Misura anti crisi del governo lituano. Le tasse per i piccoli imprenditori dal 20% al 50%

gennaio 20, 2009 by Karim Gorjux
Filed under: Blog, Lettonia, Lituania, Politica 

Come misura anti crisi il governo lituano ha deciso di aumentare le tasse alle piccole aziende e i liberi professionisti (come me) che passano da un 20% di tasse ad un 50% circa.

La reazione del popolo non è stata di quelle migliori, a Vilnius ci sono stati degli scontri in piazza con 30 arresti e una decina di feriti, anche in altre città ci sono state manifestazioni in piazza, ad esempio qui a Klaipeda, a Kaunas, a Tauragé ed altre piccole città, ma l’unica ad avere riscontri violenti è stata Vilnius.

In Italia non se ne parla, ma a Riga c’è stata una manifestazione popolare circa una settimana fa che è finita con scontri tra i cittadini e la polizia, allo stesso modo è successo a Sofia in Bulgaria. Le motivazioni sono sempre le stesse: la crisi, la mancanza di soldi e soprattutto gli interventi del governo.

Non so come andrà a finire qui in Lituania. A mio avviso, tartassare la povera gente portando le tasse ad oltre il 50% è un azione degna di un genio del male. Uccidere i piccoli per salvare i grandi.

Sarebbe stato decisamente più sensato aumentare le tasse del 10% o il 15% per un anno, ma dando una giustificazione plausibile e informando meglio le persone. Portare la tassazione a livello scandinavo senza adeguarne i servizi è da incoscienti.

A proposito di incoscienza, spero che con il tempo i lituani si prendano più cura della politica, le ultime elezioni hanno portato un governo di persone di spettacolo al potere, decisamente una coscienza del paese che non si addice al nazionalismo lituano.

In Italia intanto ci si preoccupa di Kakà che è rimasto al Milan.





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  1. Baltic Man il mar, 20th gen 2009 16:15

    Ho visto il lancio di uova sul sindaco di Vilnius e i vetri in frantumi su un video, una settimana fa…..
    Come tu dici, però, è facile tirar pietre contro il potere dopo essersene sbattuti alla grande di tutto ciò che riguardava la politica per anni e anni…..una lezione, mettiamola così.

  2. A. Russo il mar, 20th gen 2009 17:22

    Ho tutta l’impressione che le cose lì stiano andando a rotoli.
    La crisi sta dando ai lituani la mazzata finale

  3. A. Russo il mar, 20th gen 2009 17:25

    Dal 20 al 50% di aumento delle tasse. Questo è dilettantismo politico allo stato puro.

  4. Karim il mar, 20th gen 2009 17:35

    E si dice che la crisi arriverà solamente il prossimo anno qui in Lituania!

  5. A. Russo il mar, 20th gen 2009 18:23

    Non so più come arrivare con volo diretto in Lituania.
    Prima prendevo air baltic da roma 180 euro andata e ritorno
    comodo ed accettabile.

  6. Karim il mar, 20th gen 2009 18:30

    Penso che il modo più decente per arrivare in Lituania, per ora, è passare da Riga. (Vedi ryanair)

  7. A. Russo il mar, 20th gen 2009 18:36

    Controllo. Forse il soldato Ryan mi salverà

  8. livton il mar, 20th gen 2009 20:23

    Che vergogna, questi non t’an neppur linkato!

  9. A. Russo il mar, 20th gen 2009 21:24

    Penso che Karim va avanti lo stesso, link o non link.
    E poi tutti gli italiani che cercano notizie su google sulla lituania trovano tutt’e due.

  10. Massimo il mer, 21st gen 2009 0:04

    Non hanno linkato neache me…e li conosco pure…anzi mi hanno anche copiato il nome :(

  11. A. Russo il mer, 21st gen 2009 0:22

    Massimo quando chiesi loro una informazione per un appartamento mi rispondesti via mail tu, indicandomi Mirko Valongo :) .
    Oppure era un omonimo?

  12. Karim il mer, 21st gen 2009 0:33

    Massimo e Mirko sono due persone diverse anche se molto simili :-D

  13. Massimo il mer, 21st gen 2009 0:51

    A. Russo se hai scritto al mio blog italialituania.com penso di si…se hai scritto a italia(IN)lituania.com ( il blog di questo post di Karim) è un omonimo

    Karim perchè assomiglio al mio caro amico Mirko? spero non nel taglio di capelli ;) me lo spiegherai via skype

  14. Karim il mer, 21st gen 2009 0:54

    Perché avete le balle quadrate!

  15. Massimo il mer, 21st gen 2009 1:00

    ecco perchè avevo quel dolorino

  16. fla il mer, 21st gen 2009 3:25

    Come se non mi bastassero le preoccupazioni per gli amici in Italia, adesso devo pure preoccuparmi per quelli in Lituania. Che brutta, triste notizia. Karim, se vuoi cercare residenza e casa in Cile… L’importante è che non ti venga in mente di costruire sulle Ande ;-)

  17. Massimo il mer, 21st gen 2009 5:15

    Mi dispiace dirlo: ma io l’avevo detto ( 2 anni fa)

