Quando la risposta ad un commento nel blog diventa troppo lunga, è meglio pubblicare un nuovo articolo
Un commento sul mio blog mi ha fatto scrivere una risposta lunga, ma molto lunga. All’inizio volevo pubblicarla direttamente tra i commenti, ma poi ho deciso di scrivere un post a parte per evitare così di scrivere un altro post. Il commento originale lo trovate qui, ma non è necessario andarlo a leggere perché ho incluso i passi più salienti a cui do risposta.
Carissima “Signorina”. Ti ringrazio di aver commentato il mio blog, mi fa piacere ricevere dei commenti interessanti e soprattutto scritti in buon italiano. Ti prego di non smettere, la tua opinione arricchisce il blog con nuovi e originali punti di vista.
Tornando al tuo commento, rispondo ad alcune tue affermazioni molto interessanti.
La situazione di cui parli te non mi sembra una “particolarità” dei paesi baltici bensì un problema che riguarda TUTTI i paesi.
Può essere vero, ma io vivo in Litunia e a parte alcune considerazioni soggettive che mi giungono dall’Italia e i soliti canali di informazione, non ho idea realmente di come si viva in altri paesi europei. Non cadere nella falsa idea che io sia un giornalista e che quello che scrivo sia tutto vero. Io vivo a Klaipeda e passo la maggior parte del tempo in casa davanti ad un monitor, ciò che scrivo nasce dalle mie esperienze e dalle mie conoscenze
Ciò che vedo io in Italia è una stagnazione totale…
In entrambi i tuoi commenti tendi a fare qualcosa che io trovo pericoloso e anche dannoso ovvero comparare la Lituania e l’Italia, due realtà profondamente se non totalmente diverse. L’Italia ha 20 regioni, 110 provincie e 60 milioni di abitanti di diverse culture e tradizioni. Oltre i numeri anche la storia è totalmente diversa rispetto alla Lituania quindi il paragone lo si può fare con la pizza, i cepelinai e la birra, ma con il resto non ha davvero senso. Perché allora non fare il paragone con la Svizzera o ad esempio con il Principato di Monaco? Se vuoi fare un paragone tra l’Italia è un altro paese, prova con la Francia, la Germania o la Svezia. Almeno è un confrono più equilibrato. Prenderesti sul serio un combattimentro tra me e Bruce Lee?
Correggimi se mi sbaglio, ma nei tuoi commenti ho come avuto l’impressione di leggere una ragazza lituana avvolta dall’impeto nel difendere le sue origini. Non c’è nulla di male, ma se io scrivo la mia opinione sulla Lituania ciò non vuol dire che automaticamente per me l’Italia è meglio. Ho scritto altri articoli sull’Italia dove esprimo il mio parere senza troppe riserve, ma prendi tutto questo come una semplice opinione e non come una condanna ad un paese affascinante come la Lituania.
Poi, quando dici che un italiano dovrebbe essere pronto per i 6 mesi senza lavoro in Lituania, io mi chiedo da dove egli prenda quei soldi? nel 70% dei casi dai loro genitori, vero?
Gli italiani sono tanti e tutti diversi. Non ho ben chiaro da dove prendi quel 70%, ma presumo che sia un dato che rispecchi le tue esperienze, non penso che tu ti sia affidata all’ISTAT o abbia fatto delle ricerche su un gruppo campione. Quindi ci sono tante realtà, ma ti dico che se in futuro potessi aiutare mia figlia, soprattutto economicamente, non ci penserei due volte a farlo.
Mi dispiace tanto per il peggioramento economico così difficile per i lituani, ma il lavoro si trova, basta avere un’idea e sapere fare qualcosa.
Il lavoro si trova? Parliamo di che tipo di lavoro e di che salario. Anche in Italia si trova lavoro: operatore ecologico, operatore sanitario… L’idea? Le idee sono utili per chi vuole intraprendere…
Conosco tanti stranieri che vivono in Lituania da qualche anno e non sanno manco’ una parola in lituano, tuttavia se la cavano benissimo, lanciano i vari progetti, partecipanno ai progetti gia esistenti, insomma, cercano e trovano. l’importante è avere le palle.
Io ho scritto in questo articolo solamente degli italiani e basandomi sulle mie conoscenze la percentuale di successi continua ancora ad essere molto bassa. Ovvio però che la propria esperienza non fa statistica, ma dato che non sono un giornalista, mi posso permettere di pubblicare. Domanda (retorica): se conoscessi Arnold Schwarzenegger, te la sentiresti di dire che facendo culturismo è possibile diventare governatore di uno stato americano?
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96 Comments on Quando la risposta ad un commento nel blog diventa troppo lunga, è meglio pubblicare un nuovo articolo
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Paolo on
gio, 1st ott 2009 18:15
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karimblog on
gio, 1st ott 2009 19:05
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Paolo on
ven, 2nd ott 2009 0:51
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a.russo on
ven, 2nd ott 2009 5:42
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a.russo on
ven, 2nd ott 2009 5:43
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karim on
ven, 2nd ott 2009 11:31
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karimblog on
ven, 2nd ott 2009 11:36
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karimblog on
ven, 2nd ott 2009 11:39
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a.russo on
ven, 2nd ott 2009 13:39
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a.russo on
ven, 2nd ott 2009 13:41
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stefano on
ven, 2nd ott 2009 13:56
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Karim on
ven, 2nd ott 2009 14:04
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Karim on
ven, 2nd ott 2009 14:06
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stefano on
ven, 2nd ott 2009 15:00
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Fabricijus on
ven, 2nd ott 2009 18:05
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Fabricijus on
ven, 2nd ott 2009 17:33
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Fabricijus on
ven, 2nd ott 2009 17:34
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Fabricijus on
ven, 2nd ott 2009 17:34
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Fabricijus on
ven, 2nd ott 2009 17:35
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Fabricijus on
ven, 2nd ott 2009 17:39
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Karim on
ven, 2nd ott 2009 18:10
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Piero on
ven, 2nd ott 2009 20:11
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Karim on
ven, 2nd ott 2009 20:47
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Paolo on
ven, 2nd ott 2009 21:25
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Paolo on
ven, 2nd ott 2009 21:25
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a.russo on
sab, 3rd ott 2009 11:40
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a.russo on
sab, 3rd ott 2009 11:42
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a.russo on
sab, 3rd ott 2009 11:48
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Lucio on
dom, 4th ott 2009 14:40
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kali on
dom, 4th ott 2009 18:27
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kali on
dom, 4th ott 2009 19:09
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a.russo on
dom, 4th ott 2009 19:18
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Karim on
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a.russo on
dom, 4th ott 2009 20:18
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a.russo on
dom, 4th ott 2009 20:19
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a.russo on
dom, 4th ott 2009 23:59
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kali on
dom, 4th ott 2009 21:05
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kali on
dom, 4th ott 2009 21:09
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Filippo on
dom, 4th ott 2009 21:11
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Filippo on
dom, 4th ott 2009 21:24
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kali on
lun, 5th ott 2009 1:55
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Filippo on
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kali on
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Filippo on
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Filippo on
lun, 5th ott 2009 11:55
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kali on
lun, 5th ott 2009 12:51
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kali on
lun, 5th ott 2009 12:53
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Filippo on
lun, 5th ott 2009 13:58
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Filippo on
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Signorina on
lun, 5th ott 2009 23:23
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Signorina on
lun, 5th ott 2009 23:25
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Karim on
mar, 6th ott 2009 6:12
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karimblog on
mar, 6th ott 2009 3:21
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stefano on
mar, 6th ott 2009 6:19
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cio on
mar, 6th ott 2009 6:52
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karimblog on
mar, 6th ott 2009 7:03
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cio on
mar, 6th ott 2009 7:26
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Karim on
mar, 6th ott 2009 7:32
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cio on
mar, 6th ott 2009 7:56
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a.russo on
mar, 6th ott 2009 10:49
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a.russo on
mar, 6th ott 2009 13:59
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kali on
mar, 6th ott 2009 13:05
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karimblog on
mar, 6th ott 2009 13:56
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kali on
mar, 6th ott 2009 14:03
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Signorina on
mar, 6th ott 2009 15:09
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Signorina on
mar, 6th ott 2009 15:35
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karimblog on
mar, 6th ott 2009 16:09
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kali on
mar, 6th ott 2009 17:02
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karimblog on
gio, 8th ott 2009 20:04
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a.russo on
gio, 8th ott 2009 20:56
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John on
ven, 9th ott 2009 14:56
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karimblog on
ven, 9th ott 2009 15:22
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Signorina on
ven, 9th ott 2009 15:30
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karimblog on
ven, 9th ott 2009 15:46
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Signorina on
ven, 9th ott 2009 16:04
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karimblog on
ven, 9th ott 2009 16:09
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John on
ven, 9th ott 2009 18:04
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John on
ven, 9th ott 2009 18:04
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karimblog on
ven, 9th ott 2009 18:40
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Signorina on
ven, 9th ott 2009 19:16
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John on
ven, 9th ott 2009 19:32
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Piero on
sab, 10th ott 2009 7:13
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Piero on
sab, 10th ott 2009 7:11
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Piero on
sab, 10th ott 2009 7:13
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Piero on
sab, 10th ott 2009 7:14
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Piero on
sab, 10th ott 2009 7:16
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Piero on
sab, 10th ott 2009 7:17
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Piero on
sab, 10th ott 2009 7:23
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Piero on
sab, 10th ott 2009 7:24
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Piero on
sab, 10th ott 2009 7:24
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Piero on
sab, 10th ott 2009 8:08
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Piero on
sab, 10th ott 2009 8:14
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pierobcn on
sab, 10th ott 2009 8:24
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pierobcn on
sab, 10th ott 2009 8:30
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signorina on
sab, 10th ott 2009 13:51
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Lucio on
mer, 28th ott 2009 4:40
Quello che avevo scritto io come commento,si basava esclusivamente non certo sulla mia esperienza di fidanzato pendolare,ma su quella di una persona(a me vicina) che vivendo in Lituania(e' di nazionalita' lituana oltretutto) mi ha riportato quello che succede ora sul mercato del lavoro.Ci sara' anche chi lavora felicemente secondo la propria specializzazione,ma c'e' anche chi perde il lavoro,io stesso a Klaipeda vedo molti negozi una volta aperti,ora inesorabilmente chiusi,le stesse discoteche cambiano nome,non penso per stravaganza,ma per bankrotas.Non so in Lituania quanto prenda un laureato che lavora in banca o come avvocato,certo che se mi si dice che una commessa in Lituania prende 300 euro(e le ferie se le scorda),in Italia prende molto di piu' lavorando meno…Io penso che nel mondo del lavoro,che si tratti di Lituania,Italia o altro paese,ci voglia anche flessibilita' e spirito di adattamento,purtroppo anch'io quando tocco la Lituania mi scontro sempre contro un muro d'orgoglio,muro che non ho certo la presunzione di voler sfondare
Quel muro deve rimanere retto, irto e orgogliosamente solido.
