Lituania paese dell’omofobia: la legge anti gay bocciata dall’Europa
Qualche settimana fa il programma l’Altra Europa di Radio24 mi ha contattato per discutere della legge anti gay di cui si vociferava qualche blog. Per parlarne ho fatto chiamare mia moglie che dopo una ricerca su internet nei vari siti in lituano non ha trovato nemmeno una parola al riguardo.
Ieri sul Fatto Quotidiano un articolo riporta la questione soprattutto dopo il monito dell’Unione Europea, ma qui in Lituania della questione omosessuale se ne parla poco. Personalmente ho visto qualcosa tempo fa su un programma di discussione molto seguito: “Valanda su Ruta” (un’ora con Ruta), ma nient’altro e soprattutto non si parlava di questa legge.
Quindi sono costretto a rettificare che la legge che vieta di parlare dell’omosessualità è in discussione per essere approvata e a nostra discolpa, mia e di mia moglie, posso garantire che qui in Lituania non se ne parlato.
Personalmente avevo già capito da parecchio tempo che l’omosessualità in Lituania non è tollerata; una persona “ambigua” deve fare molta attenzione a dove cammina in quanto la sua vita in questo paese può risultare davvero difficile e pericolosa. Cosa mi ha invece fatto strano è che l’omosessualità tra donne è largamente diffusa e sopratutto tollerata dagli uomini. Quando avevo ancora tempo di andare nei night club in Klaipeda (il night club è l’equivalente della nostra discoteca, per donne nude o spettacoli erotici bisogna entrare in un “erotic club” ndr), mi è capitato di vedere donne slanciarsi in effusioni lesbiche senza troppi pudori e soprattutto con il benestare degli uomini presenti.
La questione della tolleranza rispetto ai diversi non è solo limitata agli omosessuali, ma si estende anche ai latini, i neri e gli arabi. In generale c’è un’accentuata xenofobia rispetto agli stranieri soprattutto se sono uomini. Tra i vari casi a cui ho assistito o di cui mi è stato riferito ci sono dei tentativi di pestaggio e persino aggressioni a mano armata. Personalmente mi sono sempre tirato fuori da ogni fastidio parlando il mio lituano maccheronico, ma non sono un gran frequentatore della “Klaipeda by night” quindi il mio caso fa statistica solo fino ad un certo punto. C’è anche da dire che Klaipeda è un piccolo paese piuttosto tranquillo.
Link: Articolo sul Fatto quotidiano
Link: Puntata dell’Altra Europa del 18 Dicembre 2010
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signorina il gio, 3rd feb 2011 4:58
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signorina il gio, 3rd feb 2011 5:12
che poi…questa europa così democratica sta zitta zittina zittissima riguardo le rivoluzioni in Africa, ci scandalizziamo quindi sulle oscenità morali e legislative, sulle violazioni dei diritti ecc. solo in casa nostra, ove tutti e nessuno è economicamente o politicamente importante
non mi capite male, non sto giustificando la lituania in nessuna maniera, ma forse anche noi, i “tolleranti”, dovremmo questionarci sulla nostra onestà
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Baltic Man il gio, 3rd feb 2011 13:12
Signorina, perchè ostinarsi a difendere l’indifendibile?
A tanto può portare questa obsoleta malattia che si chiama patriottismo??
Cosa c’entra, in questo momento e in questa discussione, le rivoluzioni in africa?Qui si sta parlando di un problema gravissimo, che fa della società lituana una società tribale. L’intolleranza è il primo sintomo di un passaggio mancato dagli scimpazé all’uomo. Ho vissuto un anno da quelle parti, non sono omosessuale, ma so perfettamente che uno sport nazionale è la caccia e il massacro al “diverso”.
Credo che ogni lituano intelligente e critico debba criticare con forza questo atteggiamento selvaggio, anziché “mettere il problema sotto il tappeto”, in virtù di chissà quale spirito nazionale.
Io condanno e condannerò sempre Berlusconi perchè sono un individuo dotato di un cervello UN MINIMO pensante, dotato di un briciolo di analisi critica, o di spirito etico. O di semplice buonsenso. Non certo perchè sono italiano o spagnolo o tedesco.
Come cantava qualcuno, “emancipate yourself form mental slavery”….
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a.russo il gio, 3rd feb 2011 16:12
Non mischiamo il patriottismo con il razzismo. Il Nazionalismo semmai, spesso, ha in sè tale germe.
Patriottismo non vuol dire essere razzisti. Vuol dire essere coscienti di far parte di un determinato contesto.
In qualsiasi latitudine ed epoca siamo parte di un contesto.
Io posso dire anche che non mi sento Italiano, ma cittadino del mondo o che sono un giapponese mancato.
Rimane il fatto che ogni porzione di territorio è vincolata da diritti e doveri di chi vi abita: l’alternativa è instaurare l’anarchia, o isolarsi dal mondo e fare l’eremita.
Se vado a vivere in Turchia, sono io che mi devo abituare e alle leggi turche, e non viceversa.
Non vedo perchè in Italia non debba essere diverso.
L’identità nazionale e le tradizioni sono un valore positivo, purchè non portati all’estremo. Un mondo omologato, in cui l’italia diventa uguale alla Francia e al Giappone, è un pianeta umanamente più povero. -
Baltic Man il gio, 3rd feb 2011 19:03
Le sono nel momento in cui un individuo vi crede – l’alternativa non la vedo comunque nell’anarchia, ma in un più moderato rispetto di leggi che devono essere intrecciate intorno ad un ideale “liberale-illuminato-democratico” universale, e non solamente nazionale…
…rimane comunque, per il sottoscritto, una certa diffidenza nei confronti di ogni “ismo” (nazionalismo, patriottismo, comunismo, postmodernismo, eccetera eccetera) che tende a rinchiudere lo spettro dell’infinita varietà umana (in termini di arte come di politica o approccio alla vita…).
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mi sorprende il fatto che né tu né soprattutto tua moglie non abbiate sentito niente riguardo questa legge: seppur io viva all’estero questo dibattito non si è potuto evitare e anche oggi se ne parla tanto…il fatto sta che per tanti lituani, soprattutto per quelli che stanno in provincia, l’omosessuale è equivalente ad un pedofilo, il che si aggrava ulteriormente sostenendo/credendo che ciò assieme al “liberalismo dell’Occidente” minacci niente meno che il popolo lituano in quanto tale. e visto che di una simile opinione sia la maggioranza dei lituani (la posizione più pacifica è questa: ma certo che gli omosessuali hanno il diritto di esistere ma ciò solo finché non ci rompono le scatole con le loro manifestazioni ecc.) anche il parlamento conservatore-portatore dell’indipendenza alla lituania è di questo parere. è inutile dire quanto ciò sappia di provincialismo e simili, ma con le semplice critiche questo approccio non se ne va, quindi potremmo risparmiare i commenti del genere “mi auguro che vi invada di nuovo un’unione sovietica°, come mi è capitato di leggere tra i commenti del FattoQ.
con rispetto,
G.