Emigrare è una scommessa per la vita, sicuro di aver fatto la scelta giusta?
Gli italiani emigrano come i nostri nonni emigravano in cerca di fortuna, è un fatto sintomo di una realtà che pochi vogliono affrontare. In Italia il potere è legato a persone vecchie, incompetenti e raccomandate. In Italia il furbo, quello che riesce a trovare una scappatoia a qualsiasi vincolo, è tutelato, mentre l’onesto è omertosamente deriso da chi delle regole si rallegra come dopo aver sentito una barzelletta.
Io sono emigrante, sono un italiano che vive in Lituania, ma gli italiani all’estero sono davvero molti. Tempo addietro ho sentito un voce, mai confermata, che faceva notare che ci sono più calabresi in Canada che in calabria; una legge non scritta, ma empiricamente dimostrabile, cita: “Ovunque tu vada, ci sarà sempre un italiano”. A mia esperienza personale, è stata una legge infallibile. (Piccola diversione matematica: se non si esclude dalla regola se stessi nel caso si sia italiani, la regola diventa un paradosso perché nel momento che vai in un posto un’italiano c’è: ovvero tu!)
Se un italiano emigra dall’Italia per altri nidi, alla base di questo importante e coraggioso gesto, c’è una sfiducia nel proprio paese. Emigrare è un messaggio implicito che sfiducia l’Italia e pone la propria vita, perché di questo si parla, il proprio lavoro, le proprie risorse e le proprie speranze in un paese straniero che ci accoglie come stranieri e dove le persone, la lingua, i cibi, la storia, le usanze e persino il modo di pensare è differente da ciò che è parte di noi.
Quasi ogni giorno mi chiedo se la Lituania sia la scommessa giusta. Un po’ come i trader comprano azioni e quindi danno fiducia a delle aziende o comprano valute e quindi danno fiducia ad un paese, io sto investendo il mio tempo, il mio denaro ed in pratica la mia vita sulla Lituania ed è quindi una preoccupazione lecita domandarsi se è una scelta giusta.
Il litas (la moneta locale) vale poco meno della carta straccia, se esci dalla Lituania con dei litas in tasca, sei fregato, ti conviene tenerli per il prossimo viaggio perché difficilmente troverai una banca disponibile a cambiarti il litas in euro. Oltre al fatto che il litas vale poco anche la retribuzione lituana è coerente al contesto lituano.
Non ho idea di quanto ammonti la retribuzione media lituana, su NationMaster non sono riuscito a trovare una voce a proposito, ma in base alla mie conoscenze so che una commessa di un negozio prende 1300 litas al mese netti (376€) mentre la responsabile dello stesso negozio prende 1800 litas al mese sempre netti (522€).
Nel contesto lituano sono stipendi normali e ti permettono di vivere senza concederti troppi sfizi. Il discorso è diverso quando si parla invece di creare una famiglia, comprare casa, godersi delle vacanze o fare degli investimenti. Il litas è sempre il litas e la Lituania è solo un angolo del vasto mondo, quindi a vivere qui o si guadagna come si deve o ci si rassegna a vivere alla “spera in Dio”.
Ho avuto modo di discutere a tal proposito con chi vive questa realtà di lavoratore lituano. Evito di riportare i soliti paragoni che tentano di trovare un moltiplicatore (o divisore) che diano un senso alle differenze di valore, ma a mio avviso ci sono alcuni punti che dovrebbero essere approfonditi.
Per vivere bene, senza figli e possibilmente senza affitto, è necessario guadagnare almeno 600€ al mese.
Il prezzo delle case è elevato in confronto agli stipendi. Un’alternativa è l’acquisto del vecchio appartmento sovietico o una casa di legno meno, ma in questo ultimo caso non saprei dire quanto costa realmente di meno. A questo proposito mi viene da pensare che una casa di legno la puoi comprare qui è fartela costruire dove vuoi, anche in un paese dove lo stipendio è in Euro.
Ci sono meno spese: gli alimenti costano meno, l’assicurazione costa meno e la burocrazia è più semplice, ma le macchine hanno gli stessi prezzi europei, telefoni e computer anche. Uno stipendio svalutato tende a incrinarsi sotto il peso di una global economy.