Possibilmente anche con un po' di eternit e amianto…..
E' vera una cosa di quello che dice Signorina: se uno ha gli attributi se la cava anche in un posto difficile.
Ci sono posti dove trovare lavoro è più facile, altri dove lo è di meno, dico questa ovvietà senza fare riferimenti particolari.
Una peculiarità dei giovani dell'est che mi sorprende è che spesso parlano due o tre lingue straniere, imparate studiando con sacrificio.
C'è anche chi ha imparato l'italiano senza mai venire in italia: un gran complimento a loro, anche perchè non credevo che l'italiano fosse molto studiato all'estero.
C'è una parte dei giovani dell'est molto intraprendente: spinti dalla necessità, studiano molto, lavorano molto, sono molto meno pigri della media dei giovani italiani.
Senza fare un affondo contro i ragazzi e le ragazze italiani, che secondo me hanno anche molti pregi, sia di naura individuale che di costume, è verissimo che noi italiani siamo diventati un pò molli, con scarso senso del sacrificio.
I giovani italiani sono presi in giro anche da quelli dell'est, per il fatto che spesso stanno nella casa paterna fino a 30 e più anni.
E' anche vero, però che molti di coloro che all'estero vanno a vivere per conto proprio, non è che facciano una bella vita: devono dividere la casa con tre quattro studenti, spaccando il centesimo in quattro, oppure mettono su famiglia, e immaginatevi una famiglia di tre o quattro persone che vive in 30-40 metri quadri
a russo sei un fottuto forzitaliota del PDL ,
Che bello! Un ridicolo, pezzente e vigliacco che si spaccia per me. IP: 79.41.204.241
Andrea, se ti può interessare, l'IP risale dai dintorni di Milano, che sia Mr B. vestito da Santoro?
e dai che me lo hai detto tu! ![]()
o non eri tu?
Comunque non ha detto niente di falso ed offensivo.
Andrea ce tanta gente anche in italia specialmente a Milano che divide un appartamento con anche 5 persone e non è piacevole!!
Qualsiasi cosa ti scriva, che abbia le palle di farlo con il suo nome.
Sto pezzo di merda.
Carissimo, lasciamo stare le attenuanti e passiamo subito alla compassione.
Io credo che si sia fatta una gran confusione tra opinione e giudizio….
Ho apprezzato molto il commento di “Signorina”, di cui condivido totalmente i contenuti. E leggendo le osservazioni al suo post, ne avverto il profondo senso di solitudine. Si tratta dello stesso senso di solitudine e impotenza di tante altre ragazze lituane (sempre meno, per fortuna), deluse dalla nostra Italia, un paese nel quale molto spesso avevano creduto, convinte che vi avrebbero trovato, oltre a una vita sentimentale felice, anche lavoro, stabilità ed equilibrio.
Avvezzi alla nostra vita fatta di piccole abitudini, ossessionati dal risparmio e dall’internet banking (che piacere collegarsi al pc di prima mattina, a fine mese, e godere delle cifre a quattro zeri dei propri risparmi!), storditi dalla pasta della mamma, dal fine settimana in discoteca all’età di trenta anni suonati, dalle inutili chiacchierate da bar dello sport, da un’eterna adolescenza, dimentichiamo che ci sono paesi che crescono, e che sono stati capaci, e lo saranno ancora, di superarci. Dice bene la “Signorina”: i Lituani lavorano, creano, risparmiano, convivono, si sposano e si separano. Lo dico da italiano qui residente ormai da anni, e stipendiato a 750 euro netti al mese (ndr: il MIO è uno stipendio medio, non quello delle commesse. Tra conoscenti e amici lituani, nessuno, dico nessuno, guadagna meno di 2000 litas al mese -circa 600 euro-, e non si tratta certo di dirigenti di grandi multinazionali, ma di semplici “impiegati commerciali” o “tecnici”, come diremmo in Italia).
In questo, e al di là di generalizzazioni di sorta, la realtà sociale lituana è, a mio parere, più rapida, dinamica e matura di quella del bel paese (certo, lo so: ci sono grosse piaghe sociali, come l’alcolismo, e tanti altri problemi). Ed ecco allora la delusione. Perché vivere e lavorare da cameriera in Italia, per uno stipendio pari o addirittura inferiore ad un salario medio lituano? D’altro canto, se in Lituania la tua donna porta casa 600 o 700 euro, e tu, magari, ne fai altrettanti, non è molto meglio? Certo. Lo è. E qualcuno questo lo ha capito, e ha davvero fatto bene i suoi conti. Questo momento di congiuntura ha colpito duramente la giovane Lietuva, senz’altro, ma la crescita raggiunta negli anni scorsi, nonostante le speculazioni e i dissesti, ha portato, a suo modo, anche progresso e benessere. Per la Lituania un piccolo momento di crisi come questo è un gioco da ragazzi, in confronto ai drammi del passato. E qui, nonostante la disoccupazione in crescita, c’è ancora spazio per chi ha una buona qualifica e voglia di fare.
E noi stiamo lì a guardare, a scrivere di loro sui nostri forum (sì, proprio come sto facendo io) a parlare di paesi dell’“Est”, ossessionati da questa espressione (quanti di voi sanno che Klaipėda ha la stessa latitudine di Copenaghen?). E, molto spesso, lo facciamo senza alcuna cognizione di causa, senza sapere che a volte parliamo di paesi che hanno ormai superato Grecia e Portogallo in quanto a reddito pro capite (E’ il caso dell’Estonia. Karim, nel titolo del suo post, parla di Paesi Baltici, dimenticando, forse, che l’Estonia è ben diversa, sotto ogni aspetto, da Lituania e Lettonia, che lì lingua e cultura sono piuttosto distanti da quelle lettone e lituana, e che, soprattutto, l’economia, nonostante la recentissima congiuntura, è cresciuta all’inizio di questo decennio fino a portare il reddito medio di un cittadino estone a 18 mila euro annui. Non facciamo di tutta un’erba un fascio!). Parliamo di “Est” e di Lituani, di quanto si stia bene in Italia, e quanto difficile sia in Lituania, senza sapere che i Lituani, dell’Italia e del suo mercato del lavoro, se ne infischiano.
Siamo ormai per loro, come per tanti altri paesi d’Europa, il paese del buon cibo, della cultura, della mafia, dei mammoni e del mandolino. Nient’altro. La Lituania, questa parte d’Europa che da 20 anni (20!) viene ancora definita in Italia un paese dell’ex Unione Sovietica, intanto, va per la sua strada, e persone come la “Signorina”, che così bene padroneggiano la nostra lingua (quando buona parte degli italiani, di Lituania e non, parlano sì e no un inglese degno di un profugo curdo) da noi non trovano spazio. Bene. Tanto che importa? La Lituania è un paese dell’”Est”… Sarà, ma allora, perché la nostra comunità in Lituania aumenta di anno in anno in maniera esponenziale? Perché Karim scrive questi post? E poi, sono davvero in tanti i connazionali che scappano dopo aver dichiarato bancarotta? La maggior parte degli amici che vivono qui (ndr.: tra cui lo stesso Karim, di cui apprezzo gli articoli più recenti e il ritrovato equilibrio:) sono qui da molti anni, e non paiono certo aver intenzione di andarsene. Un vecchio “amico” disse: “Ai posteri l’ardua sentenza…”.
Avvezzi alla nostra vita fatta di piccole abitudini, ossessionati dal risparmio e dall’internet banking (che piacere collegarsi al pc di prima mattina, a fine mese, e godere delle cifre a quattro zeri dei propri risparmi!), storditi dalla pasta della mamma, dal fine settimana in discoteca all’età di trenta anni suonati, dalle inutili chiacchierate da bar dello sport, da un’eterna adolescenza, dimentichiamo che ci sono paesi che crescono, e che sono stati capaci, e lo saranno ancora, di superarci. Dice bene la “Signorina”: i Lituani lavorano, creano, risparmiano, convivono, si sposano e si separano. Lo dico da italiano qui residente ormai da anni, e stipendiato a 750 euro netti al mese (ndr: il MIO è uno stipendio medio, non quello delle commesse. Tra conoscenti e amici lituani, nessuno, dico nessuno, guadagna meno di 2000 litas al mese -circa 600 euro-, e non si tratta certo di dirigenti di grandi multinazionali, ma di semplici “impiegati commerciali” o “tecnici”, come diremmo in Italia).
In questo, e al di là di generalizzazioni di sorta, la realtà sociale lituana è, a mio parere, più rapida, dinamica e matura di quella del bel paese (certo, lo so: ci sono grosse piaghe sociali, come l’alcolismo, e tanti altri problemi). Ed ecco allora la delusione. Perché vivere e lavorare da cameriera in Italia, per uno stipendio pari o addirittura inferiore ad un salario medio lituano? D’altro canto, se in Lituania la tua donna porta casa 600 o 700 euro, e tu, magari, ne fai altrettanti, non è molto meglio? Certo. Lo è. E qualcuno questo lo ha capito, e ha davvero fatto bene i suoi conti. Questo momento di congiuntura ha colpito duramente la giovane Lietuva, senz’altro, ma la crescita raggiunta negli anni scorsi, nonostante le speculazioni e i dissesti, ha portato, a suo modo, anche progresso e benessere. Per la Lituania un piccolo momento di crisi come questo è un gioco da ragazzi, in confronto ai drammi del passato. E qui, nonostante la disoccupazione in crescita, c’è ancora spazio per chi ha una buona qualifica e voglia di fare.
E noi stiamo lì a guardare, a scrivere di loro sui nostri forum (sì, proprio come sto facendo io) a parlare di paesi dell’“Est”, ossessionati da questa espressione (quanti di voi sanno che Klaipėda ha la stessa latitudine di Copenaghen?). E, molto spesso, lo facciamo senza alcuna cognizione di causa, senza sapere che a volte parliamo di paesi che hanno ormai superato Grecia e Portogallo in quanto a reddito pro capite (E’ il caso dell’Estonia. Karim, nel titolo del suo post, parla di Paesi Baltici, dimenticando, forse, che l’Estonia è ben diversa, sotto ogni aspetto, da Lituania e Lettonia, che lì lingua e cultura sono piuttosto distanti da quelle lettone e lituana, e che, soprattutto, l’economia, nonostante la recentissima congiuntura, è cresciuta all’inizio di questo decennio fino a portare il reddito medio di un cittadino estone a 18 mila euro annui. Non facciamo di tutta un’erba un fascio!). Parliamo di “Est” e di Lituani, di quanto si stia bene in Italia, e quanto difficile sia in Lituania, senza sapere che i Lituani, dell’Italia e del suo mercato del lavoro, se ne infischiano.