  18. stefano il ven, 23rd gen 2009 8:46

    ero a vilnius fino al giorno 16, sono 10 anni che frequento la lituania o terra della pioggia e ho avuto modo di seguirne l evoluzione, credo siano messi peggio di noi, sembra siano incopetenti e disinteressati, voglio dire è un paese piccolo e quindi più facilòe da amministrare nonostante le loro risorse non siano poi molte, non hanno mafie particolarmente potenti che influiscano sullo stato, e sembra che si siano già scordati che hanno lottato per l indipendenza meno di vent’anni fa. non li capisco più. cazzo che si diano da fare…

  19. Karim il ven, 23rd gen 2009 8:59

    Sante parole, Stefano

  20. pupo il ven, 23rd gen 2009 12:47

    Qualsiasi lituano negherà fino alla morte che Lietuva abbia una qualsivoglia correlazione col termine lietus.
    Io sinceramente trovo che sia quantomeno sospetta la similarità dei due termini.
    Esulando dal contesto etimologico la Lituania non è esente da mafie, anzi la corruzione, il nepotismo e la collusione sono molto ben più radicate che in Italia.
    Sarebbe facile additare il passato comunista come causa principale di questo diffuso malcostume.
    Sicuramente l’origine è chiara, ciò che lo è meno è come mai in quasi vent’anni di indipendenza e di cammino di avvicinamento all’Europa democratica poco o nulla sia cambiato.
    Anzi, spesso le cose sono andate via via peggiorando dopo che una classe imprenditoriale scriteriata ha cominciato ad impadronirsi delle poche risorse del paese.
    La crisi internazionale acuirà questi errori, è facilmente criticabile una manovra che in tempi di recessione anziché mirare ad aiutare la ripresa la soffoca aumentando le tasse e diminuendo il potere d’acquisto.
    Il problema vero è che la Lituania agendo in modo diverso è destinata ad un certo fallimento, non inteso in termini di risultati ma di bancarotta, esattamente come avvenuto in Islanda.
    Lo stato non ha più possibilità di investire alcunché, tantomeno può aumentare il debito pubblico e la Lituania, terra di servizi più che di pioggia, potendo spendere aumenterebbe il disavanzo nel bilancio dacché le importazioni sono costantemente superiori alle esportazioni.
    Penso che anche il più scafato degli economisti troverebbe difficoltà a intavolare un piano di risanamento attuabile per questo paese.
    Purtroppo aver sperperato i fondi elargiti dall’Unione Europea senza pensare minimamente di investirli per qualcosa di stabile e duraturo (leggasi industria) ora porta a galla tutta l’inettitudine dei manager lituani.
    Lituania terra di manager prima che di pioggia, ma entrambi fanno acqua da tutte le parti.

  21. A. Russo il ven, 23rd gen 2009 13:56

    Come fa uno che fino all’anno prima pagava il 20 % di aliquota sulle tasse pagare poi il 50%?
    Mi sembra un esempio di grave dilettantismo politico. Approfondirò l’argomento.

  22. A. Russo il ven, 23rd gen 2009 14:07

    Lo segnalo a chi giunge in Lituania da Roma:
    sembra che non ci siano più voli diretti Roma- Vilnius.

    La soluzione migliore per limitare i danni, che ha trovato per me il mio tour operator è: Roma-Praga, sosta pomeridiana di un’ora e mezza a Praga e poi Praga-Vilnius.

    Si può usare la stessa tratta anche per il viaggio di ritorno.
    Il prezzo è di poco superiore a quello del volo diretto Air baltic (parlo di poche decine di euro tra andata e ritorno).

    Il vantaggio però è che si viaggia su velivoli di qualità e sicurezza superiore dell’Alitalia e della Czech Airlines (senza far torto alla compagnia low-cost Air Baltic).

  23. Filippo il ven, 23rd gen 2009 14:58

    Ciao Karim,
    In effetti quell’aumento mi pare un po’ eccessivo.
    Se tu ne sei toccato e la tua cifra d’affari lo giustifica, apri una UAB: a quel punto avresti o l’imposta sul reddito al 21% o quella sugli utili al 20%.
    Un saluto!

  24. Filippo il dom, 25th gen 2009 12:47

    Correzione: mi sono fatto spiegare la cosa, e non sono le tasse sui liberi professionisti e le piccole aziende ad essere aumentate, ma le tasse sulle “collaborazioni occasionali”: prima se un’azienda ti faceva fare un lavoro (es.: una traduzione), ti tratteneva il 15% o il 20%.
    Oggi invece i collaboratori occasionali sono equiparati ai normali dipendenti, per cui gli vengono trattenuti l’imposta sul reddito e i contributi previdenziali.
    E’ una misura controversa, perché se da un lato “sana” una zona grigia, dall’altro rischia di far aumentare la disoccupazione e il nero.

  25. Massimiliano il mer, 28th gen 2009 0:41

    Il discorso sulle tasse e’ semplice: non hanno soldi per pagare le pensioni, la nsotra cara vicina ancora non ha ricevuto la pensione dello scorso mese :D . vabbe altri filmatini li trovate qui :)

