L’appartenenza, l’ideologia e il limite del pensiero

febbraio 4, 2010 by Karim Gorjux
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Vengo generalmente etichettato come simpatizzante di sinistra ogni volta che nomino i miei sentimenti rivolti al nostro pluricitato premier. A me non piacciono le etichette, capisco che per la logica umana poter etichettare qualcosa o qualcuno, catalogarlo e definirlo nel proprio archivio mentale semplifica enormemente i ragionamenti e le conclusioni, ma io mi oppongo a questo modo di interpretare la realtà.

Non mi piace definirmi di sinistra e non mi piace definirmi di destra perché non ho bisogno di appartenere ad un gruppo per identificare me stesso. So benissimo a cosa stai pensando; secondo te ciò che ho scritto è di una banalità assurda, paragonabile alle sintetiche e finte frasi idealistiche tanto in voga tra gli adolescenti.

Non appartengo ad un credo religioso e non mi identifico in un credo politico. Se appartieni ad una fazione politica ne devi sposare i modi di pensare e soprattuto rifiutare qualsiasi cosa che non appartenga alla tua fazione; l’appartenere alla sinistra o alla destra ti differenziam ti divide dalle altre persone, e questo è un limite. Nel momento in cui ti sei etichettato e ti sei aggregato ad un modo di pensare, ti sei limitato.

Se sei cattolico, automaticamente pensi che la tua religione è nel giusto mentre le altre sono sbagliate. Ovviamente è la stessa cosa che pensano gli altri adepti nei confronti del tuo credo. Se invece fai parte di una fazione politica, devi sposarne il modo di pensare anche se non è completamente congruente al tuo.

Ogni volta che affronto o propongo un discorso sull’Italia, le discussioni si dividono nelle due appartenenze destra e sinistra. Si litiga per capire chi ha ragione e si lotta per difendere la propria fazione mostrandola come la meno peggiore. Mai nessuno si pone la domanda più sensata: “è giusto o è sbagliato”? Il tutto si riassume a difendere la fazione a cui si appartiene che in realtà è come difendere se stessi, la propria identità ed il proprio essere.

“Quando non si ha una forma, si può avere qualsiasi forma; quando non si ha uno stile, si può avere qualsiasi stile.”

Preferisco la filosofia alla religione perché ha il coraggio di cambiare e rimettersi in discussione. Non siamo noi esseri frutti di un cambiamento costante? Non siamo noi il risultato di un’evoluzione durata centinaia di migliaia di anni con il solo intento di renderci una macchina biologica perfettamente funzionante e adattata all’ambiente che ci circonda? Perché le nostre idee non posso seguire lo stesso procedimento evoluzionistico con l’obiettivo di perfezionarsi continuamente?

Secondo me, la filosofia da sposare è prendere cosa c’è di buono nelle idee, nei libri, nelle persone e farlo diventare proprio per costruire il proprio pensiero che è indefinibile ed in continuo mutamento.

Cosa ne pensi?

  1. luca il gio, 4th feb 2010 23:03

    Sono decisamente d’accordo,non dovremo soffermarci a decidere se un pensiero è o meno corrispondente al nostro gruppo di appartenenza, bensì cercare di capire se è giusto oppure no, se è buono oppure cattivo. Solo così riusciremo a capire cosa fare per migliorare la nostra permanenza su questa terra.

    Ciao Karim

  2. Belloeimpossibile il ven, 5th feb 2010 0:13

    Il pensiero che hai espresso ha la qualità di un piccolo saggio filosofico.
    A volte chi aderisce ad una ideologia si mette i prosciutti sugli occhi, è vero.
    E’ anche vero altresì che molt volte ad un pensiero politico si associa una weltanshaung, una visione del mondo più vasta.

    Faccio qualche esempio: a molta gente di sinistra piacciono le filosofie orientali, la new age, inoltre amano essere solidali con i popoli sudamericani che vedono come colonizzati e sfruttati.

    Quelli di destra invece guardano con occhio poco benevolo chi fa uso di droghe leggere, chi veste come un punk, chi è più stravagante, ed amano, (qulcuno più, qualcuno meno) la patria talvolta sfociando nel nazionalismo. Il nazionalismo non è semplice amor patrio, ma voglia di far affermare la propria nazione a danno alle altre.

    Ci sono discorsi che pur non essendo direttamente riconducibili ad una ideologia, vi si associano.

    Io però, a differenza di molti che ritengono di appartenere ad una minoranza di menti superiori, credo che la gente comune, “la maggioranza”, sappia bene analizzare complesse dinamiche sociali e politiche molto più di tanti giornalisti in voga.

  3. matte09 il ven, 5th feb 2010 0:55

    non hai assolutamente scritto delle banalità,anche se ognuno di noi ha il proprio modo di pensare.io in famiglia non sono mai stato influenzato politicamente,mio padre ha solo insistito sul fatto che gli estremi erano entrambi sbagliati,sia di destra che di sinistra e ne sono assolutamente convinto anche io!io credo che quasi tutti noi quando iniziamo a seguire la politica ci identifichiamo in una fazione(destra o sinistra)ma come ha giustamente scritto a.russo spesso perdiamo l’obiettività e questo secondo me dipende da 2 fattori,scarsa personalità o sudditanza psicologica spesso derivante da genitori,amici e ambienti che si frequentano da giovani.nel mio caso è evidente qual’è la mia appartenenza,ciò nonostante non amo il premier come sembra e ci sono parecchie cose che non condivido.della sinistra mi piacciono molte cose come l’essere più aperti mentalmente,quello che proprio non sopporto è il falso buonismo e l’incoerenza.esempio:io sono di destra,non sono assolutamente razzista,anzi stimo chi lascia il proprio paese per venire a lavorare onestamente in italia ma se dico che chi viene per delinquere deve essere severamente punito la persona di sinistra mi dà del razzista,ègiusto?inutile fare tanti esempi,quello che voglio dire è che il buonsenso non dovrebbe avere appartenenza politica e su certe cose dovremo essere tutti d’accordo cosa che non succede!ogni volta che vedo in tv un dibattito politico mi chiedo,possibile che non siano mai d’accordo su una cosa?il mio pensiero è che i politici vadano in realtà molto d’accordo(e non mi stupirei di vedere di pietro e berlusconi a cena insieme),a litigare ci pensiamo noi(me per primo)che ci caschiamo come polli!

  4. cipirimerlo il mar, 9th feb 2010 21:19

    ma scusa karim , era arusso che smaniava per conoscere qualche fanciulla lituana …io ho dato solo un suggerimento ( naturalmente scherzoso …)

  5. Karim Gorjux il mar, 9th feb 2010 21:26

    Non hai tutti i torti, ma capisci che qui è tutto nero su bianco ed è facilissimo ritorcere contro una persona qualsiasi cosa abbia scritto. Tu lo sai bene, ci giochi, ti diverti ed entro certi limiti è anche accettabile.

  6. adolfino maggi il mer, 10th feb 2010 14:53

    Ho letto con interesse questa tua riflessione.
    Non trovo nulla da dire, ma però potrei chiederti se:
    “è errato avere un’ ideologia o è errato vivere con il credo di un’ideologia errata”.
    Per me il termine ideologia intende il complesso di idee che sta alla base di un movimento culturale o politico.
    Sono stati altri ad assegnare a questo termine particolari significati, e sono sempre stati altri a commettere errori e misfatti in nome di un’ ideologia criminale.
    L’uomo che vive di idee e di credi che incitano al rispetto della vita di qualunque essere vivente, penso che possa tranquillamente affermare di avere un’appartenenza ad un’ideologia corretta.

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