Siamo ormai per loro, come per tanti altri paesi d’Europa, il paese del buon cibo, della cultura, della mafia, dei mammoni e del mandolino. Nient’altro. La Lituania, questa parte d’Europa che da 20 anni (20!) viene ancora definita in Italia un paese dell’ex Unione Sovietica, intanto, va per la sua strada, e persone come la “Signorina”, che così bene padroneggiano la nostra lingua (quando buona parte degli italiani, di Lituania e non, parlano sì e no un inglese degno di un profugo curdo) da noi non trovano spazio. Bene. Tanto che importa? La Lituania è un paese dell’”Est”… Sarà, ma allora, perché la nostra comunità in Lituania aumenta di anno in anno in maniera esponenziale? Perché Karim scrive questi post? E poi, sono davvero in tanti i connazionali che scappano dopo aver dichiarato bancarotta? La maggior parte degli amici che vivono qui (ndr.: tra cui lo stesso Karim, di cui apprezzo gli articoli più recenti e il ritrovato equilibrio:) sono qui da molti anni, e non paiono certo aver intenzione di andarsene. Un vecchio “amico” disse: “Ai posteri l’ardua sentenza…”.
P.s.: Karim, che noia, dopo aver scritto un messaggio così lungo (e dopo tanto tempo che non intervenivo sul tuo blog), doverlo spedire a pezzi! Non si può fare nulla?
Stammi bene, e a presto!
Ci sono tante realtà da analizzare prima di fare una generalizzazione sommaria. Cosa posso dire abbastanza sicuro è che l'Italia è abitata da giovani ignoranti che per varie cause vivono in casa ben oltre i 30 anni. In Lituania i ragazzi sono più intraprendenti, dinamici, conoscono più lingue, ma hanno anche le loro evidenti limitazioni.
Ci sono tante cose da dire, ma il paragone Italia – Lituania mi ha scassato le palle. Facciamo un bel paragone Berlusconi – Obama
Ci risiamo.Uno strano comportamento degli emigrati è quello per cui una volta lasciata la patria natia si comincia a denigrarla cercando un distacco il più velocemente possibile. Insomma sono loro così. Io me ne sono andato perché non son come loro. Si parte con la semplice lituanizzazione del proprio nome per finire con la solita litania di pizza e mandolino, guarda caso l'unico argomento che accomuna gli italians nel mondo dalle Ande al monte Fuji. Tuttavia è interessante notare che in Estonia non stanno poi così male con i loro 18 mila euro di reddito salvo poi omettere che è un paese sull'orlo della bancarotta. Si scopre anche che in Lituania i salari non sono poi così bassi e i lituani se ne infischiano del mercato del lavoro italiano. Sarà pure così ma di sicuro si preoccupano, e non poco, del loro mercato del lavoro visto il tasso di emigrazione (leggesi fuga). Il buon Fabricijus si dimentica di citare, oltre la sua gonfia busta paga, anche quante ore lavora al giorno e con quali tutele prevvidenziali. Se poi malauguratamente un giorno si ha bisogno di cure mediche che si fa? Si chiede asilo sanitario a Copenaghen visto che stanno sullo stesso meridiano?
Mi piace.. mi piace! Bravo Piero!
Secondo me ci vuole un equilibrio nelle cose,gli italiani saranno ridicoli e rozzi con la tv di Silvio Re del paese(in Lituania c'era pero' Valinskas al governo…),ma dove li mettete i forsas vestiti con le tute,con la musica a palla che esce dal cellulare,che vanno a bersi i bambaliai di birra nei parchi?Sono meglio dei nostri giovani abituati alla tv delle veline?Non scherziamo dai…Datemi pure del classico italiano arrapato,ma il motivo per cui sempre piu' italiani vanno in Lituania e' sempre il solito,chi per un avventura di una settimana,chi come me da piu' di un anno,chi come Karim con moglie e figlia a carico…Che poi tra questi ci sia chi si e' stabilito li' con una vita dignitosa e' fuori dubbio,ma non venitemi a dire che e' facile trovare lavoro in Lituania,come e' anche facile imparare la lingua(ho studiato latino e greco e so di cosa parlo),e continuo ancora a non capire tutta questa ostentata proudness dei lituani verso i paesi esteri,non e' che un paese come il nostro te lo schiodi con una scrollata di spalle e col dire me ne infischio di come vanno le cose qua,neanche gli americani possono permetterselo(quanti studentelli a studiare arte a Firenze…).Segue
Nonostante tutti siano pronti a mettermi in croce continuo ancora a pensare che sia piu' facile per una lituana inserirsi da noi che il contrario,visto che si parte sempre dall'equazione Lituania=fidanzata,ed escludo da questo discorso quelli che sono andati li' per imprendere,a prescindere dai legami.Si parla sempre di queste lituane deluse dall'Italia,ma a mio parere manca l'elasticita' mentale,come l'italiano che al Cili Pizza vuole trovare la pizza come alla Bella Napoli.Parlando poi di stipendi,ribadisco che e' piu' facile passare da litas ad euro,che non il contrario.Ragionando anche in termini di emigrazione poi,rispetto alla lira,si puo' dire che hanno sempre preferito la corona svedese e la sterlina,chiamali scemi…
Metto un pò di pepe coma fa Mourinho.
Karim (quello vero) tu hai proposto un paragone Berlusconi Obama: evabbene facciamolo questo paragone.
Io asserisco ch Berlusconi ha molte più palle sia di Obama che di Bush, e di Bill Clinton.
Berlusconi ha creato un impero finanziario solo con le sue forze, si è candidato nel '93 e in due mesi ha vinto le elezioni.
Obama, prima di governare, non aveva fatto niente di più rilevante degli ultimi predecessori (prima di essere eletti). Eppure in molti già lo avevano canonizzato ai tempi delle primarie. A me Obama piace, piacciono alcune scelte che ha fatto in politica estera, ma attendo ancora per analizzare meglio il suo operato.
Bush non ha fatto i soldi da solo: discende da una famiglia di ricchi petrolieri texani questo ha facilitato la sua ascesa in politica. E' stato anche aiutato dal fatto che il padre è stato presidente prima di lui. Ad ogni modo non è tanto scemo o pazzo non lo è, se è stato eletto per ben due volte. Aggiungo, a scanso di equivoci, che condanno la guerra in Iraq.
Metto un po' di pepe: secondo me Silvio è meglio di sia di Obama, sia di Bush e Clinton.
Silvio ha creato un impero finanziario solo con le sue forze e, candidtosi nel '93, ha vint le elezioni in due mesi. I tre americani non reggono il confronto.
Obama non ha fatto nulla di eclatante prima di essere eletto, eppure era già stato canonizzato sulla base di semplici passerelle in campagna elettorale.
Tuttavia
A me piace Obama e piace il modo con il quale sta gestendo alcune questioni di politica internazionale. Sono curioso e fiducioso per il suo futuro, da cui dipende anche il nostro.
Bush, discendente da una famiglia di petrolieri texani e figlio di un presidente, si è trovato la strada spianata.
Al di là della guerra in Iraq, che condanno, secondo me tanto incapace non è, se gli americani lo hanno votato ben due volte.
Clinton, prima di insediarsi alla casa bianca aveva avuto un'ottima carriera sia da studente che come politico. E' stato anche lui eletto per ben due legislature.
Piero come stai? sei sparito! Sono ansioso di risentiri su skype! Fatti sentire! Un saluto
si con le forze dei soldi della mafia e della p2 , ma vatti a leggere qualche libro …
discorso su bush : forse nn ti rendi conto che era solo un fantoccio mosso dalle corporation ammeregane di cui ha fatto gli interessi , o meglio il pool di falchi che lo gestivano , ricordiamoci quando li chiesero se sapeva chi erano i talebani , pensava fossero un gruppo musicale , non dimentichiamoci che come imprenditore , legi arbusto , ha fatto buchi nell'acqua da antologia , ma che cazzo di giornalista sei?
E gli americani erano tutti scemi, perchè lo votavano, vero?
Poi quando votano Obama o Clinton l'America torna ad essere un grande esempio di democrazia
Era il periodo della paura. Quando si governa un paese con la paura è ovvio che al governo ci vada gente come Bush. Sbaglio?
Non fa una grinza. Ciò però non vuol dire che la gente sia stata plagiata, come dice qualcuno.
Si è sentito di tutto: che Al Qaeda non esiste, che è stato Bush a ordinare di far cedere gli aerei, che gli amercani si sono fatti plagiare dalle televisioni.
La gente non se la beve. Questo tanti giornalisti presuntuosi non l'anno capito.
Le persone comuni sanno bene quello che fanno, e sanno anche che Obama non ha alle spalle i boy-scouts, ma lobby potenti e losche quanto quelle dei repubblicani
errore di fretta: "non l'hanno capito"
La provocazione è riuscita. Usare Berlusconi e Bush per accendere un dibattito funziona sempre
Vorrei specificare una cosa, prima di lasciare la parola agli altri:
io sono contro Bush e la guerra in Iraq, e sono a favore di Obama e della sua politica della distensione. Quanto a Berlusconi, c’è di meglio e di peggio.
Bisogna intendersi però: non è mai tutto bianco o tutto nero.
Se gli imprenditori pagano fior di quattrini per le campagne elettorali dei politici non è per simpatia, ma perchè, ad elezione avvenuta, avranno qualcosa in cambio. Obama ha ricevuto miliardi e miliardi di dollari di finanziamenti, sia per le primarie, che per le presidenziali: anche lui non nè un santo, nè fa eccezione a questo meccanismo.
Il mondo si è sempre retto su equilibri tra potenze statuali in lotta fra loro, sarebbe bello risolvere tutte le questioni tra gentiluomini e alla luce del sole, ma la realtà dei fatti è un’altra.
e perche non l'hanno rivotato ? oMeglio non hanno rivotato i repubblicani? Forse perchè si son resi conto della cazzata? Ti ricordo poi che gli amenricani nn han votato in toto Bush ..giusto na precisazione , se poi facciamo un parallelo con l'italia , chissa come mai berluscazzi è ancora li nonostante sia un gaglioffo…
a russo sei il nonplusultra del cerchiobottista , intriso di luoghi comuni , ma che caz di giornalista sei ?ribaidisco …
C'e' di peggio di Berlusconi ? Si certo , Larussa, Gasparri , Cesa, Brunetta etc..c'e' un ampio campionario a disposizione tra le fila del Pdl , io preferisco Bersani chissa' perche'….
