia un Commento
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In pochi giorni le cose possono cambiare radicalmente o rimanere tali, dato che per spiegare cosa è successo dovrei entrare in fatti molto personali, preferisco rimanere sul vago… molto sul vago. Intanto posso dire di essere arrivato quasi ad una risposta alla domanda “Ti piace più Riga o Klaipeda?”, beh… ora come ora Klaipeda.

Sono arrivato a questa conclusione per vari motivi. Il primo perchè la città è piccola e meno dispersiva, mi ricorda Cuneo sotto molti aspetti, il secondo motivo perchè non vengo scambiato per turista sessuale ogni volta che apro bocca o guardo qualcuno. Il terzo perchè ho internet in casa 24h su 24 (godo). (Per la cronaca la banda non viene sprecata e stò scaricando film di interesse culturale con attori del calibro di Lino Banfi, non sò se mi spiego…) :-D

A parte le nevicate e il freddo gelido, comincio ad orientarmi nella città e ad ampliare le mie conoscenze, ora sono sentimentalmente legato ad una persona quindi i soliti maliziosi che pensano e pensano e pensano usino il cervello per pensare ad altro, foto o altre informazioni le pubblicherò in un altro momento. Per ora sappiate che sono contento, soddisfatto e ho una piacevole convivenza con il Davide.

Perdonatemi, sono pigro e scrivo poco

19 gennaio, 2005 scritto da Karim · Lascia un Commento
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Non posso scrivervi molto oggi, ho avuto da fare con il computer e non ho avuto molto tempo per aggiornarvi con le mie avventure. Ho passato la serata con Milda, forse è l’ultima volta che la vedrò perchè torna a casa dai genitori dove rimarrà per 2 settimane. Non voglio dare un’indicazione per una mia ipotetica rimpatriata, perchè a dire il vero non ne sono sicuro, forse rimarrò abbastanza per rivederla.

La mia serata è stata particolarmente piacevole. Il ragù di Andrea e gli spaghetti Barilla sono un connubio semplice ed elegante, se poi sono accompagnati con della buona musica e un buon ambiente, rendono la serata memorabile. Non mi dilungo oltre con dettagli e pettegolezzi, zittisco subito le malelingue, tra me e Milda è nata una tenera e dolce amicizia. Lei mi ha aiutato a orientarmi in Klaipeda e mi ha dato informazioni interessanti sulla Lituania, inoltre mi ha fatto riscoprire il piacere di conoscere una persona sincera e buona con dei valori nobili come la famiglia e l’amicizia.
Milda mi ha confessato che il suo paese non le garantisce un futuro anche se dovesse ottenere la laurea a pieni voti. Ma lei proprio non se la sente di lasciare la sua casa. Non se la sente di dividersi da coloro che l’hanno messa al mondo e che nei suoi 19 anni di vita, nel bene e nel male, le hanno dato l’amore necessario per sopravvivere ad una realtà locale molto diversa dalla nostra. Scrivo queste righe, perchè mentre l’ascoltavo mi sono venuti alla mente dei discorsi che purtroppo sento spesso e sono molto diversi dalle parole di Milda.

Ho iniziato a scrivere questo articolo con tutt’altre intenzioni, ma come al solito divago e mi perdo nei pensieri. Milda questa sera mi ha detto che ogni tanto sembro un bambino. Sarà che ho una dote naturale a essere buffo, ma nel momento in cui me lo ha detto ho avuto un flash. Volevo scriverne giorni addietro, ma ho sempre rimandato e ora colgo l’occasione grazie a Milda.
Mi trovavo a Riga e dovevo telefonare in Italia, come di consueto evito di usare il cellulare-sanguisuga e compro una scheda per il telefono pubblico (quelle casse da morto verticali che in Italia non sono fashion e che se ci vedi qualcuno dentro ti chiedi se sei tornato indietro nel tempo). Inizio a chiamare, ma ho dei problemi, non prende la linea. Al quarto o quinto tentativo suona libero. Inaspettatamente mi risponde una vocina esile, innocente e simpatica con un buffissimo: “Proooooooonto?”.

