Dietro ogni successo c’è una serie innumerevole di fallimenti che nemmeno possiamo immaginare
Dietro ogni successo c’è una storia di fallimenti che viene semplicemente dimenticata. Purtroppo però, chi vuole avere successo, deve fare i conti quotidianamente con il fallimento.
Tempo fa ho iniziato la mia attività imprenditoriale, il mio primo tentativo è stato un fallimento ed uno sperpero di denaro inutile. Mi limitassi a questa frase per archiviare la vicenda, allora l’esperienza sarebbe davvero stata inutile, ma in realtà dietro ogni fallimento, o presunto tale, esiste una lezione da imparare. Non accade solo nel business, ma accade anche nella vita di tutti i giorni, con gli amici, la moglie e persino nelle semplici attività quotidiane.
In passato ho fatto delle scelte sbagliate, ho dato fiducia a persone valide nel loro lavoro e nella loro vita, ma che non erano indicate per quello che stavo facendo io. Mi sono scelto un socio che aveva molte qualità, ma di queste qualità nessuna aveva che fare con l’imprenditoria. Ora, dopo più di un anno dalla chiusura di quell’episodio triste della mia vita, ho ben chiaro quali sono stati i miei errori e ragionandoci sopra ho capito che se ora sto seguendo una strada che secondo me è giusta, lo devo soprattutto a quelle esperienze.
E’ importante non darsi mai per vinti, ma questo da solo non è sufficiente. E’ importante se non essenziale analizzare gli errori e trarne i giusti insegnamenti.
- Capire quali sono state le cause del fallimento
- Capire qual é stata la nostra responsabilità che ha causato fallimento
- Trarre la giusta lezione analizzando obiettivamente le nostre convinzioni e le nostre ideologie che devono sempre essere messe in discussione.
Pensavo che se una persona ha un titolo di studio ed è colta, allora è sicuramente un uomo pronto al successo e all’imprenditoria. Questo è errato per due semplici motivi:
- Se hai una laurea questo non fa di te automaticamente una persona di successo, una delle persone più intelligenti e istruite che conosca ha la terza media ma può prendere a calci nel culo, senza timori, un ingegnere.
- Il secondo motivo si riassume con una domanda che non mi sono mai fatto: “Se essere laureati e intelligenti porta automaticamente ad un successo imprenditoriale, perché negli atenei non è pieno di professori e ricercatori milionari?”
Le qualità di un buon imprenditore sono l’ottimismo, l’intraprendenza, il carisma e la fiducia in se stessi e soprattutto l’obiettività e il saper mettere in discussione il proprio operato accettando le critiche costruttive.
Fidandomi di consigli e ragionando poco con la mia testa, ho pensato che l’età e l’esperienza fossero sinonimi di saggezza, ma questo purtroppo non è vero. L’età può essere un fattore da valutare, ma solo in parte e con le dovute riserve; mentre l’esperienza ha un senso solo quando se ne traggono i giusti insegnamenti e quindi non tutte le persone “esperte” sono degne di essere ascoltate.
Il mio ex socio, dopo la nostra fallimentare esperienza, maturò l’idea che le società sono sbagliate. E’ un po’ come dire dopo un divorzio che i matrimoni sono tutti uno sbaglio e non bisogna sposarsi, in realtà questo non è vero e le prove le hai davanti agli occhi tutti i giorni. Se le società non funzionassero, la Apple e la Microsoft non esisterebbero e anche se ci sono tanti divorzi al mondo, esistono anche molte coppie felicemente sposate.
Un’altra cosa che ho imparato dal mio fallimento è che l’ideologia nel business è come la carta igienica in bagno. Il doctor spiega bene in un suo articolo che non è sufficiente essere appassionati od entusiasti di qualcosa per far si che il mercato lo recepisca. Nel mio caso, presi dall’entusiasmo dalla passione dei computer Apple abbiamo voluto cimentarci nel vendere servizi e software legati al computer Mac. In particolare vendevamo un software per la gestione della piccola e media azienda, creavamo siti web ed era in cantiere un software particolare solo per Mac. Tutti buoni propositi che erano creati senza nessun fondamento concreto.
In particolare ho notato di aver fatto tre grandi errori:
Primo errore: oltre a pensare che le credenziali del mio ex socio fossero sufficienti, ho fatto il grande di errore di non procedere a piccoli passi. Serviva davvero creare una snc? Certo che serviva! Come avrei potuto altrimenti attuare il secondo strategico errore di questo diabolico piano? (Ovvero di ottenere dei fondi dalla regione.) La cosa giusta da fare era iniziare senza investire (troppi) soldi, spendendo poco o nulla e solamente applicando un buon marketing per poi valutarne i risultati. Se i numeri parlano chiaro e nasce la necessità di prendere una partita iva o fare una società, bene allora la si fa. Non bisogna fare in previsione di speranze future. Per fortuna che allora ho fatto solo una snc, c’era persino chi mi consigliava di fondare una srl!