Che io sappia ci sono due paesi in Europa che erano come la Lituania e ora sono delle potenze economiche di tutto rispetto. La Norvegia (soprattutto grazie al petrolio) e ora un paese ricco e fiorente, l’Irlanda è un altro esempio di paese in crescita e che attualmente ospita un nutrito gruppo di italiani.
Dato che il tempo è una risorsa non acquistabile e usufruibile solamente fino ad esaurimento scorte, è necessario valutare bene se la Lituania è il posto ideale per trascorrere la vita di emigrante. Senza riassumere tutto alla infinita diatriba Italia – Lituania, sarebbe necessario esaminare gli altri 26 paesi europei e chiedersi: “è forse meglio “scomettere” su un paese più promettente?”
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Aldo Mencaraglia il gio, 14th gen 2010 13:16
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Karim Gorjux il gio, 14th gen 2010 13:23
Il mio sistema “guadagna in euro e spendi in litas” mi permette di campare con moglie e figlia a carico, ma il mio caso è particolare, dovrei far fare la stessa cosa alla moglie una volta che è laureata, ma è ben difficile…
Ciao da Klaipeda
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fabricijus il gio, 14th gen 2010 22:37
Occorre fare alcune rettifiche. Il Litas, innanzitutto, non vale affatto poco meno (ma credo Karim volesse dire “poco più”) della carta straccia. Al contrario: è una valuta stabile e ancorata da anni all’Euro. Molti si fanno fuorviare dal rapporto di cambio. Che l’Euro valga 3,45 litas non significa che il Litas valga e abbia un potere d’acquisto di 3,45 volte inferiore all’Euro. Se le cose stessero così, gli Svedesi avrebbero una valuta inferiore alla nostra di 10 volte, e gli Estoni di ben 15 volte, dato che un euro vale cica 10 corone svedesi e 15 corone estoni! Se guadagnassi 1000 euro in Svezia (e di conseguenza 10000 corone), vivrei comunque ai limiti dell’indigenza. Per quanto riguarda il Litas e il lavoro retribuito, devo dire che molti dei miei amici in Lituania guadagnano, percependo uno stipendio in Litas, molto meglio di amici italiani che fanno gli impiegati nel bel paese. Resta comunque evidente il fatto che un commesso lituano guadagna circa il 40 – 45% in meno di un commesso italiano.
In secondo luogo, vorrei precisare che il litas viene cambiato in tutta l’Europa nord orientale, Scandinavia inclusa. Anche in Germania, in alcune grandi città, il Litas viene cambiato senza problemi. In molte banche italiane no, è vero, ma questo dipende dalle politiche bancarie del nostro paese. In ogni caso le filiali della banca d’Italia e i cambia valute (sempre più rari in verità) cambiano il litas (e la Banca d’Italia è tenuta a farlo per legge).
Opinabile poi il dato sullo stipendio medio. E’ pur vero che commessi e inservienti guadagnano poco, ma è altrettanto vero che a fare questi mestieri sono in Lituania studenti, giovani madri e persone che integrano spesso altri redditi familiari. D’altra parte (e al di là di paragoni sciocchi, ma a volte inevitabili) continuo a essere convinto del fatto che in molte province italiane del Sud Italia (e in tante altre province d’Europa) il tenore di vita sia simile, e in alcuni casi di gran lunga inferiore, a quello della verde Lietuva. Vivo da anni in Lituania, da salariato. Qui è difficile risparmiare e garantirsi una vecchiaia: esattamente come in Italia, dove (senza il supporto dei miei genitori) potrei dimenticarmi qualsiasi tipo di risparmio e pensione.
Un paese su cui scommettere? Be’, se lo sapessimo, che scommessa sarebbe?Rimando per l’occasione a questo vecchio post
Ciao a tutti.
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Karim Gorjux il gio, 14th gen 2010 22:52
Ciao Fab!
La quotazione del Litas non è che c’entri molto, è solo un rapporto di cambio. Cosa c’entra è il volume di scambio che viene effettuato con una data valuta e soprattutto la rappresentazione della valuta stessa che, nel caso della Lituania, riguarda l’economia lituana, mentre nel caso dell’Euro riguarda eurolandia.