  26. Lucio il mar, 17th feb 2009 1:38

    La Lituania è in una crisi paurosa. Per cortesia, non si facciano accostamenti assurdi con l’Italia ecc… Stiamo parlando di un paese gestito da politicanti arroganti e corrotti, paramafiosi e lecchini di Washington ( L’Italia lo è lo stesso, ma in una misura “leggemente” diversa). Tutti i finanziamenti dell’unione europea sono stati sperperati in una maniera inotollerabile e vergognosa. Questo paese è in bancarotta. Il pensiero, ora va alle fascie più deboli, agli anziani, alle famiglie con i redditi bassi, ai giovani che vedono il futuro ancor più buio di quanto sia già.. Certo la crisi lituana ha delle evidenti connessioni con la crisi finaziaria globale, ma ciò non toglie che l’irresponsabilità e il prevalere degli interessi egoistici, la corsa “fumosa” di integrarsi con l’economia scandinava, la voglia di tirare un calcio al passato, la boria e la superficialità dei “nuovi ricchi”, l’abbaglio di uno sviluppo facile e veloce, le assurde ed ingiustificate speculazioni immobiliari, l’incapacità manageriale dei politici e dei dirigenti statali di pianificare e creare le basi di uno stato con una struttura economica e industriale solida, hanno contribuito in maniera decisiva a creare questa situazione, che senza ensafi, può definirsi drammatica.
    La condizione della Lituania, a mia avviso, fatti i dovuti distinguo, non differisce dalle altre repubbliche ex-sovietiche, dalla velocità e mancanza di un “passaggio” graduale e ragionato, che ha caratterizzato il trapasso da una economia di comando a quella di libero mercato (vedi Lettonia, Estonia, Ungheria ecc..). Oggi questi paesi, pagano ineviatbile dazio, di un modello di sviluppo finto, squilibrato e iniquo. “La cultura da casinò” come l’ha chiamata il sociologo Georg Simmel, che caratterizza il capitalismo in fase terminale (metafora paurosamente azzaccata, se si considera il numero dei casinò in giro per i paesi dell’est) oggi svela il suo vero volto.. Non ho idea di quello che sarà il futuro prossimo della Lit, come suppongo non è abbiano ache quella manica di inetti ed incompetenti che siedono al parlamento di questa Bananan Republic. Staremo a vedere.. Ad ogni modo, credo che sarà un futuro nero, forse nerissimo almeno fino al 2010.
    P.s. Volevo chidere il contatto skype o msg di Baltic man. Ho letto il tuo blog… Sono convinto che avremmo molto da condividere.. un saluto a tutti :)

  27. pupo il mar, 17th feb 2009 9:22

    Concordo al 99% con quanto scritto da Lucio.
    La mole di gente che sta preparando le valigie la dice lunga sul futuro che attende questo paese.

  28. Baltic Man il mer, 18th feb 2009 3:34

    Incredibile,

    leggendo il tuo commento avevo deciso di postarci sotto un “grandioso, analisi perfetta!” – interessante soprattutto la citazione alla “cultura da casinò”, Simmel l’ha spiegata benissimo – e tu mi chiedi il contatto.

    Skype: zenith986
    msn lo uso poco.
    ;-)

  29. Filippo il mer, 18th feb 2009 18:45

    Per Lucio, Pupo e Baltic Man: non direi che la Lituania sia in bancarotta. Lo è la Lettonia che ha gestito la sua economia in maniera peggiore, e, oltre a ciò, ha dovuto salvare una banca (Parex) coi soldi pubblici.
    Estonia e Lituania stanno meglio. Certo, soffrono la crisi globale, e “soffrono” il fatto che negli ultimi cinque anni hanno avuto dei tassi di crescita altissimi in cui i prezzi gonfiati degli immobili hanno avuto una parte.
    Oggi il primo “problema” della Lituania è l’avere la moneta ancorata all’euro. E in più è circondata da paesi (Russia, Bielorussia, Polonia e Svezia) che hanno svalutato la loro. E’ dura produrre ed esportare in queste condizioni.
    La scelta -forse- più logica nel breve e medio periodo sarebbe quella di svalutare. Ma la Lituania ha fatto una scelta di lungo periodo, ed è disposta a pagarne il prezzo nel breve.
    Questa scelta, unita a una politica molto liberista, ha fatto sì che la classe politica, che è mediocre e corrotta, abbia fatto pochi danni al paese.
    C’è una bella differenza fra i paesi baltici ed altri paesi ex-sovietici, e la principale è che lì la situazione non è drammatica come, ad esempio, in Russia.
    L’Estonia, il paese ex-sovietico che si è sviluppato di più, è il paese che ha fatto il “passaggio” meno graduale e ragionato di tutti.
    Non so cosa sia il concetto di “cultura da casinò”. A luglio 2008 a Kaunas (città di ~360.000 abitanti che non campa di turismo) c’erano cinque casinò. In tutta Italia ce ne sono quattro. Ma la ragione, ancor prima che culturale, è che da noi i casinò sono di regola proibiti, mentre invece lì no.

