Italiano che vuoi lavorare in Lituania (o nei paesi baltici), hai fatto i conti prima di partire?

settembre 27, 2009 by Karim Gorjux
Filed under: Blog, Italia, Lettonia, Lituania 

Spesso mi ritrovo ad affrontare la solita discussione sul come affrontare e mantenere nel tempo un rapporto con una lituana (o donna delle tre repubbliche baltiche). Il tutto inizia nei soliti modi: conosci una ragazza durante un erasmus od una vacanza e scocca la scintilla, l’impennata di internet ha portato persino a conoscersi prima di incontrarsi quindi ho conosciuto gente che è innamorato ancora prima di arrivare in Lituania.

Le relazione a distanza non durano, prima o poi bisogna fare una scelta che non è facile da fare. Venire qui in Lituania, trainato come il famoso carro di buoi, pieno di speranze e di entusiasmo non basta. La Lituania è un paese povero, inutile stare li a contaserla, guardando solo ciò che si vuole vedere delle repubbliche baltice. La Lituania ha assaggiato un boom economico dal 2005 al 2008 che ha portato la gente a fare “gli americani”, ora si è tornati ai livelli del 2004. La disoccupazione è alle stelle e il pil sta precipitando trimestre dopo trimestre.

Cercare lavoro qui per un italiano è pura follia. Se proprio devi venire qui, cerca di lavorare per un’azienda che è già presente; inoltre spera che basti parlare in inglese e che non sia richiesto il lituano. Ovviamente devi essere remunito in Euro perché venire qui per fare il pezzente guadagnando in Litas è da insani. Piuttosto che guadagnare in Litas, torna in Italia che bene o male 1000€ al mese si riescono ancora a guadagnare senza fare troppo gli schizzinosi.

Sono convinto che bisogna dare i soldi ai lituani e non provare a prendergliene, semplicemente perché di soldi, i lituaniani, non ne hanno. Una mia amica è direttrice di un negozio di moda, le commesse che lavorano per lei si sono viste aumentare la mole di lavoro e diminuire lo stipendio con il passare dei mesi. Attualmente guadagnano circa 300€ al mese. Che si fa con 300€ al mese? Niente. Ci si limita a vivere. Pensi che qualcuna di queste ragazze si licenzi? Assolutamente no perché tanto se si licenzia una ragazza se ne trovano almeno altre 10 pretendenti qundi chi ha il lavoro se lo tiene ben stretto.

Per lavorare qui bisogna sapere il lituano, quindi se vuoi lavorare qui devi sapere la lingua altrimenti sei tagliato fuori. Se sai la lingua che fai? Fai il traduttore? Fai l’intermediario? Che fai? Qualsiasi cosa che tu possa fare ha bisogno di tempo, quindi è importante che tu venga qui in Lituania con le risorse per stare almeno 6 mesi senza lavorare.

Oltre il problema del lavoro che non si trova, o si trova sottopagato, bisogna tenere conto della pensione e dei servizi. E’ vero che qui si pagano poche tasse e si vive tranquilli, ma io ho 30 anni e se tra 30 anni circa voglio vedere una pensione, devo sperare che la Lituania diventi un paese scandinavo per prendere una mensilità decente. Attualmente gli anziani vivono con 200€ se tutto va bene.
I servizi invece ci sono, l’ospedale funziona, le scuole funzionano, ma anche qui (come in Italia) è questione di fortuna. Mia moglie lavora nell’ospedale di Klaipeda è all’ultima settimana del mese scarseggiano le risorse perché i soldi mancano… spero di non avere da andare all’ospedale!

I lituani emigrano in massa per cercare lavoro all’estero. I lituani che sanno la lingua e che conoscono il paese scappano, tu che sei italiano, che ci vieni a fare tu qui? La cosa più intelligente da fare e dare lavoro ai lituani per rivendere servizi o prodotti in Italia o altri paesi. Il contrario è assolutamente fuori discussione, se non con le dovute precauzioni, e tra gli italiani che conosco, quelli che hanno avuto successo qui, sono davvero molto pochi.

