L’uso dell’italiano in un rapporto di coppia internazionale
L’inglese è semplice ed utile. Escludendo l’Italia dove la gente fatica a parlare in italiano, negli altri paesi l’inglese è una seconda lingua ben radicata, soprattutto nei giovani. Quando ho conosciuto Rita parlavamo in inglese ed è stata la lingua che ci ha uniti, ma ora è solo più un lontano ricordo, ora parliamo sempre in italiano e questo è, secondo me, indispensabile.
Non fraintendetemi, non dico che bisogna parlare necessariamente l’italiano, ma come mi suggerì tempo addietro mio padre, “è meglio parlare una delle due lingue di cui uno dei due è madrelingua“. Ho scartato l’inglese perché io lo conosco, ma non così bene da parlarlo quotidianamente e Rita lo sa peggio di me. Il problema più grave è che usando una lingua “ponte” come l’inglese non si riescono a comunicare quelle che io chiamo “le sfumature della vita“.
Lituano, si problem! Ho riscontrato nei miei amici e nel mio caso personale che è molto più facile insegnare a lei l’italiano che imparare il lituano facendosi aiutare da lei. Rita non mi ha mai parlato in lituano più di un giorno e questo non mi ha mai aiutato a trovare la motivazione per studiare la lingua locale quotidianamente. Stranamente però Rita parla in lituano da sempre con nostra figlia e ora che siamo qui in Lituania, Greta parla più lituano che italiano (soprattutto grazie ai bimbi dell’asilo).
Italiano, no problem! Ho iniziato a parlare solamente italiano dal giorno alla notte, come se niente fosse. La decisione è nata perché Rita non studiava l’italiano e, nel caso ci fossimo trasferiti in Italia (che è successo), mi sarei ritrovato a gestire le difficoltà di ambientazione di Rita in Italia che, fresco delle mie esperienze in Lituania, volevo assolutamente evitargliele.
Nel quarto mese di gravidanza di Rita ho iniziato a parlare solamente in italiano sbattendomene altamente le palle se lei aveva già delle difficolta con la nostra piccolina che stava arrivando. Per i primi due mesi è stato difficile, dovevo prima dire le cose in italiano e poi spiegarle in inglese, ma non mi sono rassegnato, Rita si incazzava e io continuavo giorno per giorno, come se niente fosse.
Circa 8 mesi dopo Rita e Greta sono venute in Italia. Rita parlava italiano più che discretamente anche se le mancava la pratica sul campo. Dopo 1 anno era quasi italiana: poteva andare in giro per il mercato da sola, andare nei negozi, in posta, in banca, all’asilo per Greta, parlare con i miei parenti, fare telefonate e guardare i film. I vantaggi non sono da poco perché insegnare l’italiano a Rita le ha permesso in Italia:
- Di non sentirsi una “russa”
- Di litigare e/o discutere facendosi capire al 100%
- Di avere nuovi amici
- Di essere indipendente
- Di poter fare una vita sociale senza limitazioni
Nel prossimo post parlerò del mio rapporto in Lituania con la lingua lituana.
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pupo il gio, 15th gen 2009 10:46
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[...] L’uso dell’italiano in un rapporto di coppia internazionale [...]
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Michele il sab, 17th gen 2009 11:36
Io in 2 settimane in lituania ho parlato 4 lingue diverse: l’inglese, il lituano, l’italiano e il barese. Ah poi dimenticavo che per conversare con una bimba di 10 anni ho(abbiamo) anche dovuto usare il “linguaggio delle immagini”, il disegno. Quindi siamo a 5!
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Cassidy il lun, 9th feb 2009 18:26
… sbattendomene altamente le palle se lei aveva già delle difficolta con la nostra piccolina che stava arrivando…
Non ho parole… è vergognoso!
Tu non ti sei sbattuto per niente per imparare la lingua, nonostante ti fossi trasferito in un paese straniero, ma hai stressato tua moglie in un periodo così delicato come una gravidanza???
Al suo posto ti avrei fatto trovare le valigie fuori dalla porta!
Povera povera povera Rita… -
Karim il lun, 9th feb 2009 18:31
Guarda che la gravidanza non è una malattia.
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Cassidy il lun, 9th feb 2009 18:37
Ma va?
Tu invece lo sai che una donna incinta non va stressata?
Può anche causare parti prematuri. -
roberto il gio, 12th feb 2009 22:19
domani saro’ a vilnius!!Avrei piacere di conoscere qualcuno di voi ….!!!
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Mi trovi d’accordo, anche se trovo più corretto esprimersi nella lingua del paese ospitante.
Ora che, a quanto pare, risiedete in Lituania, dovreste ripetere, al contrario, la pratica già adottata in Italia o le difficoltà che volevi farle oltrepassare si riveleranno uno scoglio sempre più fastidioso per te.
Non sono d’accordo sul fatto che fuori dall’Italia la gente sia in grado di esprimersi correntemente in lingua inglese.
Ho vissuto, causa lavoro, per alcuni periodi in Francia e Polonia e devo dire che con l’inglese si trovano parecchie difficoltà di relazione con tutte le fasce d’età.
E a Vilnius, anche se ormai ho ovviato con l’idioma locale, da principio era necessario muoversi con un’interprete.
Per inciso, neanche all’ufficio immigrazione di Vilnius gli addetti alle pratiche parlano un inglese comprensibile.