A dire il vero G.W. Bush fu eletto a novembre del 2000, quando ancora, su questo suppongo siamo tutti d'accordo, non era "il periodo della paura".
Perché non hanno rivotato i repubblicani? perché negli USA la gente non vota per appartenenza ideologica come da noi, ma -GOP o Dems- sa di potersi fidare di chiunque vada al potere.
In lizza c'erano Obama e McCain: entrambi candidati degni; il primo giovane, bello ed …eloquente
ha avuto in dono dalla sorte il crollo della borsa al momento giusto, mentre il secondo, in quel momento, ha esitato.
Gli Americani hanno votato pensando all'economia in un momento di paura per il futuro. E come ha scritto il Wall Street Journal il loro voto è stato un "Leap of Hope" (in inglese "leap of faith" vuol dire "atto di fede"): http://online.wsj.com/article/SB12256730527319170...
PS: perché Berlusconi è ancora al potere? semplice: a prescindere dal giudizio su Berlusconi, tu lo daresti il paese in mano a Veltroni o a Franceschini? tu gli faresti gestire l'attuale crisi economica?
si vai a dirglielo a un sudista della virginia di votare democratico (magari un negro , eh ) , vedi che ti risponde , hai giusto 5 min prima che prenda il suo fucile dalla rastrelliera per forellarti il deretano , atto di fede …cazzo c’entra col pragmatismo della politica? Franceschini no , infatti parlavo di Bersani , ma sei come la tipa che c’era da santoro che parlava a machinetta senza accettare il contraddittorio , mente obnubilata dalle cagate pseudo -ideologiche , mica ad impasticcarsi eh , lei fa i ciclostilati …bavaffanculova
1. "sudista della virginia" – Se intendi dire che in Virginia non voterebbero mai per un nero, mi limito ad osservare che Obama nel 2008 ha vinto anche lì: United_States_presidential_election_in_Virginia,_2008#Results
2. "atto di fede" – il WSJ in realtà l'ha definito un "atto di speranza" e non di "fede" (rileggi meglio ciò che ho scritto). Gli Americani hanno votato con in testa la paura della recessione, di perdere il posto di lavoro, etc. E Obama prometteva il "change we need".
3. Franceschini o Bersani – pragmaticamente gli Italiani, alla luce dell'esperienza del governo Prodi, non hanno ritenuto credibili le candidature presentate nel 2008 (prima il governo Marini, poi il governo Veltroni). Così come non ritengono credibile un governo Franceschni. Il che è la ragione per la quale Berlusconi è ancora saldo al potere.
Un governo Bersani? Forse, ma in primo luogo ancora non sappiamo come voterà la gente alle primarie del PD, e in secondo luogo pare di capire che se Bersani le vincesse, il PD non cercherà più di essere il partito maggioritario, ma solo uno degli alleati del centro-sinistra, e non quello che necessariamente esprimerà il candidato premier.
4. "la tipa che c'era da santoro" – non ho visto il programma, quindi non so a cosa ti riferisci. Ad ogni modo, se c'è uno che qui parla a macchinetta senza accettare il contraddittorio e mandando gli altri in quel posto, non sono io…
Ma ci sei o ci fai ?
rileggi quello che hai scritto tu , piuttosto lo hai definito atto di fede , ora che fai ti rimagni il tutto ?
Allora non hai capito …sei gnucco…ma lo capisci che franceschini è un segretario di inter regno e che alle primarie prossime sicuramente sara' Bersani a vincere ? Vedrai …
pare di capire…mi pare che tu non abbia capito na mazza , va be ciao …ato di fede , spes e caritas
1. Ho scritto che per il Wall Street Journal il loro voto è stato un "Leap of Hope". Poi ho cercato di spiegare cosa tale espressione significhi.
Perché "Leap of Hope" non è una normale espressione in lingua inglese, ma un gioco di parole che richiama l'espressione "leap of faith" (che significa "atto di fede").
Sostituendo la parola "hope" alla parola "faith" il WSJ ha inteso dire che gli elettori hanno votato Obama nella speranza che questi sia capace di inventarsi qualcosa di diverso per tirarli fuori dalla crisi, pur se non esistono elementi concreti nel suo programma che giustifichino tale speranza.
2. Io non ho mai detto che sarà Franceschini a vincere. Ho detto che ad oggi non sappiamo cosa voterà la gente ALLE PRIMARIE. Sappiamo che Bersani ha la netta maggioranza AL CONGRESSO, ma al congresso votano solo gli iscritti (dove i DS sono maggioranza), mentre alle primarie chiunque può andare a votare, e io non sono un sondaggista.
Comunque sia, anche dicendo che vincerà Bersani, è evidente (basta leggere i giornali) che lui e D'Alema stanno cercando di allearsi con l'UDC di Casini, e che prefigurano un governo guidato da…
ed infatti:
9 – BERSANI, SEGRETARIO PD NON AUTOMATICAMENTE CANDIDATO PREMIER
(Adnkronos) – "Il segretario del Pd non e', in automatico, il candidato premier'. Lo afferma Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd, nel corso della rubrica settimanale di Gr Parlamento "60 Minuti", condotta dal direttore della Divisione Radiofonia della Rai, Bruno Socillo. 'Quando parliamo di alternativa di Governo parliamo di un partito che pensa di crescere lui stesso, promuovendo una grande alleanza di centrosinistra -prosegue l'ex ministro- In quel quadro vanno poi considerate le candidature a premier. E al giorno d'oggi il candidato premier va scelto vincente. Puo' essere benissimo il segretario del Pd, ma puo' essere anche un'altra personalita'. E questo e' nell'andamento delle cose nuove che ci ha portato il bipolarismo, che va riaffermato, riconfermato, ma non confuso con il bipartitismo'.
* * *
che tradotto dal politichese all'italiano significa che se Bersani vincerà le primarie, si limiterà a fare il segretario del PD, mentre il candidato premier sarà un altro.
guidato da …finisci la frase …
scommettiamo che Bersani sara' il prox pres del consiglio e casini non entrera' in alcuna alleanza con il PD ?
casini ….bono quello , il cattolico tutto d'un pezzo , che pero' s'e' diviso , vabbe' per lui c'e ' la sacra rota e sta con la figlia di un "gentiluomo" , che lasciamo perdere ….va …è meglio
IMPRESENTABILE
kali,
io non sono un veggente, e nella politica italiana in futuro può succedere di tutto, anche che Bersani divenga presidente del consiglio.
per ora tutto ciò che è certo è che il PD ha circa il 26%, e che gli manca un 25% per essere maggioranza. e quei voti:
1. o li strappa ad altri,
2. o si allea con chi quei voti li ha,
3. o un mix delle due cose.
la differenza fra Franceschini e Bersani è che il primo crede in un progetto basato sull'ipotesi 1, mentre il secondo crede nell'ipotesi 2.
l'ipotesi 2 significa una grande alleanza dall'estrema sinistra fino al centro di Casini di cui il PD sarebbe solo uno dei partiti, e non necessariamente quello principale. ed infatti:
* * *
9 – BERSANI, SEGRETARIO PD NON AUTOMATICAMENTE CANDIDATO PREMIER
(Adnkronos) – "Il segretario del Pd non e', in automatico, il candidato premier'. Lo afferma Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd, nel corso della rubrica settimanale di Gr Parlamento "60 Minuti", condotta dal direttore della Divisione Radiofonia della Rai, Bruno Socillo. 'Quando parliamo di alternativa di Governo parliamo di un partito che pensa di crescere lui stesso, promuovendo una grande alleanza di centrosinistra -prosegue l'ex ministro- In quel quadro vanno poi considerate le candidature a premier. E al giorno d'oggi il candidato premier va scelto vincente. Puo' essere benissimo il segretario del Pd, ma puo' essere anche un'altra personalita'. E questo e' nell'andamento delle cose nuove che ci ha portato il bipolarismo, che va riaffermato, riconfermato, ma non confuso con il bipartitismo'.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/artico...
* * *
che tradotto dal politichese all'italiano significa che probabilmente non sarà Bersani a guidare un ipotetico governo di centro-sinistra, ma qualcun altro.
se vuoi capire chi, leggi Dagospia
kali,
non essendo un veggente, non posso dirlo. e oltre a ciò molte cose possono accadere. financo che Bersani divenga primo ministro.
ma ora è improbabile. il PD ha il 26% dei voti: gliene manca un altro 25.
o lo strappa ad altri partiti (ipotesi auspicata da veltroni e Franceschini), o si allea con chi i voti li ha (ipotesi auspicata da D'Alema e Bersani).
se Bersani vince infatti:
9 – BERSANI, SEGRETARIO PD NON AUTOMATICAMENTE CANDIDATO PREMIER
(Adnkronos) – "Il segretario del Pd non e', in automatico, il candidato premier'. Lo afferma Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd, nel corso della rubrica settimanale di Gr Parlamento "60 Minuti", condotta dal direttore della Divisione Radiofonia della Rai, Bruno Socillo. 'Quando parliamo di alternativa di Governo parliamo di un partito che pensa di crescere lui stesso, promuovendo una grande alleanza di centrosinistra -prosegue l'ex ministro- In quel quadro vanno poi considerate le candidature a premier. E al giorno d'oggi il candidato premier va scelto vincente. Puo' essere benissimo il segretario del Pd, ma puo' essere anche un'altra personalita'. E questo e' nell'andamento delle cose nuove che ci ha portato il bipolarismo, che va riaffermato, riconfermato, ma non confuso con il bipartitismo'.
che tradotto dal politichese all'italiano significa che lui vede il PD come uno dei tanti partiti di centro-sinistra, e che qualcun altro guiderà un ipotetico governo di centro-sinistra.
più chiaro di così…
PS: posso capire che non ti piaccia l'UDC di Casini (e di Cuffaro), ma è quello che passerà il convento.