Da questo primo grande errore ho imparato davvero molto. Se ho un’idea che può fruttare dei soldi allora prima valuto se c’è una risposta del mercato e solo dopo inizio ad investire del tempo o eventualmente dei soldi. Tempo addietro ho avuto l’idea di creare un software che poi è stata portata avanti dal mio ex socio, solo ora mi rendo conto che per far si che un software del genere venda ci sono tante cose da fare di cui l’ultima (e solo l’ultima) è creare il software. Creare un buon software può richiedere mesi se non anni! Creeresti un software o qualsiasi altra cosa che richiede mesi senza sapere se venderà? Se hai buon senso, no! Se poi oltre a creare il software ti crei la partita iva senza sapere se venderai… beh… buona fortuna amico mio!
Secondo errore: grazie al mio ex socio seguo un corso finanziato da provincia, regione, unione europea e chi più ne ha più ne metta. Si ottengono soldi, si impara qualcosa. E’ interessante, ma con il senno di poi, mi sono reso conto di quanto sia stupido un corso per fare business tenuto da dipendenti! Non c’era nessun imprenditore a dare una lezione e soprattutto non c’erano lezioni di marketing. Penso che la presenza di un vero imprenditore, anche solo pera 1 ora, avrebbe contribuito di più che l’intero corso. Ti affideresti mai agli insegnamenti di un personal trainer obeso?
Terzo errore: fidarmi di persone che reputavo professioniste nell’ambito dell’imprenditoria come, ad esempio, mia madre e il suo commercialista. Il commercialista poi è una persona che deve essere al passo con i tempi e consigliarti in base alle sue conoscenze, se annuisce troppo e non controbatte mai allora c’è qualcosa che non và. Probabilmente pensa di più a farti fare cose che convengano a lui rispetto a farti fare cose che convengano a te.
Da questo ho imparato che bisogna saper valutare bene le persone da scegliersi come collaboratori. Fare tutto da solo non è possibile e non è intelligente. Per quanto tu possa avere fiducia nelle tue capacità, non ha nessun senso fare tutto da soli perché il risultato potrebbe essere mediocre e soprattutto richiedere troppe energie. E’ importante delegare, senza rinunciare al controllo, alle persone giuste. E per delegare non serve necessariamente fare una società!
Quarto errore: non mi sono fatto dei debiti per fortuna, ma ho fatto la stronzata di prendere un contratto telefonico vodafone aziendale. Erano più le tasse che pagavo che le telefonate. Da li ho capito che se non è strettamente necessario non bisogna firmare contratti inutili e vincolanti. Non bisogna nemmeno appoggiarsi a conti aziende pieni di spese delle banche perché servono solo a perdere tempo e soldi; ho iniziato con la banca di mia madre per poi capire che era meglio sparire e ho fatto il conto con la Fineco economico e semplice. Se proprio dovete firmare qualcosa, fatelo da furbi
Ho anche imparato che su internet e sui forum ci sono tante, anzi tantissime testimonianze di persone che mettono nero su bianco la loro esperienza sperando che sia d’aiuto. E’ sufficiente meditare, porsi delle domande e porre delle domande. C’è tanta gente che è felice di essere utile grazie alle proprie sventure.
Tu hai delle esperienze da raccontare?
Hai vissuto dei fallimenti che ti hanno aiutato ad ottenere il successo che speravi?
Ti è stato utile questo mio articolo?
Fammi sapere!
Link: Il successo e i fallimenti
Link:
Dodici preziosi consigli per diventare imprenditore senza sorprese
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a.russo il sab, 12th set 2009 17:00
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a.russo il sab, 12th set 2009 17:41
Sto seguendo su youtube la lezione di Eugenio Benetazzo su youtube: "Che cosa resterà dell'Italia?" in dieci spezzoni. Molto istruttivo.
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Karim il sab, 12th set 2009 17:47
Vero, ma come fa insegnare un teorico a chi vuole fare pratica?
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Massimiliano il sab, 12th set 2009 18:04
A parte l'ingegnere
per la prima volta non ho niente da dirti contro
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Karim il sab, 12th set 2009 21:12
Non sei tu perché con te basta la quinta elementare!
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a.russo il sab, 12th set 2009 19:05
Beh il teorico mette a disposizione delle conoscenze. Sta all'uomo d'azione metterle in pratica, anche se molte cose si imparano sul campo.
Se all'università mi insegnano la differenza tra la S.r.l. e la società di persone, tanto di guadagnato.