  30. pupo il gio, 19th feb 2009 0:32

    Penso che il termine bancarotta sia stato usato come iperbole, ma non si discosta molto dalla realtà, il baratro è davvero molto vicino.
    Se la Lituania svalutasse la moneta sarebbe un fuggi fuggi generale, non dimentichiamo che Russia, Bielorussia e Polonia sono paesi che PRODUCONO, mentre la Lituania è un paese che si basa su servizi ormai, la maggior parte dei quali sono di pessima qualità.
    Le esportazioni non hanno prezzi concorrenziali ormai da anni.
    I danni fatti al paese, credimi, non sono pochi. Le potenzialità del paese non solo sono rimaste non sfruttate, ma sono state sprecate e compromesse.
    Basti pensare alla straordinaria opportunità ricevuta con l’organizzazione degli eventi culturali del 2009.
    Il risultato? Milioni di litas buttati per quattro fuochi d’artificio, mancanza di collegamenti diretti verso quasi tutte le principali città europee, un programma naufragato che si pensa già di bloccare e smantellare.
    In primavera dovrebbero cominciare in serie gli eventi per il grande pubblico, pubblico impossibilitato ad arrivare, pubblico che non troverà alcuna struttura ricettiva che abbia un rapporto “europeo” qualità-prezzo.
    I pochi che si azzarderanno a venire probabilmente rimarranno a bocca asciutta perché i fondi sono spariti, molti eventi già annullati.
    Nel frattempo la Lituania è l’unico paese europeo che ha visto crescere il prezzo del gas, a fine anno Ignalina non esisterà più, i prezzi dei trasporti sono quasi raddoppiati, i generi alimentari vedono un incremento generalizzato ed ingiustificato dei prezzi, gli stipendi non solo non crescono, ma vengono ridotti e chi non lo accetta viene mandato a casa.
    Considerando che nel 2010 praticamente tutti i generi di prima necessità verranno importati credi davvero che svalutare sarebbe la soluzione migliore?
    Guadagnare 1500 litas non basterà neanche per arrivare a metà mese.
    La Lituania non è in bancarotta tecnicamente, ma i politici attuali ce la porteranno presto, e dimmi tu se è un danno da poco.

  31. Massimo il gio, 19th feb 2009 1:45

    pupo ci hai azzeccato al 100%

  32. pupo il gio, 19th feb 2009 11:00

    La Lituania non ha bisogno di contributi economici dal Fondo Monetario Internazionale.
    Lo ha riferito il Primo Ministro lituano, Andrius Kubilius.
    Secondo alcuni economisti, infatti, la crisi economico-finanziaria in atto potrebbe condurre il Paese nella stessa situazione della Lettonia, che e’ stata costretta a richiedere un prestito d’emergenza pari a 7,5 mld euro al Fmi, dalla Ue e dai Paesi Nordici.

    In realtà ne avrebbe un gran bisogno, ma la contropartita è proprio la svalutazione della moneta e fortunatamente si sono resi conto che sarebbe un vero suicidio.

  33. Filippo il gio, 19th feb 2009 11:58

    Andiamo per ordine: se ‘bancarotta’ era un’iperbole, anche ‘baratro’ lo è. Concretamente oggi la Lituania rischia, nell’ordine causale, la crisi o chiusura di varie imprese, dei licenziamenti, dei default sui mutui casa. Cose che del resto stanno già avvenendo.
    Che la Lituania abbia una moneta forte, è vero, non è cosa nuova. E che le fabbriche facessero fatica a produrre già negli anni scorsi, era anch’esso un fatto noto.
    Io non auspico necessariamente una svalutazione del Litas. Farla o non farla sono due scelte, ciascuna con vantaggi e svantaggi. Ci sono delle buone ragioni per farla, ma anche delle buone ragioni per non farla.
    Se i Lituani sono disposti a pagare il prezzo sociale nel breve periodo di mantenere una moneta forte, ok. Può essere una scelta dolorosa, ma lungimirante. Naturalmente, se non si svaluta la moneta, le imprese ridurranno i costi riducendo gli stipendi. E ci sarà comunque molta disoccupazione. Col ‘fuggi-fuggi’ della gente all’estero in cerca di lavoro.
    Riguardo alla crescita dei prezzi, è qualcosa di cui il governo non ha nessuna responsabilità: il gas è importato dalla Russia, ed è Gazprom che ha di fatto il potere di fissarne il prezzo. Per ciò che riguarda gli altri beni, se crescono gli stipendi, come è avvenuto in questi anni, crescono i costi delle imprese, e quindi i prezzi praticati.
    Riguardo agli eventi organizzati per Vilnius, e al magna-magna che c’è stato, quello è veramente l’ultimo dei problemi della Lituania.
    Energia: il non risolvere in questi otto anni la questione dell’approvvigionamento energetico è stata la grande colpa di Brazauskas & co.
    L’attuale governo sarà criticabile, così come è parecchio criticabile la politica fiscale del 20-20-20, ma la situazione che deve gestire l’ha ereditata da quello precedente.
    In conclusione, sarà un periodo duro per la Lituania, ma il paese è uscito da situazioni peggiori: per farvi capire, nel 1991-92 la gente parcheggiava la macchina la sera portandosi in casa i tergicristalli per non farseli rubare.
    Ma nel lungo periodo sono più ottimista sul futuro della Lituania piuttosto che sul futuro dell’Italia.

  34. Filippo il gio, 19th feb 2009 12:30

    Un chiarimento: un prestito del FMI sarebbe necessario qualora al governo lituano mancasse la liquidità per fare fronte alle spese.
    La Lettonia l’ha chiesto, perché.

    1. Già negli anni scorsi aveva i conti in deficit. che si è aggravato con la crisi.
    2. Ha dovuto salvare la banca Parex nazionalizzandola, cosa che ha richiesto un esborso eccezionale.

    In Lituania e in Estonia non sono presenti le due condizioni di cui sopra (la 1 almeno non nella misura in cui c’era in Lettonia). Di qui la minore probabilità di dover ricorrere a un prestito.
    Un prestito implica che il debitore spieghi a chi gli presta i soldi come intende attrezzarsi per restituire i soldi.
    Detto in soldoni: tornare ad essere produttivi.
    Una possibilità di tornare ad esserlo era ritenuta la svalutazione del Lat.
    Ma il FMI non ha chiesto alla Lettonia di svalutare. Alla luce di ciò, non c’è nessuna ragione per cui -ipoteticamente- dovrebbe invece chiedere ciò come ‘contropartita’ alla Lituania.