Wow, mi sento proprio onorata per la risposta che è diventata un post nonché per la captatio benevolentiae che ha causato in me come minimo un sorriso di gratitudine
e ti rispondo con uno altrettanto valido: potrei darti ragione per piu o meno tutte le tue risposte ammesso che ciò possa essere una questione di "verità". tuttavia…il paragone tra la realtà italiana e quella lituana è inevitabile: non sto facendo un sondaggio a livello mondiale coi criteri oggettivi bensì una cosa assolutamente naturale: sono due mondi che io presumo di conoscere (anche se non essendo un sociologo o un antropologo dovrò sempre ammettere una forte frammentarietà di codesta
conoscenza) , di vivere, di percepire ed è a partire da essi che si forma il mio piccolo mondo con le sue piccole particolarità. E anche tu sei soggetto a questa piccola "trappola", d'altronde tante delle tue considerazioni sono state possibili proprio grazie al paragonare tra i due paesi in questione. Poi, quante volte la tua prima impressione riguardo qualche comportamento "lituano" sarà stata del genere: ma loro sono pazzi, fanno queste cose, mentre io sono cresciuto con un pensiero opposto? Almeno io l'ho fatto spesso e lo continuo a fare senza però nessun senso di superiorità (questo sì che è un rischio grosso), anzi…mi sono anche divertita cercando di capire il modus operandi dei giovini (e non) italiani
detto questo vorrei tornare al tema principale di ambedue i tuoi post. Qui bisogna fare una distinzione tra i vari tipi di lavoro. é verissimo il fatto che se io voglio guadagnare tanti soldi facendo un lavoro non qualificato faccio le valigie e vado via dalla lituania, e con la crisi la situazione è ancora peggiorata in maniera vergognosa. è per quello che ci sono state le ondate, o meglio, le inondazioni dei lituani verso i paesi come inghilterra, irlanda, norvegia ecc. Nella stessa Italia lavorando in un bar anche part-time uno prende intorno ai 800 euro (solo che nessuno ti lascia la mancia
) il che basta per l'affitto e per le spese necessarie. Se, invece, io cerco un posto in un'agenzia di traduzioni, in una cricca degli informatici matti, in uno studio legale anche solo per uno stage (pagato!), in un tg, in una banca, in un'agenzia di consulenza ecc ecc anche al terzo-quarto anno degli studi ciò non è impossibile ottenere in un paese come lituania, anzi, da noi per tante specializzazioni è obbligatorio svolgere uno stage relativo agli studi. Ora, in questo particolare momento è fermo tutto e dappertutto, indi soffrono sia le imprese che le forze di lavoro (e anch'io mi sto ponendo questa domanda filosofica su come inventare i soldi per i prossimi mesi quindi non è che sono tra i fortunati in questo periodo), ma non cambiano le priorità e credo neanche la fiducia nelle possibilità. In Lituania io posso almeno sperare di riavere un giorno le ordinazioni come lo è stato prima della crisi, mentre scusami per lo scetticismo ma non credo che io possa trovare un posto simile in italia.
Poi, non puoi non sapere che se un giovane in Lituania di 25 anni vive ancora coi suoi genitori, non lavora, forse addiritura non è ancora laureato, egli viene considerato un fallito, un giudizio alla base del quale opera la convinzione che se uno ha due "zampe" ed è sano allora è in grado di prendersi la cura di sé, anzi, è un suo dovere. Ora, io non condivido questo pensiero semplicemente per la parola "fallito", dato che è un giudizio che non comprenderà mai e continuerà a scartere anche le persone che invece di una totale indipendenza economica scelgono di seguire una loro passione (per es. gli studi al conservatorio o un'attività simile). Ma l'indipendenza mentale ci deve essere. E io purtroppo non sempre la vedo qui in Italia. Quindi io aiuterò, sì, la mia figla se ne avrà bisogno, ma quando compierà 18-20anni le dirò che lei deve voler un giorno lasciare la casa dei suoi genitori, lei deve voler saper fare le cose e farle, lei deve cercare, osare e saper improvvisare anziché perdersi in una situazione nuova. Mi risulta incomprensibile che un uomo di 25-30 anni e in sù per esempio possa andare dal medico per il mal di pancia con la sua mamma accanto, sono tollerante quanto vuoi, ma quando è troppo è troppo, anche perché un uomo così per me è uno che non conosce se stesso, che non conosce o non si fida delle sue sensazioni e via dicendo. Mi piange il cuore quando vedo gli studenti italiani che ci mettono 6 anni per laurearsi buttando via 2000 euro dei loro genitori e poi mi parlano di come debba essere il mondo "ideale". E potrei fare un elenco lungo lungo…ma è un altro argomento. solo che riguardo quel 70% degli italiani, una cifra che ho "inventato" contando quanti italiani di quelli che io conosco hanno un lavoro o vogliono avere un lavoro, mi sembra un po una presa in giro verso tante altre persone che non potrebbero emigrare in un paese straniero con la copertura fiscale per 6 mesi
o mio dio, ho notato solo dopo aver pubblicato che il mio commento è lunghissimo, senza capo né coda e alquanto logorroico
scusami
sarà che sono leggermente sfatta
Non ti preoccupare, mi ha fatto molto piacere leggere la tua risposta! Grazie.
Ho letto il tuo commento con molto interesse. Rinnovo i complimenti per l'Italiano che purtroppo è migliore di tanti italiani che hanno commentato su questo blog. Dico purtroppo perché questa è la conferma che l'Italia è popolata da giovani "in media" un poco ignoranti.
Lavoro, mentalità, cultura… hai scritto tante cose tutte molto vere soprattutto per quanto riguarda la permanenza infinita a casa con mamma e papà. Io ho un amico che ha 30 anni e vive ancora con sua madre e suo padre, guadagna abbastanza per andare a vivere da solo, spende un sacco di soldi e non ha una fidanzata. Anche questa è una mentalità nuova, divertirsi, poche preoccupazioni, pranzo e vestiti pronti, purtroppo è vero, ma è anche vero che esistono tanti ragazzi che emigrano e che non sono disposti a fare una vita del genere. C'è anche da dire che andare a vivere da soli non è incoraggiato in Italia, trovare un appartamento piccolo che costi poco è molto difficile. So che invece nei paesi scandinavi "l'uscire di casa" a 18 anni è incentivato non solo a parole.
In pratica il mammone che rimane in casa lo fa un po' per convenienza e per pigrizia ed un poco per necessità, almeno è quello che ho notato io. Diciamo però che piuttosto che tirarsi su le maniche il giovane di oggi rimane addormentato a casa e se vuoi trovare qualcuno a cui dare una colpa, guarda sempre la mamma!
Signorina complimenti per l'italiano.!!!Ci sono tanti italiani che hanno tanta difficoltà con la propria lingua(compreso me che sono laureato)ma te lo scrivi perfettamente.Hai centrato bene le varie realtà italiane, ma l'italia è un paese così variò (in città in città)che spesso è difficile fare una regola generale..
continuo a pensarla allo stesso modo,a.russo è un personaggio"scomodo" in questo blog perchè è uno dei pochi che ragiona con la propria testa e ha molta personalità,quando leggo commenti tipo quelli di kali mi sembra che in italia abbiano clonato un esercito di robot programmati tutti per dire le stesse identiche cose,bravissimi ad arrampicarsi sugli specchi!ricapitoliamo:berlusconi sempre al centro della scena"il demonio",prima i robot votano d'alema individuandolo come il messia,poi idem con rutelli,prodi,veltroni,franceschini,adesso bersani,marino,etc.etc.e il demonio è sempre li!!!!ma chi è il vostro leader?????chi sarà il prossimo,beppe grillo?wow!
Andrea Russo non è scomodo, anzi a me fa molto piacere leggere i suoi interventi sul mio blog e bisogna dire sinceramente che sono gli interventi come i suoi che danno un valore particolare a karimblog.net.
Cio, personalmente io non sono simpatizzante di Berlusconi, Lega Nord e tutto ciò che ora rappresenta il governo di maggioranza, non sono un robot e sono consapevole che la sinistra italiana vale nulla. Il ragionamento che trovo sbagliato è dare valore alla destra sparando ai morti della sinistra. Penso che berlusconi sia un imprenditore particolarmente furbo e con doti ineguagliabili di leader politico, ma sempre secondo me, non è il leader del paese dove vorrei vivere. Secondo me Berlusconi è un gran contaballe e gran opportunista.
piccola incomprensione!karim non mi riferivo a te,tu la pensi in maniera differente rispetto a me e sarei un dittatore se odiassi tutti coloro che non la pensano come me.anzi non ci sarebbe gusto a discutere se tutti la pensassimo allo stesso modo,ho molti amici di sinistra,molti di destra e molti indifferenti,quello che non sopporto è il vizio di molte persone di non accettare i pareri altrui e parlare a vanvera!io sono simpatizzante del pdl ma non ho problemi ad ammettere che non condivido molte cose di questo governo e probabilmente chiunque governerà farà sempre qualcosa di non mio gradimento,penso sia una cosa normale!io penso che ci siano tanti stupidi di destra,sinistra,centro etc. e viceversa,disilludiamoci perchè è vero che il b. non è un santo quanto è vero che non sarà bersani a cancellare tutti i problemi dell'italia,capisci cosa voglio dire?siamo un paese altamente democratico,rispettiamo chi la pensa diversamente da noi senza dare sentezze ed etichette cosi tanto per parlare!ciao
Io non me la sono presa. Tutt'altro. Ho solo esposto il mio parere.
Se vuoi sapere la mia, non sarà mai un politico a salvare gli italiani, ma solo un cambio di mentalità collettivo.
la penso cosi anche io,a dimostrazione che anche due persone dalle idee differenti possono trovarsi d'accordo,perchè siamo tutti e due sufficentemente intelligenti da superare certe barriere!a gente come kali dico:sinistra=buoni,destra=razzisti,fascisti,criminali……ecco cosa intendevo per robot!
Signorina/o secondo me, scusa il dubbio forte, ma non se lituana. Conosci troppe parole che solo uno che ha frequentato le scuole italiane in può sapere.
Comunque ciò non è rilevante perchè hai espresso delle considerazioni giuste.
Se a trent'anni un italiano non esce da casa di mamma è colpa sua, non del governo o dello zodiaco.
Questo è per Signorina
http://www.youtube.com/watch?v=PnjBWEEQS9Q
cio , volevo dirti …m vaffanculo …detto questo , i robot come li chiami tu sono sopratutto nelle vostre fila di gente che nn sa discernere , gente che grazie ai vari condoni , ultimo lo scudo fiscale devono solo gioire , testa di pazzo , dei decreti bersani ne hai usufruito anche tu , coglione , io che cazzo ho avuto da 10 anni di berlusconi ?