Mi possono insegnare anche tante cazzate sui fondi di investimento e sull'economia di borsa. L'esperienza pratica spesso smentisce anche grandi nomi del mondo finanziario. -
Massimiliano il sab, 12th set 2009 19:06
Il mio commento era positivo nel senso che condividevo ogni cosa che avevi scritto e non era nessun attacco nei tuoi confronti e al tuo commento non avevo dato importanza. Dopo un minuto ti contatto in Skype per scambiare due chiacchere. Per una strada ragione pensavo che avessi qualcuno in famiglia che facesse il muratore, forse pensavo a qualcun altro. Io volevo solo offrire un posto di lavoro in un cantiere che abbiamo li a Klaipeda. E te come mi rispondi? "Non ti fare vedere a Klaipeda!. In questo mese ero giù ma è solo un periodo che sono completamente di fuori
, ma solitamente sono una persona ottimista e che aiuta tutti. Ma te a parte di autoconvincerti che la Lituania è bella…stai anche cercando di autoconvincerti che non sei stronzo? -
Karim il sab, 12th set 2009 22:09
Non offendere. Io sono stronzo!
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pupo il dom, 13th set 2009 11:15
Di recente ho visto il film Flash of Genius.
Senza dilungarmi svelando la trama, posso dire che contrasta parecchio con le convinzioni di chi tiene questo blog.
Il protagonista è un teorico, il protagonista si butta anima e corpo su un’idea che non fa prima valutare al mercato, la sviluppa e intrinsecamente è convinto che avrà successo.
L’idea effettivamente ha successo, purtroppo però solo dopo che gliel’hanno “scippata”.
Il resto lo lascio a chi ha intenzione di guardarlo.
Resta il fatto che non esistono linee guida che ti riparano dall’insuccesso o che ti portano al successo.
Tendenzialmente però i più grandi successi si sono ottenuti rischiando e non andando coi piedi di piombo, sopratutto in ambito informatico. -
a.russo il dom, 13th set 2009 8:55
Il problema è che i muratori in Lituania, per il freddo, non si possono mettere a torso nudo e non possono mostrare il fisico
se no mi proporrei . -
marco il dom, 13th set 2009 9:28
E' vero che il commercialista quando annuisce è solo perchè molte volte non sa di cosa stai parlando e per fortuna non sono in molti a far così, comunque è anche vero che qualcuno ti ha dato consigli giusti e questo non lo dici. La cosa più importante è che hai raggiunto il tuo primo obbiettivo, ora puoi incominciare a pensare ad un secondo obbiettivo perchè con la base che ti sei creato puoi partire e impostare tutti gli obbiettivi che vuoi perchè ne hai le capacità!!! I consigli devono essere sempre ben accetti perchè hai modo di pensare e valutare creando nuove forme di lavoro!!!Sono convinto che hai moltissime potenzialità, e te l'ho detto, se vuoi puoi fare molto di più e ne sono certo!!!
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marco il dom, 13th set 2009 9:28
Dai importanza al domani, che oggi è già arrivato e sta passando, ieri non c'è più e il futuro è sempre più importante per noi e sopratutto per i nostri figli.Il bagaglio di esperienza che hai che sia positivo o negativo è sempre esperienza che ti aiuta a migliorare sempre di più!!!Considera che con due lauree mi sento sempre più ignorante e non smetto mai di imparare!!Non è la scuola che ti forma ti da solo teoria ma la pratica e l'apprendimento continuo è l'essenziale!!
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Karim il dom, 13th set 2009 12:40
E’ vero che non ho detto che ci sono dei buoni commercialisti, lo affermo ora anche perché dopo l’esperienza che ho avuto e forte di tante ricerche su internet riesco più o meno a capire se ho a che fare con un cazzotonto™ o meno.
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Ottavio Marta il dom, 13th set 2009 14:58
Ho letto il tuo post e ho provato a risponderti sulla bacheca ma credo di non esserci riuscito e maneggiando il mio palmare ho finito per cancellare tutto quello che avevo scritto.
Dall'enfasi e dalle parole che usi credo che quella esperienza ti abbia toccato parecchio.
Non sono un imprenditore ma la mia attivita' di avvocato mi porta a confrontarmi con problematiche che possono in certo qual modo essere accostate a quelle di un imprenditore ( scelte operative, gestione delle risorse, controllo dei costi,investimenti formazione pubbliche relazioni ect).
Apprezzo le cose che hai scritto ma non le condivido del tutto.
In particolare credo che ci sia un aspetto piu' importante degli altri ovvero quello della scelta dell'attivita'intrapresa che nel tuo post non sia stato messo nel giusto risalto.
Tutti gli aspetti che tu analizzi sono infatti importanti ma poggiano su quella opzione fondamentale.
Credo che il saper leggere il mercato e interpretarne i bisogni sia il talento basilare di ogni grande imprenditore.