  35. A. Russo il gio, 19th feb 2009 13:03

    Il presidente del consiglio lituano prevede una ripresa economica già dal 2010. Sebbene la situazione socio-economica sia grave, ci sono fondati motivi per prevedere invece una ripresa in tutti i settori della Lituania, ma a lungo termine (15-20 anni, salvo eventi internazionali imprevedibili (guerre, terrorismo, crisi ulteriori di stampo “Lehmann Brothers”)

    Ci sono diversi fattori che non possono non portare miglioramenti a questo paese:

    1. Il percorso verso il libero mercato,
    2. Il cambiamento, sia pur lento, della mentalità della gente verso un maggiore ottimismo,
    3. L’ingresso nell’Unione Europea e il confronto con gli stati membri.
    4. L’adesione al trattato di Schengen
    5. Un settore turistico in espansione
    6. La maggiore cultura politica che si svilupperà in seguito all’apertura verso l’occidente.
    7. La facilità maggiore che c’è nell’amministrare un territorio piccolo.
    8. L’effetto diaspora ha anche i suoi lati positivi: rimangono più risorse per chi rimane (vedi esempio della Romania).
    9. Il basso costo della manodopera (e l’alta qualificazione in alcuni settori industriali della manodopera lituana, che i russi ben conoscevano in epoca sovietica) sono comunque un fattore attrattivo per investimenti esteri.

    Condivido che ci sono fattori negativi da voi ben elencati:

    1. Mentalità post-sovietica,
    2. Scarsa fiducia nei propri mezzi e nella capacità di cambiare la politica,
    3. Infiltrazioni della mafia russa (casinò, night clubs, settore scommesse ed altro)
    4. Scarso senso degli affari
    5. Scarsa conoscenza dell’economia sia a livello imprenditoriale, che a livello di politica economica, ma costituiranno un freno, ma non un’inversione verso un trend negativo
  36. pupo il gio, 19th feb 2009 14:34

    Vivendo in Lituania da parecchio tempo posso dire con (quasi) assoluta certezza che per un lituano fare progetti a lungo termine significa pensare al mese prossimo.
    L’idea poi di non potersi più permettere ciò che ormai era acquisito (ottenuto però con una gestione scriteriata dei fondi europei) non è concepibile.
    Il problema del gas è un problema tutto lituano, perché sia in Estonia che in Lettonia (dipendenti da Gazprom al 100% come la Lituania) il prezzo è calato (come in tutto il resto del mondo, dal momento che il prezzo del gas è legato, seppur non a doppia mandata, al prezzo del petrolio).
    Il sospetto che gli enti lituani stiano facendo la cosiddetta “cresta” è tutt’altro che irragionevole.
    L’aumento dei prezzi generalizzato invece non è giustificato, specie se si considerano i prodotti provenienti dal settore dell’agricoltura e dell’allevamento.
    Quasi tutti gli operatori hanno ottenuto fondi europei, la gran parte dei quali facente parte di sovvenzioni a fondo perduto, quindi da non restituire.
    I più oculati hanno utilizzato i soldi per il potenziamento delle loro strutture, aumentando la produzione e diminuendo i costi grazie ai fattori di scala, la grande maggioranza li ha sperperati.
    Il fatto che nel corso del 2008 il latte sia aumentato del 40% considerato il discorso precedente è davvero assurdo.
    Lo sperpero di denaro avvenuto per le celebrazioni di Vilnius non è un dettaglio da poco.
    Nel 2008 il flusso di turisti ha contatto circa un milione e ottocentomila visitatori, le previsioni per il 2009 erano di un incremento di almeno il 20% (qualche ottimista parlava di un raddoppio, probabilmente sotto l’influsso della vodka) cifre ritoccate dopo il fallimento di flyLAL.
    Se consideriamo che il giro di affari del turismo in Lituania supera i 2 miliardi di litas/anno, perdere decine di punti percentuali su tale somma per un paese così piccolo significa davvero molto.
    E non bisogna dimenticare che spesso chi ha investito in un paese è una persona che prima ci è venuto in vacanza.
    Inoltre ti ricordo che la Lituania non ha vissuto il problema “Parex” semplicemente perché di banche lituane (di un certo livello) non ne sono rimaste più, è tutto passato in mano a russi o a scandinavi, una cassiera dell’Esselunga direbbe “e non è un piccolo particolare”.
    Inoltre il nuovo sistema di tassazione e la scarsità di collegamenti non influiscono solo sul turismo ma sul business a 360 gradi, a questo aggiungi la totale incapacità dei lituani di promuovere alcunché e l’ottimismo per una eventuale ripresa nel breve-medio termine svanisce.
    Diciamo la verità, la Lituania ha avuto con l’ingresso in Europa un’opportunità notevole di sviluppo, sia economico che umano.
    Opportunità sprecata per diverse ragioni, mentalità, incapacità, quello che preferisci, ed ora che ha perso il treno non sarà facile che ricapiti un’altra occasione favorevole (visto che anche quella di quest’anno è stata sprecata).