Sinceramente non ho le conoscenze di econimia per poter parlare della valuta e di spiegare bene il perché valga il litas valga poco.
Riguardo il resto del tuo commento e soprattutto alla frase:
E’ pur vero che commessi e inservienti guadagnano poco, ma è altrettanto vero che a fare questi mestieri sono in Lituania studenti…
Hai dei dati che indichino il livello di disoccupazione in Lituania? Io da quel poco che sento sembra abbastanza disastrosa, ma è solo una percezione e bisogna sempre fare attenzione a non confondere la percezione con la realtà.
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Alessandro il ven, 15th gen 2010 16:01
Ciao Karim,
ti consiglio di correggere la tua visione dell’irlanda.
Quel periodo dell’irlanda e’ completamente finito. E’ durato 10 anni e basta. -
Giuliano il ven, 15th gen 2010 20:46
Karim buonasera! Mi permetto di inserire alcuni dati ufficiali sull’economia lituania anche se quelli per il 2009 non sono ancora definitivi e presumibilmente saranno peggiorativi.
il Prodotto Nazionale Lordo in euro billions è stato di 32,3 nel 2008 e di 29,1 nel 2009. lo stesso era cresciuto del 3.1% nel 2008 mentre è precipitato a – 10.5% nel 2009.L’inflazione che nel 2008 era stata di 11.1%, nel 2009 è scesa al 5.8%.
Il tasso di disoccupazione dal 5.8% del 2008 è salito purtroppo al 13.5% nel 2009 (la massima è stata toccata nel 2001 con il 17.4%. (Italia: 7.6% nel 2009)
L’import è sceso nel 2009 del 12%, mentre l’export dello 0,5%.
Lo stipendi minimo mensile è di 231 euro, mentre quello medio si attesta ai 672 euro (dati 2008) con punte minime nel turismo (406 euro), medie nel retail (620) e massime nella finanza e servizi correlati a 1215 euro.
tassa personale al 15% oltre ad un 6% per sanità. Nel 2009 la Lituania è rimasta al primo posto al mondo come numero di schede sim e penetrazione gsm e prima in Europa per allacci internet pubblici (oltre 800) e network linee HSDPA. Dati ufficiali provenienti dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana).
Detto questo, caro Karim, credo che la tua presenza in Lituania (così come quella di tanti altri (me compreso al momento con lo status di itinerante su e giù) dipenda più da fattori familiari e personali che da scelte mirate ed economiche. Non credo che esistano più paesi dei balocchi in giro per il mondo e certamente ce ne sono molti e molti meglio strutturati della povera Lituania (non dimentichiamoci che è rinata solo 20 anni ed è in Europa da meno di dieci anni beccandosi per di più congiunture economiche internazionali da far tremare polsi ben più fermi). Oggi dovresti, dovrei andare in Vietnam per trovare una voglia e una crescita che si assesta sullo 6% annuo, oppure a Singapore, Cile e pochi altri posti. Ma la Lituania è vicina e io scommetto sulla sua rinascita perchè la gente è fondamentalmente seria, onesta (lascia perdere quello che deve fare per sopravvivere in situazioni disastrose) con un livello di educazione superiore del medio rispetto alla media europea. Nella grande Milano esistono sacche di povertà non visualizzabili subito (padri separati con regolare lavoro
costretti a dormire nei dormitori pubblici, autisti di mezzi pubblici e altri dipendenti pubblici e privati costretti a vivere…..a Milano….. con 1200 euro al mese) e a Kalipeda i nuovi appartamenti in vendita nei grattacieli al costo superiore a 250.000 euro stanno adando bene. La Lituania non è il miglior paese per vivere ma neanche il peggiore, anzi. L’accoglienza verso gli investitori starnieri è notevole, la manodopera qualificata esiste, l’inglese lo parlano più o meno tutti……… Insomma, se posso permettermi, hai fatto una scommessa e puoi vincerla e perderla ma anzitutto la vinci prima di tutto dentro di te e poi tieni duro e stai certo che le cose cambieranno in meglio…..Io ci credo molto e il mio progetto è grande, costoso ed ambizioso per tutti: se sono bravo, però, potrò dire che la mia scommessa nella storica Prussia (e non ex Unione Sovietica) è stata vinta!!