Per ora tutte le pizzeria e ristoranti italiani che ho visto aprire hanno chiuso inesorabilmente, altri hanno aperto, ma vi terrò informati sui risvolti.



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  1. Umberto il dom, 27th set 2009 18:02

    Ciao Karim,
    hai completamente ragione. Se vuoi fare business in un Paese come la Lituania la cosa migliore e comprare da loro quello che costa poco e rivenderlo in Europa occidentale. Il contrario e' difficilissimo, possibile, ma solo dopo anni di duro lavoro e se si e' fortunati da aver azzeccato il prodotto giusto. Io stesso lavorando nel baltico compro li' per rivendere in Italia (come mi sembra stia facendo tu) ed anche questo spesso non e' facilissimo.
    Ciao!
    Umberto
    PS Ho aperto un blog sul mercato del legno, scrivero' a breve anche sul pellet. Il link e' http://www.siberianwood.blogspot.com mi farebbe piacere ricevere un tuo commento.

  2. Karim il dom, 27th set 2009 18:13

    Spammolone… :D
    Un'italiano una volta disse… ma qui hanno solo la figa! Diciamo che la situazione è dura e che non è terreno fertile per il business..

  3. a.russo il dom, 27th set 2009 18:48

    Sono pienamente d'accordo, fino all'ultima virgola.

  4. Karim il dom, 27th set 2009 18:50

    Volemose bene!

  5. claudio il dom, 27th set 2009 19:05

    un pensionato italiano , se non patisce il freddo, come vivrebbe?

  6. fany il dom, 27th set 2009 19:51

    a chi alludi dicendo che ci terrai informati????;)

  7. Massimo il dom, 27th set 2009 20:41

    Parole (post) sante, niente da aggiunrgere

  8. Karim il lun, 28th set 2009 4:35

    Alla pizzeria di Telsiai ovviamente!

  9. Karim il lun, 28th set 2009 4:36

    Eh si… caro Massimo… :-/

  10. a.russo il lun, 28th set 2009 14:01

    Comunque i genoani sono tutti ladri

  11. a.russo il lun, 28th set 2009 14:02

    :)

  12. a.russo il lun, 28th set 2009 14:04

    ma mai come i fiorentini di Birzai. co sta quadra sempre con la difesa scarsa:ma chi è sto knezevic? marchionni, knezevic, tutti gli scarti nostri :)

  13. a.russo il lun, 28th set 2009 14:06
  14. dany il mar, 29th set 2009 15:13

    anche se non centra man patinka!!!!!!patinka patinka!!!!!!

  15. Paolo il gio, 1st ott 2009 13:24

    Karim come mi incoraggi :D ,poi mi chiedi anche cosa ho deciso :P ?Ma non e' piu' facile per le signorine venire da noi in Italia a lavorare?Per un italiano fare il cameriere al Cili Pica penso sia un traguardo ambito e lontano….

  16. Signorina il gio, 1st ott 2009 14:56

    E per quale motivo le signorine dovrebbero voler fare la cameriera in Italia mentre possono trovare un lavoro decente in lituania? (ho 26 anni, quasi tutte le ragazze che conosco lavorano a seconda della loro specializzazione acquisita all'università). Quanto a me, mi sono già rassegnata al fatto che un lavoro "decente" in Italia non l'ho troverò mai, quindi vivo in Italia e nel frattempo lavoro per le aziende lituane. fate voi!