  37. marco il gio, 19th feb 2009 18:20

    Le tasse in Lituania non sono così alte come avete scritto evidentemente siete male informati, per gli italiani ci sono varie agevolazioni e se pagate il commercialista fatevi spiegare come!! Con 60 euro sono andato e tornato dalla Lituania attraverso riga non costa poi così caro viaggiare basta informarsi, il volo palanga-riga milano è attivo dal 1-4 ma non è poi così conveniente!

  38. marco il gio, 19th feb 2009 18:25

    La crisi è stata creata dai russi-ebrei, che manipolano i media e tv a loro piacimento, essendo grandi speculatori hanno fatto saltare il più possibile per guadagnarci e la Lituania sta ancora in piedi perchè così vogliono loro non certo per i lituani. tanto nazionalisti ma poco concreti nel settore monetario ed economico infatti la Lituania non ha niente di suo solo le bellissime donne. Per le free economic zone l’unico punto da tenere in considerazione è Klaipeda sia per la logistica che per l’assistenza che viene data direttamente da noi in Italiano.

  39. A. Russo il gio, 19th feb 2009 19:27

    Nulla da obiettare, ma è più realistico pensare ad una Lituania più arricchita tra 20 anni che vicina agli standards africani.
    Mi limito a questa timida ma solida previsione.

    Quando si fanno delle analisi, anche se ricche di dati, bisogna tenere in conto anche le risorse, non solo i lati negativi di un paese.

    Per il resto, non pretendo di saperne molto, chi di voi vive in Lituania ha molti più dati a disposizione. Quello ce vi manca, però, è la sfera di cristallo.
    Manca a tutti noi, perciò evitate di fare requiem estremisti e improbabili sia della Lituania che dell’Italia, come ne ho letti in passato.

  40. A. Russo il gio, 19th feb 2009 19:34

    Recupero qui il comento che mi è andato in spam.

    Non ho nulla da obiettare su quanto dice Pupo.
    Resto però dell’idea che la Lituania sarà più ricca e avanzata tra 20 anni che non regredita.
    E’ una previsione timida, ma solida.

    Aggiungo solo che quando si fa un’analisi, si valutano ance le risorse, non solo i lati negativi.

    Per il resto non pretendo di saperne tanto , chi di voi vive in Lituania dispone sicuramente di maggiori informazioni, oltre a fare esperienze in prima persona.

    Quello che manca a tutti noi, però, è la sfera di cristallo, per cui evitiamo di fare requiem estremistici oltre che improbabili sia della Lituania, come ho sentito ora, che dell’Italia, come ho sentito in passato

  41. pupo il ven, 20th feb 2009 11:06

    Per rispondere a Marco, del discorso sulla tassazione ho solamente un’esperienza indiretta, dato che io le tasse le pago ancora in Italia avendo un contratto lì.
    Chi mi sta intorno e fino a novembre pagava il 15% e si trova ora a pagare il 20% però non è tanto felice.
    Chiamala tassazione favorevole…
    Per quanto riguarda i collegamenti vorrei ricordarti che chi prima viaggiava tra Italia e Lituania, considerato il tempo per raggiungere l’aeroporto, il check-in, il volo e il recupero bagagli, impiegava intorno alle 5 ore, ora con lo sbarco a Riga perde tutta la giornata.
    Con Ryanair magari spendi 60 euro, ma hai limiti più stretti sul bagaglio, viaggi più scomodo, devi prendere un autobus per Vilnius che tra andata e ritorno costa altri 30 euro.
    Con airBaltic andata e ritorno costava in promozione circa 120 euro, spenderne 90 per Ryanair più autobus (e probabilmente almeno un pasto) impiegandoci un giorno intero a me non pare un passo avanti, allo stesso modo la penseranno tutti coloro che una minima intenzione di venire a vedere la capitale lituana l’avevano.

  42. Massimo il ven, 20th feb 2009 11:48

    oltre al tempo perso e alla scomodità che non invoglia i turisti ad arrivare a Vilnius ( ho molte testimonianze in merito) 60 euro di Ryanair li trovi solo dopo calcoli mirati e prenotazioni con molti giorni di anticipo…almeno a MIlano (Orio al Serio) è così. In futuro a parte chi è interessato a venire In Lituania per ragioni di cuore, il turista cosa sceglierà? La Lituania con 2 scali, prezzi alti o scomodi o La Spagna con 50 low cost a prezzi reali attorno ai 30 euro tasse comprese (es. Vueling)

  43. A.Russo il ven, 20th feb 2009 18:51

    io ho letto un articolo che ti posto qui

  44. A.Russo il ven, 20th feb 2009 17:35

    Su questo pare che stiano prendendo provvedimenti e pare che già da marzo le cose tornino come prima. Una Vilnius senza scali diretti con le principali capitali europee non va lontano. La Flylal sembra che verrà acquisita da cinesi.

  45. karimblog il ven, 20th feb 2009 17:47

    Ma non era in mano agli svizzeri?

  46. Massimo il ven, 20th feb 2009 19:58

    Si…l'ho scritto io e le fonti sembrerebbero ufficiali..fino a prova contraria…dei cinesi non ne so niente

  47. Massimo il ven, 20th feb 2009 20:05

    scusate ho sbagliato…è il sito che mi copia nel nome :(

  48. pupo il sab, 21st feb 2009 11:20

    Non ho trovato fonti lituane che confermassero quella notizia.
    Al contrario pare che flyLAL tramite la sorella “flyLAL Group Services” stia distribuendo tutti i velivoli ormai fermi a varie compagnie in giro per l’Europa e non solo.