PS: scusa per la lunghezza del commento e grazie sempre per mantenere la tua voce alta- Giuliano -
fabricijus il ven, 15th gen 2010 22:33
Karim dice: “Sinceramente non ho le conoscenze di economia per poter parlare della valuta e di spiegare bene il perché il litas valga poco”.
Ma il litas non vale poco! Come ben dici, al massimo, “il volume di scambio che viene effettuato con una questa valuta” è scarso. E certo questo è argomento legato a complessi processi economici difficili da analizzare.
Ho apprezzato moltissimo l’intervento lucido e obiettivo di Giuliano. Complimenti!
D’altra parte, per dirla in soldoni e come i dati (ufficiali) forniti da Giuliano stesso dimostrano, il PIL pro capite della Lituania (fatta eccezione per lo sfortunato gruppo di molti pensionati, che tende per altro ad abbassare la media) è ormai molto simile e a quello del Portogallo o, se vogliamo, della Grecia e di alcune zone del nostro Sud, per restare alla vecchia Europa. Credo inoltre, al di là della difficile crisi, e come ho già sottolineato, che moltissimi Lituani se la passino ormai meglio di tanti italiani di alcune province della nostra penisola. Quello che mi fa incaz**** (concedetemi la volgarità) come una iena è che si definisca la Lituania un paese “povero”, e che sulla stessa si sprechino giudizi affrettati privi di ogni fondamento (mai nessuno dice però che il Portogallo è un paese povero. Cribbio! Ma siete mai stati nelle province portoghesi lontane dalle località turistiche? Vi assicuro che c’è da mettersi le mani nei capelli!). Non riesco proprio ad accettare opinioni che dipingono la Lituania in modo tanto negativo, e mi trovo sempre coinvolto in una eterna lotta contro i mulini a vento nel tentativo di sfatare luoghi comuni assurdi, durissimi a morire, e dovuti al triste passato socialista del paese.
La cosa folle è quando poi queste affermazioni vengono fatte riguardo all’Estonia, accomunata grossolanamente a Lituania e Lettonia, che certamente ha patito moltissimo la recente congiuntura economica, ma non molti anni fa ha ufficialmente superato di gran lunga, in quanto a stipendi medi pro capite, alcuni paesi dell’Europa meridionale.Ciao Karim, alla prossima!
F.
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a.russo il dom, 17th gen 2010 19:06
Riguado all’Irlanda, la sua crescita è stata frenata soltanto dalla crisi del 2008. Secondo me presto tornerà a galoppare.
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Alessandro il lun, 18th gen 2010 12:10
secondo te….appunto…
non e’ grave il -X% , e’ grave il fallimento di un sistema di stampo USA/UK e adottato da molti paesi, fra i quali anche i baltici, che si sono buttati a capofitto nel nuovo Dio Liberismo Libero Mercato.
E’ piu’ corretto valutare se il nord atlantico sara’ ancora il centro del mondo… oppure se l’asse si stia spostando altrove, per esempio mediterraneo e medio oriente. -
a.russo il lun, 18th gen 2010 13:50
Alessandro, io sono contro l’economia di Borsa, quella che non produce lavoro e crea situazioni come quella odierna.
Un economista, Federico Caffè, propose di abrogare i mercati azionari, visto che chi ci rimette sono solo i piccoli risparmiatori.Se poi sei anche contro l’industria e tutto il sistema capitalistico, allora siamo su due binari differenti.
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bs4ever il lun, 18th gen 2010 14:21
un consiglio per tutti , iniziate ad imparare il cinese e l’indiano …
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Alessandro il lun, 18th gen 2010 17:05
Non sono ne’ contro la borsa ne’ contro il libero mercato.
Sono contro il libero mercato senza vincoli, l’incentivo alla delocalizzazione selvaggia, lo sfruttamento del territorio da parte delle multinazionali, ecc…
Cose di questo tipo, che accadono anche in Italia.
E’ questo tipo di esagerazione che e’ nata dal mondo anglosassone, ed e’ stata la moda degli ultimi 30 anni. Piace pure ai comunisti benestanti russi e cinesi.
