C’è un Mr Hide in ognuno di noi, quando siamo dietro una tastiera
Ultimamente sono stato testimone, indirettamente e non, di come al giorno d’oggi la tecnologia sia uno strumento che accorcia le distanze, ma soprattutto fermenti la vigliaccheria delle persone.
Un po’ come la metamorfosi del vicino di casa che si trasforma in Mr Hide alla guida della sua macchina, esistono persone che si trasformano dietro una tastiera rassicurati dalla barriera incolmabile che si forma tra il mondo e il loro monitor, preservandoli dalle atroci conseguenze che un mondo reale destinerebbe alle loro fantozziane vigliaccherie.
Viviamo in un’era che chiunque può dire la sua senza mettere in gioco il proprio nome o la propria faccia, ognuno si sente nel diritto, anzi in dovere, di dire la sua e di difendere la sua posizione a suon di bestemmie e volgarità digitali. Ognuno nel suo mondo virtuale è allo stesso tempo re, suddito e giullare.
Fortunatamente internet si autoregolamenta da sola, se scrivi una stronzata arriverà sempre qualcuno a farti notare l’aborto che hai faticosamente pigiato sulla tastiera e quindi internet continua ad essere la rappresentazione del mondo in un monitor da 20″ contenendone il bene e il male, esattamente come la sua matrice originale, la nostra realtà.
Ricordo che quando ero più giovane, non esistevano i cellulari e gli sms e se volevi chiedere ad una ragazza di uscire con te per andare al cinema, alle volte ti toccava chiamarla a casa.
La telefonata era sempre un’angoscia di ripensamenti ed indecisioni, e se risponde la madre? E se non c’è? E se risponde il padre!? Una volta i rapporti sociali erano più lenti, più vissuti meno sintentici e la seduzione, la regina di tutte le relazioni sociali, lasciava poco spazio alla vigliacchieria. Bisognava, volente o nolente, scendere in trincea.
L’sms è impersonale, sintentico e soprattutto figlio di un comportamento irresponsabile. Come Facebook e Skype, l’sms permette di far crescere amicizie velocemente, ma anche continuare la seduzione che la nostra vigliaccheria ed insicurezza avrebbe mai permesso di portare avanti in altri frangenti. Quando il cellulare non esisteva, gli appuntamenti avevano un valore ed erano dettati da un senso di responsabilità e rispetto, mentre ora ti basta nasconderti dietro un cellulare per mandare un sms per chiedere ad una ragazza o più ragazze di uscire, in modo da poter allo stesso modo verificare la legge dei grandi numeri. Peggio ancora un semplice sms ti permette di annullare un appuntamento all’ultimo minuto senza dover per forza patire il rimorso o la pena di aver sbagliato. L’sms è diventata l’anestesia delle divergenze relazionali, dove le comunicazioni dolorose diventano velate, superficiali e poco importanti.
La mia è solo una riflessione e non è una critica ad una tecnologia che uso quotidianamente e che difficilmente farei a meno. Bisogna però tenere a mente che la facilità e velocità con cui comunichiamo porta le persone ad esprimere, soprattutto impulsivamente, lati nascosti e inaspettati di noi. L’aspetto che più mi fa paura è il lato nascosto delle persone che emerge al riparo da questa tecnologia. Ricordo ancora “il nano vestito di nero” che quando gli ponevo delle domande di persona, non cavava risposta, ma una volta tornato a casa dava sfogo alla sua schizofrenia e rispondeva in prosa usando email o skype.
Lo ammetto, a volte mi mancano gli anni ’80. A te no?
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flavio il gio, 4th feb 2010 1:59
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Belloeimpossibile il gio, 4th feb 2010 3:25
A proposito di vigliaccheria, i telefoni pubblici lituani sono oggetto di un minore vandalismo. Nella mia città si inventano di tutto.
Anche io all’inizio tendevo a comportarmi in maniera diversa in chat, non necessariamente in peggio. C’è da dre che a volte, purtroppo, viene naturale. Adesso però mi sento pienante “associato” tra vita reale e internet e soprattutto non mi sento dipendente dal computer
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Belloeimpossibile il gio, 4th feb 2010 3:26
Io penso che quando una persona non ha nulla di brutto da nascondere, può esporsi molto
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matte09 il gio, 4th feb 2010 20:26
non sono d’accordo,di più!non sopporto facebook,cioè è nato come uno strumento utile per chi si è trasferito o per chi vuole ritrovare vecchi amici di cui ha perso le tracce ma si è trasformato in una cavolata tremenda dove ti viene a chiedere l’amicizia gente che abita a 100 metri da casa tua o persone che quando incontri per strada se va bene ti dicono ciao!quante cose mi mancano,quando eravamo ragazzini e volevamo per esempio vederci tutti per andare al mare facevamo una catena di telefonate,dovevamo tornare a casa secondo degli orari ben precisi,le mamme si sentivano tra loro per capire se non combinavamo guai e passavamo delle giornate stupende con 2000 lire e tanta fantasia,adesso è tutto più facile ma per divertirsi bisogna sempre esagerare e i genitori….mah!ricordordo che quando c’erano mondiali o europei ci si vedeva tutti nella piazza del paese dove c’era un maxischermo,ora c’è sky!mi mancano quelle sensazioni di genuinità,a volte devo dire che questo continuo progresso mi spaventa un’pò,preferirei tornare indietro di qualche anno!ho un figlio di 8 mesi,certe volte mi preoccupo pensando al suo futuro!
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Karim Gorjux il gio, 4th feb 2010 20:35
ho un figlio di 8 mesi,certe volte mi preoccupo pensando al suo futuro!
Penso che sia successo ai nostri padri con noi e ai nostri nonni con i nostri padri. Forse siamo noi che siamo fuori tempo.
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Concordo e rincaro la dose. A livello professionale l’anonimato sta creando problemi non indifferenti. Parlo di commenti e critiche anonime (positive e negative) su siti quali Tripadvisor, etc.
Tu sai che sono nel business turistico e Terrace Lodge é anche inserzionista di Tripadvisor. Bene, proprio questa settimana ci si sta occupando degli effetti (positivi e negativi) che una falsa critica, per di più anonima, può causare ad un’azienda.
Questo link ti dará un’idea. Io ho invece scovato, ieri, una falsa recensione di un concorrente. L’ho segnalata a Tripadvisor, al quale ho anche suggerito di iniziare a chiedere prove di ciò che si dichiara. In questi casi la prova del soggiorno nella struttura turistica. Staremo a vedere.
Siamo in un’era in cui sempre meno ci si mette la faccia. Da una parte é meglio così, perché molte -facce- sono avvolte in carta igienica…
Per la tua domanda: “… a volte mi mancano gli anni ‘80. A te no?” , aspetta che io raggiunga i novant’anni e ti risponderò
Fla.