  49. Livton il dom, 22nd feb 2009 1:20

    Dopo l’Islanda tocca alla Lettonia cui seguirà la Polonia……la Lituania fino a quando resisterà?
    AZZ….qui stan diventando uccelli per diabetici!

  50. Karim il dom, 22nd feb 2009 7:04

    Crisi assolutamente necessaria. Vedremo cosa succederà dopo.

  51. A. Russo il dom, 22nd feb 2009 11:34

    Il caso dell’Islanda è un po’ diverso. Le banche Islandesi, come in Nuova Zelanda e, mi sembra, nella Repubblica Ceca, hanno speculato sul fatto di fornire tassi d’interesse più vantaggiosi che altrove, attirando capitali stranieri, come quelli degli enti locali britannici.

    Come se non bastasse, avevano fatto una serie di speculazioni tutte basate sul debito: avevano rilevato altre banche in mezza Europa, e avevano incoraggiato gi Islandesi a comprare molte cose, anche il superfluo,con il mutuo.

    E’ bastato che una nota agenzia di rating fornisse dubbi sulla possibilità di questo sistema di reggere.
    Apriti cielo: alcuni investitori hanno negato importanti fondi che le banche islandesi attendevano.

    A quel punto le banche non hanno potuto più far fronte ai debiti che esse stesse avevano contratto, e il panico si è diffuso. Gli Islandesi sono corsi in banca a ritirare i loro risparmi, e lo stesso hanno fatto gli investitori dall’estero. Le banche hanno congelato i crediti dei clienti, trattenendoli, ma non è servito. In pochi giorni sono fallite le prime tre banche del paese, distruggendo un sistema basato su un’economia non reale che ovviamente poco si addiceva ad una nazione che conta 300 000 abitanti in tutto. L’Islanda era uno dei paesi col reddito pro capite piu’ alto del mondo, e gli bastava quasi esclusivamente il fatturato derivante dalla pesca per stare bene. Adesso, grazie alle banche e al governo poco vigile, si ritrova indebitata paurosamente e ha chiesto soldi al Fondo monetario internazionale e ad altre fonti, tra cui addrittura la Russia.

  52. Lina&Rita il gio, 5th mar 2009 16:26

    Noi invece abbiamo pero’ moltissima paura (!!!)… che questa crisi porti sempre piu elevati i numeri dei cittadini italiani (maschietti disperati) in LITUANIA…
    Ne abbiamo gia’ veramente troppi.. :( (…

  53. Lucio il gio, 5th mar 2009 17:16

    Lina e Rita, anche noi di lituane in Italia, ne abbiamo veramente troppe… Si sa, daltronde che quando una nave affonda, le prime ad abbandonare la nave sono sempre le "Zoccole".. :D

  54. Massimiliano il mer, 22nd apr 2009 17:50

    Si troppo e mi stanno rompendo il cazzo anche a me che sono Italiano

  55. Massimiliano il mer, 22nd apr 2009 17:54

    Non avevo letto il tuo commento….considerando che sono critico con tutto devo dire che hai descritto le cose come stanno.

  56. giancarlo il ven, 1st mag 2009 22:49

    io vado a vilnius dal 2006 vedo che i costi sono in forte salita
    nell'old town si vedo cayenne, bmw x5, audi q7, carrera
    e voi mi dite della crisi baaaaaaaaaaa
    comunque vale sempre la pena arrivare qui per divertirsi
    con qualche russa trasa o metelica

  57. luc_nava il sab, 1st mag 2010 10:48

    La lituania deve modificare leggi e regole ! figuriamoci che se un lituano lavora all’estero deve pagare le tasse dove lavora , e poi deve pagare le tasse della lituania anche se non usa i servizi e non abita la. ma che cazzata e questa? doppie tasse sul lavoro?
    Il governo dello spettacolo ! tutti i governanti attuali sono provenienti dal mondo dello spettacolo ! perche? i lituani si sono lasciati influire da quelli che vedevano sempre in televisione! incapaci di governare e niente referenze politiche che adesso sfruttano il nepotismo e rubano tutto e tutti! Il paese e in bancarotta , la benziana a due euro al litro ! le speculazoni a danno del popolo hanno raggiunto il massimo! se prima andavo in lituania come turista ,adesso ci rinuncio! i miei amici vogliono scappar via , e la maggior parte dei giovani pure! tra non molto le persone valide di quel paese scapperanno tutte! chi paghera’ le pensioni degli anziani che resteranno?
    per contatti luc_nava@yahoo.it

  58. La miglior cosa è prendere il meglio dall’Italia e dal paese che ti ospita | Il blog di Karim il sab, 15th mag 2010 12:30

    [...] macchina da cambiare, meno palestra e anche il lavoro ha subito qualche modifica. Intanto confermo la situazione della Lituania con le tasse che fatti due calcoli mi ha portato a chiudere la mia attività con sede in Lituania. Se [...]