  17. signorina il gio, 1st ott 2009 15:05

    La situazione di cui parli te non mi sembra una "particolarità" dei paesi baltici bensì un problema che riguarda TUTTI i paesi. Come dici giustamente te, siamo tornati agli stessi livelli di qualche anno fa il che non promette niente di ottimistico per il volgo lituano, tuttavia mi chiedo se l'Italia sia mai stata arrivata a quei livelli alti del recente passato lituano. Ciò che vedo io in Italia è una stagnazione totale cominciatasi tanti anni fa. Qui non c'è una politica della gioventù, qui sono ancora "una bimba" mentre in lituania le ragazze della mia età hanno un lavoro RESPONSABILE (giuriste, giornaliste, tradutrici ecc ecc), molto probabilmente hanno un rapporto stabile con un ragazzo e non hanno paura di parlare di matrimonio e via dicendo. Poi, quando dici che un italiano dovrebbe essere pronto per i 6 mesi senza lavoro in Lituania, io mi chiedo da dove egli prenda quei soldi? nel 70% dei casi dai loro genitori, vero? è una cosa impensabile in lituania. Mi dispiace tanto per il peggioramento economico così difficile per i lituani, ma il lavoro si trova, basta avere un'idea e sapere fare qualcosa. Conosco tanti stranieri che vivono in Lituania da qualche anno e non sanno manco' una parola in lituano, tuttavia se la cavano benissimo, lanciano i vari progetti, partecipanno ai progetti gia esistenti, insomma, cercano e trovano. l'importante è avere le palle.

  18. Quando la risposta ad un commento nel blog diventa troppo lunga, è meglio pubblicare un nuovo articolo | Karim's Blog il gio, 1st ott 2009 18:48

    [...] un post a parte per evitare così di scrivere un altro post. Il commento originale lo trovate qui, ma non è necessario andarlo a leggere perché ho incluso i passi più salienti a cui do [...]

  19. ilGiocatore il ven, 2nd ott 2009 15:38

    ma perché non e' terreno fertile per il business?
    Le aziende non delocalizzano li? Se ci sono laureati e anche operai, perché gli svedesi o i tedeschi non portano qualcosa li, che tanto possono pagare stipendi di 500 euro/mese (che credo sia buono in lituania)?
    Io non capisco perché gli sviluppatori software in Olanda prendono 2500/2800 euro al mese!

  20. Karim il ven, 2nd ott 2009 16:08

    Ora… se devi delocalizzare può essere un buon terreno. Tutto è da valutare. Qui a Klaipeda, se hai soldi da investire, è una buona cosa.

  21. ilGiocatore il ven, 2nd ott 2009 16:14

    Concordi sul fatto che lavorare come dipendente (classico impiegato, anche ingegnere, ma sempre impiegato come inquadramento) nei paesi dell'est sia ancora duro?
    Invece chi viene per investire, mettendo su una fabbrica o qualcosa che sfrutti il fatto di avere manodopera/impiegati qualificati e competenti a costi parecchio piu' bassi, potrebbe essere gia' piu' interessante.
    Infatti dici che gli studenti parlano spesso 2 lingue straniere.
    Ah si, c'e' un problema logistico di trasporti che penalizza la lituania un po' di piu' rispetto ad una Polonia, rep.ceca o ungheria che mi sembrano piu' "centralizzate".

  22. max73 il gio, 21st gen 2010 18:19

    Ciao,mi chiamo Massimiliano,sono stato il primo italiano ad arrivare in Lituania,ero insieme ad amici ed era il 1997.
    Abbiamo aperto la prima pizzeria-ristorante italiano “Italiska Smukle”accanto sempre ad una nostra attinvità sempre esistente(lavanderia).
    Fatto il primo contratto con le forze armate lituane siamo riusciti ad aprire una enorme lavanderia in Klaipeda,adesso chiusa come la pizzeria.venduta ai lituani pure la lavanderia di Vilnius,sai cosa ci è rimasto?Un bel niente!Non venite a dire a me che è facile fare business li…solo il mio amico del prospekto pub ci è riuscito per ora…una cosa mi è andata bene…almeno quella!…visto che in termini economici ci ho rimesso 500.000 euro.Grazie.
    Massimiliano.

  23. Karim Gorjux il gio, 21st gen 2010 19:15

    Ciao Massimiliano, dubito che tu sia stato il primo italiano ad arrivare in Lituania dato che Enrico Quinto buon anima era già stato qui nel 1992, ma forse tu intendi il primo italiano che ha creato un impresa in Lituania.

    Ma con 500.000€ non ti conveniva lasciarli in una banca Svizzera e vivere di rendita ai Caraibi?

