Email: Le 5 regole d’oro
Obbligherei le persone ad acquistare il computer solamente dopo aver conseguito un esame specifico, esattamente come succede con l’automobile. Usare il computer come un cretino crea danno solo a se stessi, ma utilizzare internet da cretino può essere fastidioso anche per altri.
L’email è il servizio su internet che uso di più, non ne potrei fare più a meno; La maggior parte delle mie comunicazioni avviene tramite email e in tanti anni, ho riscontrato dei comportamenti che dal più profondo del cuore ho iniziato ad odiare.
1. L’oggetto. Non è facoltativo, al massimo lo è il testo dell’email, ma l’oggetto è obbligatorio e lo è sempre! Mettiamoci nei panni di chi, come me, riceve tante, tantissime email. L’oggetto riassume il contenuto della mail serve a risparmiare tempo e ad agevolare la comunicazione.
Se il nostro messaggio è breve, è possibile usare l’oggetto per dare un informazione nello stile SMS senza scrivere il corpo del messaggio.
“Oggetto: Ho ricevuto il pacco che mi hai mandato. Grazie [EOM]!”
L’EOM significa “fine del messaggio”, non devo leggere null’altro. Questa tecnica è usata molto dagli anglosassoni che di internet ne hanno fatto dell’ordinario nella vita quotidiana.
Un oggetto che specifica il contenuto della email è utile quando si ha una continua corrispondenza e si utilizza le email per avere traccia delle discussioni. A volte mi arriva una mail senza oggetto e si mischia con altre senza oggetto. Diventa una vera porcheria.
Il mio consiglio è di scrivere prima l’oggetto e poi il testo attenendosi il più possibile all’oggetto stesso. Nulla vieta di scrivere più email con oggetti diversi che avranno ben più possibilità di ricevere risposte complete essendo trattate tutte in modo indipendente. Dipende dal vostro buon senso.
2. La risposta. Mi fa più incazzare l’assenza di una risposta che la mancanza dell’oggetto. Mi è capitato di avere a che fare con persone a cui scrivo e non mi rispondono. Dopo averle sentite di persona o al telefono mi dicono di aver ricevuto la mail e mi ringraziano.
Ma che comportamento è?
Scrivere una mail richiede del tempo e il tempo è molto prezioso. Quanto costa cliccare su “rispondi” e scrivere: “ok, grazie!” Penso che sia una cosa da 10 secondi, nessuna scusa sulla mancanza di tempo può reggere. E’ solamente una questione di rispetto verso chi ti ha gentilmente donato del suo (prezioso) tempo.
Mi è capitato di fare una segnalazione ad un blog via email senza ricevere risposta. Un paio di giorni più tardi il titolare del blog pubblica un post riguardo la segnalazione senza un minimo ringraziamento, anzi, sembrava tutta farina del suo sacco!
“Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.” -Matteo 7,6-
3. Il quoting. Qui viene il bello, c’è gente che vanta anni e anni di esperienza su internet con discorsi del tipo: “io sono nato prima di te”, “quando tu succhiavi il latte io già programmavo” e che una volta che ti rispondono ad una mail si perdono nei meandri del quoting. Per chi non lo sapesse, il quoting è l’arte di rispondere ad una mail tagliando tutta l’immondizia della mail originale, ma mantenendo la risposta leggibile anche se letta dopo anni.
Quel cesso di software di Microsoft Outlook sballa i vari “Re:” (Reply) che vengono aggiunti all’oggetto della mail e già solo questo rende ben difficile tracciare i discorsi fatti con una serie di email, se poi il quoting non viene assolutamente rispettato, ti viene voglia di prendere carta e penna e mandargli una lettera.
In ambienti come nei forum o nei newsgroup della rete usenet, chi non quota viene bannato e non ha più la possibilità di scrivere. Meglio farsi un piccolo corso accelerato prima di essere presi a calci nel culo (meritatamente).
4. La lingua. Scrivere in italiano, mantenendo una punteggiatura decente, è il minimo quando si scrive una mail o qualsiasi altro documento cartaceo o elettronico.
Evitare i “ke” “ki” “xkè” è un obbligo morale non solo verso Dante Alighieri, ma verso il prossimo. Nelle email non esistono limiti di spazio e non si paga in base al numero dei caratteri quindi è obbligatorio scrivere rispettando l’italiano e separando i paragrafi che migliora notevolmente la lettura sia nelle mail che su internet.