Kail, io ti capisco, so di cosa stai parlando e capisco la tua incazzatura però comportarti così ti mette in cattiva luce, non ti aiuta, ma soprattutto non cambia le cose. Mandare a fare in culo chi è pro berlusconi penso sia di dubbia utilità.
sicuramente …ma è tanto liberatorio ….
ti assicuro karim che c'e' gente che nelle ultime tornate ha votato PDL perchè il Milan ha acquistato ronaldinho ….sai che ti dico …per certa gente ci voleva stalin e i suoi gulag altro che poi dare del comunista …
il problema è che in italia il voto è appannaggio di gente che a fatica distingue il giorno con la notte , non si informa e ha la testa farcita dell ultimo reality e dei suoi guitti …mi sono anche un po' rotto il CAXXo di questa gente , scusa lo sfogo
ahaha ti ringrazio per i complimenti, ma devo deluderti: sono lituana sebbene con un forte innesto slavo ![]()
riguardo le colpe…stavo per dire che in Italia non esiste la politica giovanile (con questa intendo il programma del governo attuato nei confronti dei giovani), ma se ci penso meglio essa è alquanto debole anche in Lituania, quindi saranno le differenze tra le due società (semplifico pur essendo consapevole dell'eterogeneità irriducibile all'interno della stessa società "italiana"), tra le interazioni tra i vari ceti sociali e in generale il ruolo di essi assieme alle particolari esperienze storico-culturali a creare i contenuti di alcuni concetti che solo apparentemente sembrano di rimandare ad un'origine comune (per es., famiglia, individuo, lavoro, felicità, alimentazione, religione, amicizia, uomo-donna ecc ecc) nonché a causare la logica di tanti comportamenti "giovanili"
grazie! comunque leggo anch'io la Gazzetta dello Sport
peccato io non possa risponderti con qualche video sui "buduliai" (non so se sai il lituano..), un'ampia parte della popolazione maschile lituana, tra l'altro in continua crescita esponenziale…
Capisco tutto, ma non c'è da incazzarsi. Il governo italiano rispecchia la mentalità del popolo italiano.
bella mentalita' di minchXX … comunque NON E' la mentalità di tutti gli Italiani …deo gratias …
Vedi.. basta aspettare. Il lodo Alfano è stato bocciato per illegittimità e, aggiungo io, INUTILITA'. In silenzio, piano piano, le cose si metteranno a posto.
Pienamente d'accordo. Il lodo alfano era una cosa disonesta come lo scudo fiscale.
Beh quello che dico io e' che non mi sembra che tanti giovani indipendenti in Lituania abbiano fatto poi quel gran salto di qualita',non so cosa ci sia di divertente nel vivere da soli,senza nessuno,preferisco il calore della mia famiglia…Penso che molti scappano di casa perche' ci stanno male,frustrati nel non essere liberi.Nn posso dargli torto,ma se uno ci sta bene,non vedo perche' considerarlo un fallito.Penso che in Lituania il problema sia che uno in casa coi genitori oltre i 20,e' una bocca in piu' a tavola,come quando in Italia uno faceva il prete,l'altro il soldato,per non gravare troppo sul bilancio di famiglia.Questo per l'aspetto economico,per l'aspetto umano,noto che gia' si parla poco nelle famiglie italiane,figuriamoci nelle famiglie lituane,dove nessuno chiede mai niente,c'e' semplicemente una cultura della famiglia diversa
Scusami, giusto per capirci, è una tua opinione o hai avuto un'esperienza diretta?
Non so se sia rilevante il discorso sulla quantità del calore distribuita in una famiglia. La maggior parte dei giovani in Lituania lasciano la casa dei loro genitori anche per il fatto che abbiamo 3-4università in 3-4città quindi se uno vuole studiare egli è costretto a diventare indipendente. Tra l'altro da noi non esiste la parola "pendolare", nonostante le distanze tra le città e/o i villaggi siano appena percettibili (confrontandole con quelle italiane) solo le matricole tornano a casa per i weekend e ciò solo nei primi mesi degli studi. poi uno semplicemente comincia la sua vita ma noon credo che ciò tolga qualcosa all'amore per i genitori e per la casa nativa. Poi, cosa dire di quelli (non pochi) che hanno scelto le università all'estero?
sul non chiedere mai niente…mah…ho lasciato la casa dei miei all'età di 20 anni poiché avevo le abitudini diverse e mi rendevo conto di provare la mancanza della cosiddetta libertà a mio avviso un segno necessario di indipendenza mentale. tuttavia sono in ottimi rapporti coi miei, nessuno mi sorveglia o controlla, tutt'altro, vogliono solo sapere che io stia bene e se sono in grado aiutarmi quando ne ho bisogno.
riguardo la presunta solitudine…beh il mio piccolo frammento della realtà che conosco mi sta sussurando all'orecchio che molti dei miei amici a partire dall'età di 23-25 anni hanno trovato anche la loro parte migliore, e posso garantire che al contrario di quanto sia scritto nel post di John si rimane a vivere nella casa dei genitori proprio quando non si hanno i mezzi per poter vivere separatamente, soli o con il/la fidanzato/a.
Signorina cara, se ti prendi la briga di dover rispondere ad ogni persona che agonizzante partorisce un commento, cara mia rischi di impazzire!
grazie per la preoccupazione ma non corro questo rischio, sono gia abbastanza impazzita
cmq hai ragione, spesso non faccio differenza tra i discorsi che in realtà dovrebbero essere affrontati in maniera diversa
Ormai è tanti anni che curo il mio blog e ti posso assicurare che si rischia di prendersi dei grossi mal di pancia… Buon WeekEnd!
Rispondo a Karim e a Signorina in una volta,cosi' semplifichiamo:Karim,io parlo per esperienza diretta riguardo a quello che ho visto conoscendo i lituani e la Lituania dal 2007 ad oggi,non avro' certo la tua esperienza,ma non sono nemmeno uno di quelli che e' stato li' per il pelo un paio di volte e basta,in questo tempo mi sono fatto questa idea,ecco….E Signorina,quando dice che se ne andata di casa a 20 anni perche' provava mancanza di liberta',non fa' altro che avvalorare la mia tesi che molti,vanno via giovanissimi da casa perche' ci stanno male,e non solo economicamente…Del resto questo succede anche in Italia molte volte,e' normale che se uno non puo' esprimere se stesso se ne va,come e' normale che lo studente fuori sede,vada fuori casa quando comincia gli studi.
Mi permetto pero' di fare un piccolo appunto su quanto puo' costare la vita in una metropoli come Milano o Roma,Signorina pensa che sia cosi' semplice a 25 anni andare via da casa e permettersi:affitto e bollette,cibo,un'auto e magari qualche extra per vestiti,uscire la sera,e cavolo le ferie le daranno al lavoro,anche una vacanza all'anno?…Forse e' piu' facile andare via quando in una famiglia hai poco oltre a vitto e alloggio.In Italia molti ragazzi vivono bene in famiglia,col costo della vita non e' semplice lasciare invariato il tenore di vita che uno aveva in famiglia senza farsi dare una mano dai genitori,tuttavia se io fossi padre e mio figlio avesse bisogno di una mano non troverei cosi' scandaloso aiutarlo,in Lituania c'e' un altra mentalita' perche' purtroppo molte famiglie non hanno la disponibilita' per aiutare i figli,che non peggiorano certo la loro situazione se se ne vanno da casa……
la mia tesi che molti,vanno via giovanissimi da casa perche' ci stanno male,e non solo economicamente…
La Lituania è un paese povero, non ha le possibilità e i mezzi che possono avere l'Italia o altri big d'Europa. Vivere in un paesino lituano vuol dire non avere nessuna possibilità.
noto che gia' si parla poco nelle famiglie italiane,figuriamoci nelle famiglie lituane,dove nessuno chiede mai niente,c'e' semplicemente una cultura della famiglia diversa
Per caso parli lituano? La più grande barriera tra noi italiani e i lituani è la lingua. Non pretendere che i lituani siano cordiali, gentili e calorosi se non sai parlare il lituano. Ormai c'è la convinzione ben consolidata che i lituani siano dei robot freddi e senza sentimenti. Tutte balle! I lituani sono esseri umani con dei sentimenti come tutti gli uomini di questa terra e, se non lo danno a vedere al primo italiano pseudo anglofono, non vuol dire che siano tutti degli stronzi.
e chi ha detto che sia facile? lasciando la casa dei miei sapevo perfettamente che avrei dovuto rinunciare a quel "extra per vestiti" e soprattutto alla mia grande passione per i viaggi che tra l'altro è "sospesa" ormai da anni. i miei sono una famiglia benestante, anche se la crisi si è fatta sentire parecchio. mentre io adesso vivo in italia e l'altroieri ho scoperto di essere considerata sotto la soglia di povertà
date le spese che posso permettermi per il cibo e per quasi nient'altro, poiché non ho più le ordinazioni come lo era prima della crisi. perche sto raccontando ciò? perché voglio dire due cose: 1) so che i miei non mi lasceranno mai senza un soldo per l'affitto e per il cibo, tuttavia mi quasi vergogno chiedere a loro i soldi per quegli extra, loro hanno lavorato per tutta la loro vita per avere quello che hanno adesso, hanno potuto permettersi qualche viaggio solo dopo anni di lavoro (anche se anche loro avevano l'appoggio dei loro genitori, dalle provviste di conserve casarecce all'aiuto con noi (io e mia sorella) piccole) e quindi sanno il valore delle cose. b) non è la povertà sola a spingere a lasciare la propria casa, ti assicuro. poi, se dopo due anni di vita indipendente il figlio comincia a guadagnare piu soldi dei suoi genitori ovviamente li aiuta. ecco, vedi abbiamo questa fiducia che uno all'età di 24 anni possa guadagnare più dei propri genitori e che ciò non è nessun dramma di che ne so, gioventù persa o depressa…la grinta e la volontà le hanno i giovani stessi, si annoiano se devono stare a casa a leggere due manuali al mese per dare quattro esami all'anno. preferiscono leggerli in una notte prima dell'esame dedicando il loro tempo piuttosto alle opportunità che la vita offre
Non parlo lituano da poter sostenere una conversazione,faccio solo il confronto tra quello che succede in molte famiglie di italiani che conosco,e quello che succede in famiglie di lituani,non voglio entrare nel merito di come sono nei confronti di noi italiani,io non mi lamento di certo del mio rapporto con i lituani,dico solo che in molte famiglie parlano poco tra loro,e non del piu' o del meno,ma di problemi grossi,non discutono certo come facciamo noi italiani tra di noi,e' una cosa interna a loro,per contro so anche le possibilita' economiche che hanno le famiglie,e li rispetto nella loro dignita',non volevo certo fare un altro confronto Italia-Lituania,solo rispondere a chi pensa che i ragazzi italiani siano tutti inetti,mentre i giovani lituani tutti indipendenti,felici e realizzati,ammesso che questo sia vero(per me no,opinione personale),volevo almeno parlare dei fattori economico sociali dietro a questa differenza,pur non volendo sentirmi superiore a nessuno
La convinzione che i Lituani siano senza sentimenti è chiaramente una semplificazione e come tale va presa. Dopo tutto già parlare di esseri umani come fai tu presuppone una generalizzazione. Se accettiamo questo non mi pare così strano dire che i Lituani siano freddi e i latini caldi. La barriera linguistica mi pare più un escamotage, la classica giustifiazione illusoria. Se è vero che un italiano non parla lituano è pur vero che una lituana non parla una sola parola di italiano. Il risultato finale è il medesimo? La risposta è NO. La lingua è un modo per comunicare ma è un modo non IL modo. Prima di pensare al mezzo bisogna vedere se si ha qualcosa da comunicare. Qua sta la differenza. E tutto questo si ricollega alla generalizzazione iniziale. Di sicuro i Lituani provano forme di sentimento ma non le sanno capire, non le sanno gestire e gli danno poca importanza quindi non le trasmettono. La nega zione del sentimento è una costante in qualunque rapporto interpersonale nei miei 10 anni in Lituania. Adesso a mente fredda riesco ad analizzare meglio le situazioni.L’amore (e non parlo di coppia) lituano è quello descritto da Stirner e in parte anche da Kant.