  24. bs4ever il gio, 21st gen 2010 19:15

    il primo italiano ad arrivare in lituania mi pare un po’ esagerato … :-)

  25. pupo il gio, 21st gen 2010 23:31

    Abbiamo nientepopodimeno che un raro esemplare di esploratore italiano.
    Mi piacerebbe sapere se ha insegnato ai lituani ad accendere il fuoco oltre che a lavare i panni.
    Abbiamo ragione a tenere da conto la cultura dei nostri avi perché la grandeur nostrana è relegata al passato.
    Dov’è il genio degli italiani, capaci di adattarsi a qualunque situazione e campioni mondiali dell’arte di arrangiarsi?
    E’ scomparso tutto nelle pizzerie. Un esploratore italiano pianta la bandierina sul selciato ancora non calcato da alcun piede tricolore e la cosa successiva che fa è aprire una pizzeria, perché il mondo non ne può fare a meno e perché noi siamo i migliori a farla.
    Un fulgido esempio dell’originalità dell’imprenditoria italiana ai giorni nostri.
    Se invece non ha i soldi o le competenze diventa insegnante di lingua italiana, anche se fatica a ricordare il passato remoto o non sa distinguere la protasi dall’apodosi.
    Nel malaugurato caso in cui le cose non funzionino allora abbandona il suolo inospitale maledicendolo e riportando sulle proprie mappe il terribile simbolo con cui si indicano le popolazioni di aborigeni cannibali.
    Nel mentre ha fatto però in tempo a rapirne un esemplare femminile da mostrare, una volta rientrato in patria, come trofeo di caccia.
    Spero di non vederne mai la testa appesa a qualche parete.

  26. Karim Gorjux il ven, 22nd gen 2010 1:25

    Fantastico.

    Pupo, i tuoi commenti sono ORO.

    (ma non ti montare la testa)

  27. a.russo il ven, 22nd gen 2010 10:14

    Riscrivo il commento che mi è andato in spam. E’ vero: il lavoro non c’è, anche qui in Italia si trova poco o nulla. Ci sono molti ragazzi italian, però, che anche a 30 anni e oltre, si schifano e deridono chi fa un lavoro umile e ha una laurea in tasca. Loro, invece, che magari la laurea l’hano presa in 7-8 anni, o anche più, non hanno mai fatto niente e aspettano che qualcuno bussi alla porta a dargli un lavoro in cui non si stanchino e guadagnino 1500 euro al mese.
    Ci vuole senso del sacrificio e umiltà.
    P.s. vorrei sftare il luogo comune per il quale i meridionali sono fannulloni: vedo tanti ragazzi del sud che studiano e lavorano, pagandosi la retta universitaria e i libri.

  28. adolfino maggi il ven, 22nd gen 2010 12:09

    Ciao Massimiliano,
    tu forse non mi conosci ma vorrei dirti alcune cose che immagino non ti faranno molto piacere.
    Il mio primo pranzo in un ristorante di Klaipeda io l’ho pagato con dei CUPONAS.
    Una moneta transitoria che aveva appena sostituito il RUBLO.
    Ero con con degli amici italiani di Campobasso che avevano da tempo un negozio a Klaipeda.
    Io gli fornivo jeans.
    Facendo un po’ di conti ti accorgerai che correva l’anno della liberazione della Lituania dall’oppressione sovietica.
    Non ho mai smesso di andare in Lituania ed ho portato in questo paese imprenditori italiani che hanno investito in attività.
    Nel 1996 ho illustrato un progetto di realizzazione di lavanderie Klaipeda a degli imprenditori di Corropoli (TE), i F.lli C……i,
    Uno di loro, Peppe (era ed è un mio amico) ci ha creduto subito e dopo pochi mesi la prima lavanderia a Klaipeda entrò in funzione.
    Si chiamava ALBARESA, seguirono Druskininkai e Vilnius.
    Gli stessi imprenditori poi realizzarono a Vilnius un ristorante italiano che chiamarono “Italiska Smukle”, con una società col nome di “ALBITALA UAB”.
    Io non ritenni opportuno partecipare attivamente a questo investimento perché non ho creduto che degli italiani in Lituania avrebbero avuto successo nel realizzare un “PUB” col nome di “Italiska Smukle”, un ibrido con indefinita immagine.
    Il progetto delle lavanderie fu un successo, perché furono realizzate con il presupposto di rientrare delle spese, valorizzare le lavanderie e vendere guadagnando bene.
    L’“Italiska Smukle”, al contrario fu una rimessa secca.
    Conosco tutti i piani d’investimento, a quel tempo si parlava di Lire in Italia e Dollari/Litas in Lituania, gli Euro ancora non erano arrivati (la Lituania ancora li aspetta).
    Sono stato troppo lungo, devo chiudere ma immagino che ci saranno altre puntate.
    Massimiliano tu non facevi parte dei progetti.
    Io non mi ricordo di te, e se sei arrivato dopo di certo non sei stato il primo imprenditore in Lituania e di sicuro non hai rimesso un EURO.