Ho un attimo di esitazione, non mi aspettavo una risposta da parte di un bambino, i miei neuroni tentano di dare velocemente una spiegazione e concludo che non poteva altro che essere un mio cuginetto o qualche altro piccolo conoscente che aveva risposto prima di un adulto. Di conseguenza è per me naturale la più banale e sintetica delle risposte:

“Ciao. Chi sei?”
“Ciao, io sono Fabrizio. Tu come ti chiami?”,
“Karim”,
“Ciao Karim, che bel nome.”

Mi sentivo sempre più spiazzato, la voce del bambino era simpaticissima, avrei voluto chiacchierarci un pò, ma una voce adulta in sottofondo disse:

“Fabrizio, chi è?”
“E’ Karim”
“Karim????? Passa a me per favore”

Si conclude il disguido, avevo sbagliato numero, la persona è gentilissima e mi saluta e augurandomi buone feste. Non saprei perchè mi è rimasto impressa questa telefonata, forse la voce innocente, il modo di fare amichevole o quel “E’ Karim”, come se mi conoscesse da anni. Probabilmente il piccolo Fabrizio, con la sua semplicità e l’incontaminato piacere di apprezzare ogni sorpresa della vita, mi ha ricordato come i bambini non sono ancora macchiati dalle stranezze adulte, dove stranezze è un ovvio eufemismo.

Mi sono svegliato ad un’ora decente :-)

17 gennaio, 2005 scritto da Karim · Lascia un Commento
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Finalmente ho iniziato la giornata svegliandomi ad un’ora decente: le 7 del mattino! Ora sono le 10, Davide è andato all’università e io in compagnia di Our Shangri-La dall’album “Shangri-La” di Mark Knopfler, lavoro al computer, mi bevo un the e pulisco i piatti.
E’ una mattinata particolarmente tranquilla, tutto è calmo e naturale. Alle 13 andrò in centro e mi vedrò con Milda, mi porterò la macchina fotografica e cercherò di proporvi qualche foto interessante anche se oggi il cielo è nuvoloso, il vento è freddo e pungente. Ogni volta che apro la finestra mi pento dopo appena 10 secondi che clima palloso!

Ieri sera da noi erano ospiti due sorelle: Yasha e Raima. Entrambe sono lituane ed entrambe parlano italiano grazie a loro precedenti esperienze lavorative e di studio in Italia. La loro presenza ha reso piacevole una serata che per me si è conclusa alle 10, dato che ero molto stanco e la mia intenzione era di svegliarmi presto, sono andato a coricarmi come un vecchietto. Con noi c’era anche Andrea, un personaggio molto particolare di cui parlerò dettagliatamente in un prossimo articolo.

Diario del capitano…

16 gennaio, 2005 scritto da Karim · Lascia un Commento
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Il continuo cambiamento climatico è molto fastidioso: ieri ha fatto bello per 15 minuti, nel giro di un paio di minuti ha iniziato a nevicare, dopo altri 10 minuti è tornato il sole poi è diventato nuvolo e poi ha nevischiato. In un paio d’ore ho assistito a un continuo sconvolgimento climatico, ma ho resistito e sono uscito lo stesso.

Ieri pomeriggio sono andato alla spiaggia in compagnia di Milda, (per la cronaca Milda è anche il nome della statua della libertà di Riga). La spiaggia è a 5 minuti di bus da dove abito, sinceramente rapportato ai nostri mari e alla vicina, per me, costa azzurra, il Baltico mi ha dato un’impressione molto spoglia. La spiaggia e’ grande e allo stesso tempo molto vuota, molte persone vengono a passeggiare sulla spiaggia, ma la sensazione permane. A parte questa sensazione il frastagliarsi delle onde è sempre una musica naturale e rilassante. Sull’orizzonte il mare e le nuvole si uniscono in un tutt’uno e le onde aggrediscono la spiaggia sfogando la propria rabbia. Il mare mosso e la sabbia densa simboleggiano la situazione di questi paese in un contrasto naturale unico.

Con Milda ho fatto la mia prima escursione nella città e ho preso per la prima volta l’autobus in Lituania (da solo). Al modico prezzo di 0.30€ puoi farti una tratta qualsiasi del bus, compri il biglietto sull’autobus e provvedi alla obliterazione manuale. Sembra un pò complicato e secondo me funziona solo perchè è in Lituania. In centro ho trascorso due piacevoli ore in un piccolo bar locale a chiacchierare del più e del meno. Ormai credo di essere una calamita per le brave ragazze, Milda è bionda, alta, occhi azzurri, studentessa dal portamento raffinato ed elegante. In questo periodo non ho nessuna voglia di fare foto quindi non posso mostrarvi Milda.