Stirner scrive: “l’egoismo, l’egocentrismo, dovranno decidere; e non il principio d’amore; non motivi d’amore come la misericordia, la gentilezza, la benevolenza, o persino la giustizia e l’equità, poiché anche la justitia è un fenomeno d’amore, un prodotto dell’amore” e Kant divideva l’amore in:
l’egoismo, l’amore di sé, la philautia –la benevolenza verso sé-, l’arroganza e il piacere di sé.
Gli italiani (sempre generalizzando) hanno una forma di amore ben diversa. Un amore tra molte virgolette “”cristiano”". Il nostro è un amore misericordioso che va oltre noi stessi e votato all’altra persona. E’ un amore profondo e senza limiti.
Questa cultura dell’amore (chiamiamola così) ci ha permette di capire un sentimento molto meglio di un lituano e di saperlo gestire e esprimerlo anche con una difficoltà linguistica da te citata.
Purtroppo questa mancata conoscenza di sé e del proprio essere genera delle incomprensioni e dei comportamenti davvero inspiegabili. Ma così come sono inspiegabili per noi lo sono pure per loro che ben difficilmente sanno imbastire un discorso profondo e argomentato o anche un semplice litigio che non sia del tutto campato in aria.
Ancora una volta son stato particolarmente prolisso.
Un saluto
La convinzione che i Lituani siano senza sentimenti è chiaramente una semplificazione e come tale va presa. Dopo tutto già parlare di esseri umani come fai tu presuppone una generalizzazione. Se accettiamo questo non mi pare così strano dire che i Lituani siano freddi e i latini caldi. La barriera linguistica mi pare più un escamotage, la classica giustifiazione illusoria. Se è vero che un italiano non parla lituano è pur vero che una lituana non parla una sola parola di italiano. Il risultato finale è il medesimo? La risposta è NO. La lingua è un modo per comunicare ma è un modo non IL modo. Prima di pensare al mezzo bisogna vedere se si ha qualcosa da comunicare. Qua sta la differenza. E tutto questo si ricollega alla generalizzazione iniziale. Di sicuro i Lituani provano forme di sentimento ma
i)non le sanno capire
ii)non le sanno gestire
iii)gli danno poca importanza
quindi non lo trasmettono. La negazione del sentimento è una costante in qualunque rapporto interpersonale nei miei 10 anni in Lituania. Adesso a mente fredda riesco ad analizzare meglio le situazioni.L'amore (e non parlo di coppia) lituano è quello descritto da Stirner e in parte anche da Kant.
Stirner scrive: "l’egoismo, l’egocentrismo, dovranno decidere; e non il principio d’amore; non motivi d’amore come la misericordia, la gentilezza, la benevolenza, o persino la giustizia e l’equità, poiché anche la justitia è un fenomeno d’amore, un prodotto dell’amore" e Kant divideva l'amore in:
l’egoismo, l’amore di sé, la philautia –la benevolenza verso sé-, l’arroganza e il piacere di sé.
Gli italiani (sempre generalizzando) hanno una forma di amore ben diversa. Un amore tra molte virgolette ""cristiano"". Il nostro è un amore misericordioso che va oltre noi stessi e votato all'altra persona. E' un amore profondo e senza limiti.
Questa cultura dell'amore (chiamiamola così) ci ha permette di capire un sentimento molto meglio di un lituano e di saperlo gestire e esprimerlo anche con una difficoltà linguistica da te citata.
Purtroppo questa mancata conoscenza di sé e del proprio essere genera delle incomprensioni e dei comportamenti davvero inspiegabili. Ma così come sono inspiegabili per noi lo sono pure per loro che ben difficilmente sanno imbastire un discorso profondo e argomentato o anche un semplice litigio che non sia del tutto campato in aria.
Ancora una volta son stato particolarmente prolisso.
Un saluto
Piero
La convinzione che i Lituani siano senza sentimenti è chiaramente una semplificazione e come tale va presa. Dopo tutto già parlare di esseri umani come fai tu presuppone una generalizzazione. Se accettiamo questo non mi pare così strano dire che i Lituani siano freddi e i latini caldi. La barriera linguistica mi pare più un escamotage, la classica giustifiazione illusoria. Se è vero che un italiano non parla lituano è pur vero che una lituana non parla una sola parola di italiano. Il risultato finale è il medesimo? La risposta è NO. La lingua è un modo per comunicare ma è un modo non IL modo. Prima di pensare al mezzo bisogna vedere se si ha qualcosa da comunicare. Qua sta la differenza. E tutto questo si ricollega alla generalizzazione iniziale. Di sicuro i Lituani provano forme di sentimento ma
i)non le sanno capire
ii)non le sanno gestire
iii)gli danno poca importanza
quindi non lo trasmettono. La negazione del sentimento è una costante in qualunque rapporto interpersonale nei miei 10 anni in Lituania. Adesso a mente fredda riesco ad analizzare meglio le situazioni.L'amore (e non parlo di coppia) lituano è quello descritto da Stirner e in parte anche da Kant.
Stirner scrive: "l’egoismo, l’egocentrismo, dovranno decidere; e non il principio d’amore; non motivi d’amore come la misericordia, la gentilezza, la benevolenza, o persino la giustizia e l’equità, poiché anche la justitia è un fenomeno d’amore, un prodotto dell’amore" e Kant divideva l'amore in:
l’egoismo, l’amore di sé, la philautia –la benevolenza verso sé-, l’arroganza e il piacere di sé.
Gli italiani (sempre generalizzando) hanno una forma di amore ben diversa. Un amore tra molte virgolette ""cristiano"". Il nostro è un amore misericordioso che va oltre noi stessi e votato all'altra persona. E' un amore profondo e senza limiti.
Questa cultura dell'amore (chiamiamola così) ci ha permette di capire un sentimento molto meglio di un lituano e di saperlo gestire e esprimerlo anche con una difficoltà linguistica da te citata.
Purtroppo questa mancata conoscenza di sé e del proprio essere genera delle incomprensioni e dei comportamenti davvero inspiegabili. Ma così come sono inspiegabili per noi lo sono pure per loro che ben difficilmente sanno imbastire un discorso profondo e argomentato o anche un semplice litigio che non sia del tutto campato in aria.
Ancora una volta son stato particolarmente prolisso.
Un saluto
La convinzione che i Lituani siano senza sentimenti è chiaramente una semplificazione e come tale va presa. Dopo tutto già parlare di esseri umani come fai tu presuppone una generalizzazione. Se accettiamo questo non mi pare così strano dire che i Lituani siano freddi e i latini caldi. La barriera linguistica mi pare più un escamotage, la classica giustifiazione illusoria. Se è vero che un italiano non parla lituano è pur vero che una lituana non parla una sola parola di italiano. Il risultato finale è il medesimo? La risposta è NO. La lingua è un modo per comunicare ma è un modo non IL modo. Prima di pensare al mezzo bisogna vedere se si ha qualcosa da comunicare. Qua sta la differenza. E tutto questo si ricollega alla generalizzazione iniziale. Di sicuro i Lituani provano forme di sentimento ma
i)non le sanno capire
ii)non le sanno gestire
iii)gli danno poca importanza
quindi non lo trasmettono. La negazione del sentimento è una costante in qualunque rapporto interpersonale nei miei 10 anni in Lituania. Adesso a mente fredda riesco ad analizzare meglio le situazioni.L'amore (e non parlo di coppia) lituano è quello descritto da Stirner e in parte anche da Kant.
Stirner scrive: "l’egoismo, l’egocentrismo, dovranno decidere; e non il principio d’amore; non motivi d’amore come la misericordia, la gentilezza, la benevolenza, o persino la giustizia e l’equità, poiché anche la justitia è un fenomeno d’amore, un prodotto dell’amore" e Kant divideva l'amore in:
l’egoismo, l’amore di sé, la philautia –la benevolenza verso sé-, l’arroganza e il piacere di sé.
Gli italiani (sempre generalizzando) hanno una forma di amore ben diversa. Un amore tra molte virgolette ""cristiano"". Il nostro è un amore misericordioso che va oltre noi stessi e votato all'altra persona. E' un amore profondo e senza limiti.
Questa cultura dell'amore (chiamiamola così) ci ha permette di capire un sentimento molto meglio di un lituano e di saperlo gestire e esprimerlo anche con una difficoltà linguistica da te citata.
Purtroppo questa mancata conoscenza di sé e del proprio essere genera delle incomprensioni e dei comportamenti davvero inspiegabili. Ma così come sono inspiegabili per noi lo sono pure per loro che ben difficilmente sanno imbastire un discorso profondo e argomentato o anche un semplice litigio che non sia del tutto campato in aria.
La convinzione che i Lituani siano senza sentimenti è chiaramente una semplificazione e come tale va presa. Dopo tutto già parlare di esseri umani come fai tu presuppone una generalizzazione. Se accettiamo questo non mi pare così strano dire che i Lituani siano freddi e i latini caldi. La barriera linguistica mi pare più un escamotage, la classica giustifiazione illusoria. Se è vero che un italiano non parla lituano è pur vero che una lituana non parla una sola parola di italiano. Il risultato finale è il medesimo? La risposta è NO. La lingua è un modo per comunicare ma è un modo non IL modo. Prima di pensare al mezzo bisogna vedere se si ha qualcosa da comunicare. Qua sta la differenza. E tutto questo si ricollega alla generalizzazione iniziale. Di sicuro i Lituani provano forme di sentimento ma
i)non le sanno capire
ii)non le sanno gestire
iii)gli danno poca importanza
quindi non lo trasmettono. La negazione del sentimento è una costante in qualunque rapporto interpersonale nei miei 10 anni in Lituania. Adesso a mente fredda riesco ad analizzare meglio le situazioni.L'amore (e non parlo di coppia) lituano è quello descritto da Stirner e in parte anche da Kant.