  29. Karim Gorjux il ven, 22nd gen 2010 12:13

    E’ stato appena dimostrato il principio di funzionamento di wikipedia. Se scrivi una cazzata, è sicuro che qualcuno ti cazzia.

  30. a.russo il ven, 22nd gen 2010 17:37

    Io credo che Massimiliano meriti rispetto, perchè ha perso un sacco di soldi per investire in quel difficile paese.
    Certo, gli poteva andar male dovunque, nè conosciamo i motivi di questa “debacle”. Di certo non è il primo italiano arrivato in Lituania (non è la luna) ma ha il diritto di mettere quante pizzerie vuole, visto che rischia con i soldi suoi.

  31. adolfino maggi il ven, 22nd gen 2010 20:47

    Tutti meritiamo rispetto,
    quando viviamo nella verità.

  32. a.russo il ven, 22nd gen 2010 23:00

    Ecco un esempio fulgido del valore italico
    :)

  33. matte09 il dom, 24th gen 2010 16:49

    signorina,i tuoi commenti sono sempre scritti in un italiano perfetto senza mai un minimo errore,conosci la lingua italiana 1000 volte meglio di me che sono italiano,per questo ti faccio i complimenti!quello che trovo sempre di bassissimo livello sono i contenuti,sempre di parte nei quali vedo spesso maleducazione e zero obiettività!vorrei ricordarti che anche in italia fino a qualche anno fà a vent’anni le donne erano già fuori casa spesso sposate e con figli,chiedi a loro se erano più mature o se c’era più ignoranza.io lavoro da quando ho 15 anni e attualmente sono un operaio edile,mia moglie(lituana)ha studiato fino a 18 anni ma nel frattempo ha iniziato a lavorare dall’età di 13 anni perchè proviene da una famiglia disastrata,non ha potuto fare l’università perchè non se lo poteva permettere,ha lavorato come fruttivendola,commessa in supermercato e in italia come cameriera,lavapiatti e attualmente lavora come commessa in un panificio.da marzo siamo sposati e abbiamo uno splendido bambino al quale non facciamo mancare niente,paghiamo un affitto,abbiamo le nostre spese e ogni tanto riusciamo a permetterci qualche extra come vacanze,abbonamento a sky,internet,etc.etc.insomma non navighiamo nell’oro ma viviamo in maniera a mio avviso più che dignitosa nonostante ho letto in questo blog che ormai per vivere decentemente in italia si ha bisogno di un sacco di soldi…………..mah?detto questo,leggendo il tuo commento dovrei ritenere di far parte di una famiglia disgraziata composta da persone che svolgono lavori non”decenti”?se non sei giornalista,avvocato,ingegnere etc.non puoi vivere bene e essere felice?dammi qualche consiglio,magari con la tua cultura e intelligenza potrò migliorare la mia vita e finalmente diventare super come tutti i giovani lituani,grazie ciao

  34. a.russo il dom, 24th gen 2010 22:51

    Ti assicuro che da giornalista non campi proprio! Il giornalisa medio è un morto di fame..