Guardatevi i video di eugenio benettazzo su youtube per farvi un’idea.Ho letto su der spiegel che la germania darebbe l’ok per l’ingresso dell’ESTONIA nell’euro.
l’estonia e’ stata ad un passo dalla bancarotta, e probabilmente lo e’ tutt’ora (mistero, non se ne parla piu’)
Pero’ si è parlato anche di “E-estonia” per dire che hanno l’IT sviluppato , che pagano i parcheggi con l’sms, che sono tutti connessi, che sono avanti con la tecnologia, che “piccolo e’ bello” (intendo lo stato, piu’ gestibile, ecc..)
Questi sono i paradossi dell’ideologia “mainstream”, ideologia di massa e trasversale, destra, sinistra e centro, asserviti al potere dei soldi: ti dipingono paesi con possibilita’, uno si fa chissa’ quali idee, e poi sotto c’e’ il vuoto.
Si finanziavano progetti, giravano soldi, basandosi solo su slide in powerpoint. Vedi anche bolla della new economy intorno al 2000. Ma scoppiata quella bolla, non si sono arresi, hanno perseverato, e adesso beccati sta bolla immobiliare, bolla dei derivati e sfioramento del crack totale (in zona cesarini: gli stati si indebitano, pagano i giovani delle prossime generazioni).Spero che cambino le scale di valori in futuro.
Inviterei Giuliano a fornire link pubblici sui dati da lui indicati, perché da come la dipinge lui, anche la Lituania sembra un bel pezzetto di paradiso: addirittura 5.8% disoccupazione nel 2008, praticamente lavorano tutti visto che 5.8 e’ fisiologico (ma non emigravano in molti in UK?!), stipendio di 600 euro medio che e’ buono considerato il costo della vita. Guasta solo un po’ di pioggia.
Tasse al 15%, 6% in sanita’…. centri di eccellenza immagino. Ma sicuramente mi tirerai fuori il caso di Caltanissetta/Napoli/Trento in cui e’ morto tizio per una banale appendicite. -
Karim Gorjux il lun, 18th gen 2010 17:24
Alessandro hai un’esposizione senza pari. I miei complimenti.
Si finanziavano progetti, giravano soldi, basandosi solo su slide in powerpoint.
Ahahhaha questo mi porta alla mente un po’ di cose che ho visto qui…
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Karim Gorjux il lun, 18th gen 2010 17:26
Una cosa vorrei dire riguardo al PIL. E’ un po’ limitativo valutare lo stato di un paese in base al semplice PIL, bisognerebbe valutare un insieme di valori. E’ un po’ come valutare una macchina solamente dal suo valore di accellerazione da 0 a 100.
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Il mio desiderio nascosto di visitare la Scandinavia e vedere l'altra sponda del Baltico | Il blog di Karim il mar, 19th gen 2010 10:38
[...] vedere altri nidi, non sono il tipo da basarmi sulle statistische come si potrebbe fare leggendo questo commento al mio post precedente, ma penso che sia opportuno verificare di persona la realtà di un [...]
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Karim Gorjux il mer, 20th gen 2010 12:49
One of the most important of these was unemployment — both the head of state and the head of government said creating jobs should be a top priority in 2010.
Fonte: baltictimes.com
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Karim Gorjux il gio, 21st gen 2010 11:15
Il tasso di disoccupazione dal 5.8% del 2008 è salito purtroppo al 13.5% nel 2009 (la massima è stata toccata nel 2001 con il 17.4%. (Italia: 7.6% nel 2009)
Secondo me siamo molto vicino al 20%
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La scommessa sta non tanto nel quale Paese scegliere ma nel decidere se vuoi, in futuro, tornare in Italia.
Dopo anni in Lituania, o altri Paesi dal basso costo della vita ma dall’altrettanto basso reddito, anche risparmiando vi ritroverete in difficoltà nel finanziare un ritorno in Italia, comprare casa eccetera.
Io sono emigrato in Australia dopo dieci anni in Inghilterra. Se volessi tornare in Inghilterra oggi faticherei perchè i dollari australiani risparmiati in dieci anni non comparno granchè in Inghilterra, nonostante il recente andamento del cambio della valuta.
Idealmente fi fa come fai tu. Guadagni in Euro e spendi in litas!
Saluti da Melbourne