Stirner scrive: "l’egoismo, l’egocentrismo, dovranno decidere; e non il principio d’amore; non motivi d’amore come la misericordia, la gentilezza, la benevolenza, o persino la giustizia e l’equità, poiché anche la justitia è un fenomeno d’amore, un prodotto dell’amore" e Kant divideva l'amore in:
l’egoismo, l’amore di sé, la philautia –la benevolenza verso sé-, l’arroganza e il piacere di sé.
Gli italiani (sempre generalizzando) hanno una forma di amore ben diversa. Un amore tra molte virgolette ""cristiano"". Il nostro è un amore misericordioso che va oltre noi stessi e votato all'altra persona. E' un amore profondo e senza limiti.
Questa cultura dell'amore (chiamiamola così) ci ha permette di capire un sentimento molto meglio di un lituano e di saperlo gestire e esprimerlo anche con una difficoltà linguistica da te citata.
Purtroppo questa mancata conoscenza di sé e del proprio essere genera delle incomprensioni e dei comportamenti davvero inspiegabili. Ma così come sono inspiegabili per noi lo sono pure per loro che ben difficilmente sanno imbastire un discorso profondo e argomentato o anche un semplice litigio che non sia del tutto campato in aria.
Ancora una volta son stato particolarmente prolisso.
i)non le sanno capire
ii)non le sanno gestire
iii)gli danno poca importanza
quindi non lo trasmettono. La negazione del sentimento è una costante in qualunque rapporto interpersonale nei miei 10 anni in Lituania. Adesso a mente fredda riesco ad analizzare meglio le situazioni.L'amore (e non parlo di coppia) lituano è quello descritto da Stirner e in parte anche da Kant.
Stirner scrive: "l’egoismo, l’egocentrismo, dovranno decidere; e non il principio d’amore; non motivi d’amore come la misericordia, la gentilezza, la benevolenza, o persino la giustizia e l’equità, poiché anche la justitia è un fenomeno d’amore, un prodotto dell’amore" e Kant divideva l'amore in:
l’egoismo, l’amore di sé, la philautia –la benevolenza verso sé-, l’arroganza e il piacere di sé.
Gli italiani (sempre generalizzando) hanno una forma di amore ben diversa. Un amore tra molte virgolette ""cristiano"". Il nostro è un amore misericordioso che va oltre noi stessi e votato all'altra persona. E' un amore profondo e senza limiti.
Questa cultura dell'amore (chiamiamola così) ci ha permette di capire un sentimento molto meglio di un lituano e di saperlo gestire e esprimerlo anche con una difficoltà linguistica da te citata.
Purtroppo questa mancata conoscenza di sé e del proprio essere genera delle incomprensioni e dei comportamenti davvero inspiegabili. Ma così come sono inspiegabili per noi lo sono pure per loro che ben difficilmente sanno imbastire un discorso profondo e argomentato o anche un semplice litigio che non sia del tutto campato in aria.
Ancora una volta son stato particolarmente prolisso.
Un saluto
non le sanno capire, non le sanno gestire e gli danno poca importanza quindi non le trasmettono. La negazione del sentimento è una costante in qualunque rapporto interpersonale nei miei 10 anni in Lituania. Adesso a mente fredda riesco ad analizzare meglio le situazioni.L'amore (e non parlo di coppia) lituano è quello descritto da Stirner e in parte anche da Kant.
Stirner scrive: "l’egoismo, l’egocentrismo, dovranno decidere; e non il principio d’amore; non motivi d’amore come la misericordia, la gentilezza, la benevolenza, o persino la giustizia e l’equità, poiché anche la justitia è un fenomeno d’amore, un prodotto dell’amore" e Kant divideva l'amore in:
l’egoismo, l’amore di sé, la philautia –la benevolenza verso sé-, l’arroganza e il piacere di sé.
Gli italiani (sempre generalizzando) hanno una forma di amore ben diversa. Un amore tra molte virgolette ""cristiano"". Il nostro è un amore misericordioso che va oltre noi stessi e votato all'altra persona. E' un amore profondo e senza limiti.
Questa cultura dell'amore (chiamiamola così) ci ha permette di capire un sentimento molto meglio di un lituano e di saperlo gestire e esprimerlo anche con una difficoltà linguistica da te citata.
Purtroppo questa mancata conoscenza di sé e del proprio essere genera delle incomprensioni e dei comportamenti davvero inspiegabili. Ma così come sono inspiegabili per noi lo sono pure per loro che ben difficilmente sanno imbastire un discorso profondo e argomentato o anche un semplice litigio che non sia del tutto campato in aria.
Ancora una volta son stato particolarmente prolisso.
Un saluto
non le sanno capire, non le sanno gestire e gli danno poca importanza quindi non le trasmettono. La negazione del sentimento è una costante in qualunque rapporto interpersonale nei miei 10 anni in Lituania. Adesso a mente fredda riesco ad analizzare meglio le situazioni.L'amore (e non parlo di coppia) lituano è quello descritto da Stirner e in parte anche da Kant.
Ciao Lucio. Sto usando il computer di mio figlio e non ci capisco nulla. Comunque in questo momento sono su skype. Ti aspetto.
Ciao
La convinzione che i Lituani siano senza sentimenti è chiaramente una semplificazione e come tale va presa. Dopo tutto già parlare di esseri umani come fai tu presuppone una generalizzazione. Se accettiamo questo non mi pare così strano dire che i Lituani siano freddi e i latini caldi. La barriera linguistica mi pare più un escamotage, la classica giustifiazione illusoria. Se è vero che un italiano non parla lituano è pur vero che una lituana non parla una sola parola di italiano. Il risultato finale è il medesimo? La risposta è NO. La lingua è un modo per comunicare ma è un modo non IL modo. Prima di pensare al mezzo bisogna vedere se si ha qualcosa da comunicare. Qua sta la differenza. E tutto questo si ricollega alla generalizzazione iniziale. Di sicuro i Lituani provano forme di sentimento ma non le sanno capire, non le sanno gestire e gli danno poca importanza quindi non le trasmettono. La negazione del sentimento è una costante in qualunque rapporto interpersonale nei miei 10 anni in Lituania. Adesso a mente fredda riesco ad analizzare meglio le situazioni.L'amore (e non parlo di coppia) lituano è quello descritto da Stirner e in parte anche da Kant.
Stirner scrive: "l’egoismo, l’egocentrismo, dovranno decidere; e non il principio d’amore; non motivi d’amore come la misericordia, la gentilezza, la benevolenza, o persino la giustizia e l’equità, poiché anche la justitia è un fenomeno d’amore, un prodotto dell’amore" e Kant divideva l'amore in:
l’egoismo, l’amore di sé, la philautia –la benevolenza verso sé-, l’arroganza e il piacere di sé.
Gli italiani (sempre generalizzando) hanno una forma di amore ben diversa. Un amore tra molte virgolette ""cristiano"". Il nostro è un amore misericordioso che va oltre noi stessi e votato all'altra persona. E' un amore profondo e senza limiti.
Questa cultura dell'amore (chiamiamola così) ci ha permette di capire un sentimento molto meglio di un lituano e di saperlo gestire e esprimerlo anche con una difficoltà linguistica da te citata.
Purtroppo questa mancata conoscenza di sé e del proprio essere genera delle incomprensioni e dei comportamenti davvero inspiegabili. Ma così come sono inspiegabili per noi lo sono pure per loro che ben difficilmente sanno imbastire un discorso profondo e argomentato o anche un semplice litigio che non sia del tutto campato in aria.
Ancora una volta son stato particolarmente prolisso.
Un saluto
non le sanno capire non le sanno gestire e gli danno ben poca importanza quindi non le trasmettono. La negazione del sentimento è una costante è una costante in qualunque rapporto interpersonale nei miei dieci anni in Lituania.Adesso a mente fredda riesco ad analizzare meglio le situazioni. L'amore(e non parlo di coppia) lituano è quello descritto da Stirner e in parte anche da Kant.
sono allibita..stai attento che secondo me stai camminando su una strada pericolosa e la formula magica "sempre generalizzando" non può fungere da una scusa valida per gettare questa spazzatura.
Signorina? ma sicuro che sei Lituana? :/ HO conosciuto tante lituane che hanno vissuto in Italia, e parlano L’italiano molto bene.. Tu usi un liguaggio estremamente forbito e complesso anche per un italiano di media-alta cultura..
La stranezza, mi sembra ancor più forte, se, come ha ricordato magistralmente Piero, i limiti linguistici del lituano sono evidenti.. E’ una lingua rude e poco evoluta che non certo eccelle in musicalità e ricchezza espressiva.
Sembrerà una provocazione, ma è anche comprovato da studi psicanalitici: La lingua, di fatto può rappresentare un limite, non solo per la differenza e l’effetto “barriera”, ma anche perché, pensieri e sentiementi che per es, si esprimono con l’ Italiano, difficilmente possono avere una corrispondeza diretta e parallela con una lingua come il lituano. Come sintomatico è anche il caso di una amica lituana veramente sui generis, (molto colta e profonda perchè aritista) che mi ha confessato un impressione molto indicativa, chiarificatrice di molti aspetti, in materia di comunicazione: “Da quando parlo italiano, riesco ad esprimere sentimenti ed emozioni che con il lituano non riuscivo a fare” e ancora ” quando, per es. vado a cercare sul dizionario, il significato di una parola italiana che non conosco, mi capita di ritrovare la stessa traduzione di un’altra” , a conferma della maggiore ricchezza di termini ed espressioni della nostra lingua.
Alla luce di quello che è emerso dalle mie riflessioni con quest’amica, ho riscontrato dei dati che se in parte hanno confermato delle mie intuizioni originarie, dall’altro mi hanno dato la felicissima conferma del fatto che anche in Lituania esistono persone con una vita emotiva; in grado di provare sentimenti profondi al pari di un Italiano, se non maggiori.. Certo, c’è da specificare che questa persona, rappresenta un’eccezione e che specie, negli ambienti aritistici, (musica, recitazione, pittura ecc..) è possibile trovare persone con una vita emotiva florida e creativa.
Resta però la conferma anche dell’aridità e della povertà interiore, che trovano un importante indicatore nella lingua.. D’altronde la frase di non ricordo quale scrittore: “Un popolo è la sua lingua” avrà pure una sua ragione di significato?
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