Il tipico presuntuoso informatico, esprime il meglio di se quando scrive. Troverete gente che pubblica su internet, commenta sui blog o scrive email alla io speriamo che me la cavo. Ho degli esempi personali che custodisco gelosamente nei miei segnalibri, ma se cercate in rete troverete tanti casi curiosi.
E’ gente che dovrebbe vergognarsi a mettere il naso fuori di casa dopo aver pubblicato certe scemenze contorte, ma spero continuino a scrivere. Sono il raggio di sole nelle giornate più buie.
Non accetto scuse sull’istruzione. Non iniziamo con discorsi del tipo “sono vecchio” o “ho solo la terza media”. Sono discorsi futili e privi di senso, ho letto email scritte da uno pseudo avvocato che rimarranno impresse nel mio computer a testimonianza per i posteri tanto che facevano schifo; ho conosciuto persone con la sola terza media che scrivono in italiano bene come se fossero laureati.
Scrivere è l’essenza dell’anima. Se vuoi veramente vedere come pensa una persona, falla scrivere.
5. La firma. Che palle sta firma al fondo del messaggio! Sempre la stessa e sempre con le stesse informazioni. Se volete davvero mettere fax, telefono, numero di seghe e cagate giornaliere, email aziendale, skype, MSN, AIM, ICQ, Google Talk, email dell’amante e capelli persi oggi nella doccia, fatelo su un sito web e linkate direttamente il sito nella firma.
Una firma ci vuole, ma che non sia più lunga di 3-4 righe e che non contenga stronzate in allegato che appesantiscono l’email. Se volete invece mandare una firma più lunga con più informazioni, usatene di diverse! Qualsiasi programma di posta decente vi permette di avere più firme e di scegliere la più adeguata allo scopo, vi basta pensare 3 secondi prima di mandare l’email!
Concludo questo piccolo excursus sull’uso dell’email riportando il link alla Netiquette che dovrebbe essere il primo capitolo di ogni libro riguardo alla rete.
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Commenti
6 Comments on Email: Le 5 regole d’oro
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Henry on
Mar, 22nd Apr 2008 14:54
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Derio on
Mar, 22nd Apr 2008 16:47
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Flavio on
Mar, 22nd Apr 2008 21:13
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Sba on
Mer, 23rd Apr 2008 0:10
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Le regole d’oro per un uso almeno decente della posta elettronica - Matteo Moro on
Mer, 23rd Apr 2008 7:01
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ChristineDaae on
Sab, 3rd Mag 2008 11:31
Sostengo da mesi la stessa teoria: stabilire un esame serio che permetta di ottenere una patente per l’uso del computer - niente patente, niente computer (un po’ come già avviene per l’automobile).
Scrissi tempo fa un post (molto) simile al tuo, lo trovi qui.
Bravo Kappa che diffondi buona informazione, scoprire che dei professionisti dell’informatica non sanno cosa vuol dire quotare fa perdere la stima di loro!
PS: Internet si scrive con la “I” maiuscola.
Hai dimenticato questi errori:
1- Abusare del “Cc -” inserendo nomi (e quindi inidirizzi) di persone che tra loro non si conoscono ma riceveranno i dati di tutti gli altri involontariamente.
2- Non usare il “Ccn -” e/o non sapere a cosa serva. Al dire il vero molti non sanno che esiste questa opzione (una volta io ero tra questi).
Ho ricevuto il pacco che mi hai mandato, era pieno di salsicce piccanti, soppressata, ‘nduija e melanzane. Grazie Karim, mio buon amico calabrese ![]()
[...] trackback è stato più utile dell’ultimo che ho ricevuto, per farmi leggere un articolo che a molti saprà di vecchio, ma che a moltissimi può risultare ben più che [...]
A mio parere è un po’ esagerato, a prescindere che ho apprezzato molto di più come si è espresso Henry, non concordo affatto sul dover sostenere un esame per usare il computer. Io ne conosco poco, ma non mi è mai sembrato di danneggiare altri, ma allora adesso io da musicista chiedo che prima di dire qualsiasi commento uno prenda un diploma di qualsiasi strumento onde sparare cavolate su determinati musicisti in voga, ma inetti.
Capisco che possa dare fastidio, ma non finiamo in questi eccessi…
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