Il business del momento a cui nessuno aveva mai pensato prima: la pizzeria italiana in Lituania
Vado a farmi un bel giro a TelŠiai (si legge telshiai) dai suoceri e scopro, con molto stupore, ma ancora più sorpresa che qualcuno ha avuto il coraggio di aprirci una pizzeria. Ora,dubito che tu sappia dove si trovi TelŠiai, ma sappi che è uno di quei paesi piccoli piccoli dove il cinema non esiste e se esci di casa non sai che fare.
La pizzeria asseconda una delle leggi non scritte della Lituania: non ha importanza dove si trovi il tuo ristorante, se fai bene da mangiare sarà come essere in centro paese. Così è che Nunzio ha avuto il coraggio, secondo la classica mentalità italiana, di aprire in un posto sperduto ed introvabile nel piccolo paese di TelŠiai. La pizzeria è fatta nel classico stile lituano dove tutti i mobili sono in legno, il prezzo è alla portata delle tasche lituane in piena concorrenza con i vari cili e mambo pizza, mentre la musica è rigorosamente tricolore.
Dopo più di un anno di permanenza in lituania mi ha fatto davvero piacere mangiare una pizza che assomigliasse più alla definizione italiana che alla definizione lituana, mi ha fatto piacere conoscere il già citato Nunzio, padrone del locale e vistosamente originario delle nostre terre del sud. Un piccolo disappunto, ma niente di più, me lo ha dato lo scambio di opinioni con un altro connazionale presente nella pizzeria. Gli argomenti sono stati i classici luoghi comuni che, come direbbe Pino Scotto, “mi hanno abbondantemente abbuffato le palle”, i lituani qua, la pizzeria la, il lavoro, i fondi europei, noi siamo più… argomenti triti e ritriti che si scontrano inesorabilmente con una visione tipica dell’Italiano legato alla “cultura più bella del mondo”.
Non ho approfondito i discorsi più di tanto, ma il signore in questione vive in un altro piccolo paese da circa 1 mese e mezzo, la solita saccenza, le buone speranze di fare il business definitivo e soprattuto le varie conoscenze di cui si vantava spero gli siano di buon auspicio, ma intanto la mia personalissima teoria che gli italiani che vivono all’estero hanno un “qualcosa di strano” sta prendendo sempre più fondamento.
Per concludere: a Klaipeda, da quando ci bazzico io, sono stati aperti ben tre pizzerie ristoranti di pura cucina italiana, hanno chiuso tutti e tre, mentre i vari Cili, Mambo, Bambola Pizza sono ancora tutti li. Auguro buona fortuna, anche perché a me la pizza è davvero piaciuta.
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a.russo il dom, 20th set 2009 14:46
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stefano il dom, 20th set 2009 20:59
Credo che una buona pizza possa conquistare anche la Lituania…La mia ragazza lituana ha provato pochi giorni fa una VERA pizza italiana e le è piaciuta molto, ammetendo che non aveva niente a che fare con i vari chili pizza!!!
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Fabricijus il lun, 21st set 2009 4:57
"Gli argomenti sono stati i classici luoghi comuni che, come direbbe Pino Scotto, “mi hanno abbondantemente abbuffato le palle”, i lituani qua, la pizzeria la, il lavoro, i fondi europei, noi siamo più… argomenti triti e ritriti che si scontrano inesorabilmente con una visione tipica dell’Italiano legato alla “cultura più bella del mondo”.
Bravo Karim. Inizio la settimana con un buon caffé (rigorosamente lituano e lunghissimo) e un articoletto sagace.
Fatti vivo.
Fabrizio -
Karim il lun, 21st set 2009 10:47
Io il caffè lo prendo come capita. Quello che preferisco è il lavazza della mia macchinetta a cialde, ma ora di cialde non ne ho più. Ora bevo il caffè solubile, non mi dispiace, cambia un po’…
Non ho tempo per lamentarmi.
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Karim il lun, 21st set 2009 10:47
Prova a fondare un business in Lituania sulle opinioni della tua futura moglie…
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dany il lun, 21st set 2009 9:27
comprare una moca?tanto i pacchetti di caffè li trovi in tutti i negozi…comunque mi sembra che il locale di nicola(aperitivo24),stia lavorando molto bene anche se ha prezzi spropositati per la lituania…..
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karimblog il lun, 21st set 2009 11:35
La Moka ce l'ho! Riguardo all'aperitivo24… non mi pronuncio. Ciao!
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stefano il gio, 24th set 2009 20:54
Il mitico aperitivo 24 …;)
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Concordo appieno. E' difficile fare business li'.
Speriamo che gli vada bene.