  59. fiorella il dom, 16th mag 2010 13:16

    io non so chi sia questo kaka se non che è un giocatore, ma non vedo perchè gli italiani dovrebbero pensare ai guaui della lituania visto che ne abbiamo, kakà o no, abbastanza dei nostri.
    la lituania per esempio, è in europa quando non dovrebbe nemmeno esserci e si è ciucciata una bella fetta di torta.senza poi aver combinato miente.
    tutti i paesi dell’est dovevano rimanere fuori , invece tutti dentro e la turchia, che se permetti, ha tutt’altro peso, l’hanno respinta.
    e va bè, da le perle ai porci

  60. a.russo il dom, 16th mag 2010 16:18

    e perchè non dovevano esserci?

  61. a.russo il dom, 16th mag 2010 16:26

    La ragione per cui il processo di unificazione dell’Europa è stato accelerato sta nel fatto che serve un un’unità geopolitica forte, in grado di far fronte alle grandi superpotenze già esistenti o in fase di sviluppo: Stati Uniti ad Ovest, Russia Cina e India ad est. Non si poteva di certo lasciare fuori i paesi dell’est, che sarebbero stati soggetti a un possibile ritorno sotto la sfera l’influenza russa.

  62. matte09 il dom, 16th mag 2010 16:29

    la turchia nell’unione europea?chissa come mai non l’hanno voluta?forse perche di europeo non ha niente?

  63. fiorella il dom, 16th mag 2010 19:22

    @russo: sai benissimo che per entrare in europa c’erano parametri , obbligazioni e standard. abbiamo pagato persino una tassa noi italiani.
    santo cielo, e dove sono i parametri europei negli ospedali polacchi’ ? dove sono gli impianti a norma, e via discorrendo? e i conti? ti sembra che la romania, i paesi baltici fossero in grado di entrare in europa dopo che a noi è costato così tanto?
    il tuo discorso sull’unità geopolitica potrebbe anche andare ma prima bisognava sapere se avrebbe fatto veramente bene ai cittadini europei l’entrata di questi paesi che finiscono per essere solamente zavorre e di non apportare nulla, nè culturalmente nè economicamente.
    @matteo: continua a giocare che è meglio.

  64. matte09 il dom, 16th mag 2010 20:23

    ogni giorno imparo qualcosa di nuovo,grazie fiorella………..

  65. a.russo il dom, 16th mag 2010 22:25

    Su questo ti do ragione. Abbiamo dovuto rispettare patti di stabilità economica e poi sono entrati in Europa cani e porci.
    La Turchia, però, non entra in Europa perchè c’è instabilità politica, c’è un partito estremista islamico e ci sono decine di bombe che esplodono ogni anno.

    Quanto agli “aiuti”, noi ne abbiamo ricevuti tantissimi e ne riceviamo ancora: molti dei fondi Fas dati a noi hanno fatto una brutta fine, per cui non è un problema che riguarda solo l’est europeo.

  66. pupo il lun, 17th mag 2010 1:29

    Fiorella, temo che tu abbia le idee un po’ confuse su cosa sia l’Unione Europea.
    L’Italia nel 1957, con la creazione del MEC tramite i trattati di Roma, è uno dei paesi fondatori di quella che poi è diventata CEE, poi CE e infine UE.
    Non abbiamo pagato tasse strane per entrarvi, né abbiamo dovuto rispettare chissà quali parametri.
    L’Italia nel 1957 poi era ben lungi dall’essere un paese modello, la crescita era sì rapida ma il vero boom si ebbe dal ’59 in poi (anche grazie a quei trattati).
    Quindi l’aver ammesso i paesi Baltici piuttosto che gli altri paesi dell’ex blocco sovietico non ha nulla di scandaloso, né, di per sé, prevede di rispettare strettissimi standard qualitativi*.
    Probabilmente il tuo riferimento era all’area della moneta unica, o eurozona, che prevede l’ingresso esclusivo ai paesi che si siano attenuti alle norme del trattato di Maastricht**.
    Per non sforare i parametri l’Italia ha sì dovuto compiere notevoli sforzi e il risultato è che dal 1999 facciamo parte di Eurolandia.
    I paesi da te citati invece mantengono ancora la propria valuta, proprio perché non hanno superato la scrematura.
    Ma ricorda, si tratta solamente di parametri di tipo economico e non socio-culturale, quindi quando e se quei paesi otterranno l’ingresso nell’esclusivo circolo degli euro-dotati non indignarti.
    Dal primo gennaio 2011 gli ubriaconi, pedofili e filo-nazisti estoni abbandoneranno le loro corone per l’euro, ti vedremo in piazza a protestare?

    * per aderire alla UE occorre:
    1) essere uno Stato europeo
    2) rispettare i principi di libertà, di democrazia, di rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, nonché dello Stato di diritto
    3a) rispettare il criterio “politico”: presenza di istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti dell’uomo, il rispetto delle minoranze e la loro tutela
    3b) rispettare il criterio “economico”: esistenza di un’economia di mercato affidabile e capacità di far fronte alle forze del mercato e alla pressione concorrenziale all’interno dell’Unione Europea
    3c) aderire all’”acquis comunitario”

    ** per adottare la moneta unica europea è necessario:
    1) Rapporto tra deficit pubblico e PIL non superiore al 3%.
    2) Rapporto tra debito pubblico e PIL non superiore al 60%.
    3) Tasso d’inflazione non superiore dell’1,5% rispetto a quello dei tre Paesi più virtuosi.
    4) Tasso d’interesse a lungo termine non superiore al 2% del tasso medio degli stessi tre Paesi.
    5) Permanenza negli ultimi 2 anni nello SME senza fluttuazioni della moneta nazionale.

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