  35. matte09 il lun, 25th gen 2010 1:57

    ok,ma non era questo il succo del discorso,dire che fare la cameriera non è un lavoro decente mi sembra un discorso di una stupidità incredibile!tra l’altro conosco diverse persone che facendo i camerieri mantengono famiglie e vivono più che dignitosamente,magari lavorando anche 10 ore al giorno(da noi non si usa come in altri paesi fare 4 giorni lavoro e 4 a casa o 2 anni di maternità o porcate simili)ma non è mai morto nessuno,io d’estate oltre al mio lavoro vado a lavorare in un ristorante e in una settimana arrivo anche a lavorare 70 ore ma eccomi qui,sono vivo e vegeto,il problema è che molti giovani bla bla bla,disoccupazione,crisi,lavoro non appagante,ma nessuno non vuole più fare un cazzo,puntano tutti a posare il culo 40 ore a settimana dietro a una scrivania a far passare il tempo,se facessimo meno discorsi e lavorassimo di più penso che sarebbe meglio!

  36. a.russo il lun, 25th gen 2010 16:14

    Li vorrei fare io in questo momento certi lavori da cameriere. In alcuni contesti i camereri guadagnano diverse migliaia di euro al mese!

  37. adolfino maggi il lun, 25th gen 2010 19:23

    Se imbocchiamo la strada del valore che nel mondo di oggi diamo al lavoro non ne usciamo più.
    Basta guardare la TV per capire cosa conta per i giovani oggi nella vita.
    GF, AMICI, I VARI REALITY con la grande audience che hanno dovrebbero farci riflettere.
    Pare che in questo mondo oggi non ci sia più posto per lavori manuali di servizio quali cameriere, idraulici, falegnami,sarti, muratori, contadini etc. etc. etc.
    Questi lavori vengono definiti UMILI (e qui mi fermo evitando di proposito di parlare di bisogno di immigrazione).
    Io al contrario li definisco UTILI, IMPORTANTI, INDISPENSABILI.
    Lode a chi ogni giorno riesce ad alzarsi per andare a lavoro, qualunque esso sia.
    Ciò significa che quello che si fa è utile e necessario.
    Prendete me ad esempio.
    Come scrittore di favole (Russo se mi leggi non ridere) avrei fatto la fame.
    Poiché oggi se non sei attore, politico, diverso, ex galeotto etc. etc. etc.
    non ti pensa nessuno.
    Allora per vivere, non avendo un mestiere, ho deciso di fare il libero professionista, un poco commerciante, talvolta consulente, ogni tanto rappresentante.
    Non ho fatto soldi, ma in compenso sono riuscito a sopravvivere girando il mondo.
    Però non ho mai smesso di scrivere, e dedicata a molti che scrivendo “imbecillaggini” fanno soldi, allego una mia vendetta:

    Scrivono i dotti
    scrive Veltroni
    scrivono tutti
    perfino i coglioni!
    E i libri li stanno
    sui banchi a dormire
    quest’avido inganno
    dovrà pur finire!

  38. matte09 il lun, 25th gen 2010 21:50

    hai pienamente ragione,abbiamo cosi tanta disoccupazione ma i lavori”umili”li lasciamo agli stanieri,noi preferiamo studiare fino a 25/30 anni e i lavori “non decenti”li fanno gli asini come me o gli stranieri…….mah!umiltà dove sei?

  39. adolfino maggi il mar, 26th gen 2010 11:38

    L’umiltà è una virtù ormai estinta da tempo.
    Oggi purtroppo se non giri in SUV, non vesti Griffato, non indossi il Rolex e non parli con la ERRE moscia non sei nessuno.
    Poi se addirittura non tiri COCA e non sei mai stato con un TRANS vali poco.
    Possiamo solamente tirare a campare e guardare gonzi che si sbrodolano nel loro “splendido vuoto mondo”.
    Tanto saranno sempre gli “umili” a tirare la carretta.

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