Sono ancora alla ricerca di roba da vestire, ieri sera nel piccolo centro commerciale di Klaipeda ho visto le giacche di Hugo Boss da 700€! Ma dai… non scherziamo! Chi se le compra? Ho visto la libreria dove si vendono i libri, incredibilmente ci si può sedere ai tavoli e ordinare il the o il caffè, immagino in Italia dove una libreria del genere diventerebbe una biblioteca dove nessuno comprerebbe niente. Nessuno di voi sarà stupito nel sapere che non mi sono comprato niente e ho concluso il preserata tornando a casa a schiacciare un pisolino.

In serata sono andato all’Honolulu, una delle discoteche più in di Klaipeda. Ho visto tantissime ragazze elegantissime e soprattutto molto belle, ho avuto una difficoltà estrema a focalizzare una persona soltanto e a cercare di conoscere qualcuno. Le distrazioni sono ovunque. Incredibilmente per la seconda volta nei paesi baltici mi è stato offerto da bere, un gruppo di ragazze mi ha chiamato al tavolo dove erano accomodate e ho scambiato due chiacchiere. Tra loro c’era Agatha una diciottenne un pò strana, ma molto molto bella. Alta, formosa, occhi azzurri, sguardo molto intenso. Un leggerissimo particolare a suo sfavore: completamente rincoglionita. Vai a capire come abusano del loro corpo questi ragazzini, le campagne antifumo e antidroga si possono leggere per tutta Klaipeda, ma da quel poco che ho visto sembrano non funzionare.

Una domanda mi viene posta di frequente: “Ti trovi meglio a Klaipeda o a Riga?” Difficile dare una risposta esauriente. Riga la conosco bene e in più ho molte amicizie, Klaipeda la conosco solo da 4 giorni e devo dire che per ora mi piace anche se è una realtà del tutto differente. Saprò dire di meglio tra qualche giorno..

Sono a Klaipeda

14 gennaio, 2005 scritto da Karim · 1 Commento
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Questo è il mio secondo giorno a Klaipeda, su alcune persone ho avuto un’effetto strano. Sarà che i terroni non sono proprio all’ordine del giorno, ma il solo rivolgere la parola ha imbarazzato alcune persone. Fantastico! Peccato che ha imbarazzato anche me… :-)

La città non è quel piccolo che pensavo, conta 207.000 abitanti. Si affaccia sul Baltico, ha un bel centro, non c’è molta confusione, tutto sommato è carina e tranquilla. Mi piace! La casa di Davide è nei soliti palazzoni comunisti, siamo all’ottavo piano. Dato che siamo a circa 5 minuti dal centro, dalla finestra si intravede Klaipeda, ma ovviamente non ci sono chiese, monumenti o chissà cosa da ammirare da lontano. A Riga dalla finestra vedi i vari duomi, a Roma ricordo che potevi vedere alcune delle massime opere dell’ingegno umano solo buttando l’occhio da uno qualsiasi dei colli. Qui ti puoi limitare a fantasticare la sera ammirando le luci del centro.

La prima sera appena arrivati siamo subito andati all’ iki: il supermercato locale. Niente di diverso dai nostri a parte la gente. Dopo aver comprato due schifezze e aver riempito la pancia, abbiamo reso abitabile l’alloggio, niente di difficile. L’alloggio è piccolo, ma veramente accogliente. La prima impressione all’ingresso del complesso non è delle migliori, sembra che debba cadere tutto da un momento all’altro. L’ascensore non è dei più belli anzi è un vero e proprio schifo, ma siamo fortunati a non dover fare 8 piani di scale tutte le volte, poi per chi è un pò fobico come me i rumori sinistri delle catene che muovo l’ascensore non aiutano. Tornando all’alloggio, sono rimasto ben impressionato. Il perfetto alloggio per un single: appena varcata la soglia dell’ingresso ti ritrovi in un piccolo e caldo preingresso, sulla sinistra un grande armadio in legno dove appendere i vestiti, sulla destra un piccolo corridoio che affianca il piccolo bagno e porta alla cucina. Di fronte l’ingresso per la stanza da letto. Quest’ultima ha il pavimento in moquette e una grande finestra. Mi piace.