Se si sa fare questo tutto e' piu facile anche se occorre sempre tenere in conto gli altri aspetti che coinvolgono l'attivita' aziendale.
Si comprende da se che un attivita' fuori dei bisogni del mercato e' destinata al fallimento anche se uno potesse scegliere i migliori collaboratori e giovarsi delle piu' grandi capacita' e risorse.
Aprire un negozio di pesca in alta montagna e' certamente una scelta azzardata che difficilmente dara' il suo frutto.
Cosi mi sembra che tentare di vendere un software per mac in un mercato dominato da microsoft sia un impresa difficile.
Per questo il dispendio di tempo e di energie per capire il mercato e individuare il prodotto giusto per esso e' uno sforzo al quale non ci si puo' sottrarre.
Vero che alcuni, pur privi di un evidente talento, si trovano senza particolari sforzi ad imboccare la strada giusta ma questi ritengo siano colpi di fortuna che non capitano a tutti.
Senza la pretesa di insegnare qualcosa questo e quello che sinceramente penso.
Posso pero dirti con certezza che la scelta della snc non e' stata sbagliata solo perche come tu scrivi la tua societa' ha chiuso senza lasciare debiti.
Diversamente ne avresti pagato le conseguenze visto che nella snc a differenza della srl i soci rispondono con il loro patrimonio delle obbligazioni sociali in caso di incapienza della societa'.
Per questo quando si intrapende un'attivita' rischiosa si sceglie sempre la forma della societa' di capitali anche se i costi di costituzione e di gestione sono piu' alti.
Ti saluto e ti mando in grosso in bocca al lupo per la tua nuova attivita'. -
Ottavio Marta il dom, 13th set 2009 15:23
Dall'enfasi e dalle parole che usi credo che quella esperienza ti abbia toccato parecchio.
Non sono un imprenditore ma la mia attivita' di avvocato mi porta a confrontarmi con problematiche che possono in certo qual modo essere accostate a quelle di un imprenditore ( scelte operative, gestione delle risorse, controllo dei costi,investimenti formazione pubbliche relazioni ect).Apprezzo le cose che hai scritto ma non le condivido del tutto.
In particolare credo che ci sia un aspetto piu' importante degli altri ovvero quello della scelta dell'attivita'intrapresa che nel tuo post non sia stato messo nel giusto risalto.
Tutti gli aspetti che tu analizzi sono infatti importanti ma poggiano su quella opzione fondamentale.Credo che il saper leggere il mercato e interpretarne i bisogni sia il talento basilare di ogni grande imprenditore.
Se si sa fare questo tutto e' piu facile anche se occorre sempre tenere in conto gli altri aspetti che coinvolgono l'attivita' aziendale. -
tatranky il lun, 14th set 2009 10:02
Ciao, Interessantissimo post, anche perchè -un po' per volontà e molto per necessità- mi toccherà presto mettermi in proprio. Le ultime due società (settore internet, niù economy!) per cui ho lavorato erano dirette (la prima soprattutto) da manager con lauree e master ma che dal punto impreditoriale sono stati delle frane assolute. Serviva molta umiltà, invece questi pensavano di saperla più lunga di tutto il mondo e nonostante mezzi (tanti) e uomini hanno fatto dei clamorosi buchi nell'acqua… A farne le spese chiaramente noi dipendenti: adesso nel mio futuro c'è una attività in proprio, i clienti per iniziare ci sono, spero di avere la capacità di andare avanti. Ho visto gli errori del passato ed almeno quelli non li commetterò!
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Karim il lun, 14th set 2009 10:34
Felicissimo di esserti stato utile!
Ciao
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a.russo il ven, 18th set 2009 16:03
C'è anche da dire che molta gente si scoraggia, dopo alcuni insuccessi, e si lascia andare.
Il vittimismo è il passo immediatamente successivo: si da la colpa al destino, alla natura, a fenomeni ultraterreni o paranormali, al governo, al papa, e a volte, forse in una minoranza dei casi, a se stessi.
Lungi dal voler fare sermoni, è compito ogni giorno ricordarci di cercare il successo ogni giorno nelle cose grandi e piccole che facciamo, spronandoci sia da soli che supportandoci gli uni con con gli altri.
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√ Cosa vuol dire triplicare il tasso di fallimento? | obiettivi il ven, 2nd ott 2009 17:37
[...] non riuscirai a fallire, vorrà dire che hai appena “commesso l’errore di avere successo“. Beh, non si può vincere [...]
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La differenza tra l'imprenditore e l'economista è che l'imprenditore è un uomo d'azione, il professore è un teorico.
Concretezza e pratica sono le armi del primo, raffinatezza del pensiero e teoria quelle del secondo.