Il bagno è piccolo, ma funzionale. La doccia è nuova e spara acqua calda in abbondanza, la cucina è ben illuminata ed è divisa dal salone solo da un piccolo soppalco riscaldato. Dei piccoli faretti ai lati del soppalco rendono con un semplice gioco di luci un’ambientazione calda e molto seducente. L’appartamento è veramente bello, ha tutto ciò che un ragazzo di vent’anni può chiedere. Questa mattina ho installato la rete wifi e possiamo collegarci ad internet tutto il giorno senza fili. Una pacchia!

Queste prime due sere sono stato in due locali diversi. Il primo è il Memelis (dove vi rimando al link per vedere le foto). Sono andato nel locale con Davide e un suo amico: Mindaugas, un ragazzone di 190 cm, viso squadrato, occhi azzurri e capelli chiari. Leggermente cicciotto, ma molto robusto. Mindaugas è molto simpatico e socievole, ma soprattutto alla buona. Come potete notare dalle foto, il Memelis è un vecchio palazzo su 3 piani, tutti con arredamento in legno che emana una sensazione molto calda. All’ultimo piano c’è una piccola sala da ballo affollata da ragazzi e ragazze di 20 anni circa. Il mio naturale smarrimento iniziale, non mi ha permesso di comportarmi esattamente come mi comporto a Riga, ma ho notato subito una differenza: non mi sentivo colpevole come l’italiano a Riga in cerca di turismo sessuale. Mi sentivo solo un innocente terrone in un paese straniero (qua sono tutti pazzescamente alti), ballo un pò mentre Davide e Mindaugas chiacchierano dei loro affari, torno al tavolo per assaggiare la birra lithuana (imbevibile per un astemio come me) e inizio a guardare una ragazza bionda, con i capelli lunghi lisci, occhi azzurri e viso molto molto fine che sedeva ad un tavolo vicino. Inizia il mitico e incredibile scambio di sorrisi e sguardi che nella nostra Italia puritana (che fà rima con porc.. ) puoi avere solo pagando. Esperienza molto piacevole. Sostanzialmente questa è stata la mia prima sera a Klaipeda.

Ieri è stato un giorno più interessante, per prima cosa ho cambiato numero di cellulare e ho una sim Lituana: il numero è +370 60662547. Qua tutto funziona con i Litas (1 Euro = 3,45 Litas) e ovviamente tutto costa pochissimo. Ho mangiato nei classici bar lithuani dove mangi il cibo (schifosissimo) locale, solite cose grasse piene di salse che mangiano anche in Lettonia. Ho conosciuto Mila, una ragazza mia coetanea amica di Dave e ho notato che rispetto a Riga le persone tendono a parlare meno il russo e più il (poco utile) lituano. La bellezza delle ragazze è più o meno la stessa, i ragazzi qui sono più socievoli e ho continuato a notare che essere Italiano non è una colpa. (Sospiro di sollievo… sperando che sia vero)

Sono stato nel grande centro commerciale che è identico ai nostri centri commerciali minori. Mi sono comprato qualche vestito e un paio di scarpe, dato che un paio l’ho dimenticato a Riga (che sia il mio inconscio desiderio di tornare?). La sera sono stato nella discoteca locale il global dove ho notato un’ampia presenza di uomini (se paragonato a Riga). Alcune differenze però sono incredibili e penso che sia dovuto al fatto che siamo in una città di provincia. Per prima cosa le ragazze ti sorridono anche se hanno il fidanzato e questo che sicuramente per loro è una cosa normale, ma per noi italiani non lo è. Più di una volta mi sono ritrovato in una situazione imbarazzante in cui non sapevo bene come comportarmi. Dato che i ragazzi sono alti e grossi e io sono molto diverso da Bruce Lee, che diavolo devo fare? Nulla! Mi ha stupito che i boyfriendi (come direbbe il grande Lino) non si incazzano per niente, anzi, ti dicono fai pure! Tanto sono le donne che scelgono, vale la pena prendersela?? :-)

Ultimo particolare: si devastano fisicamente e psicologicamente dalla sera fino al mattino, incredibile.

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