Esperienza
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La mia partenza si avvicina, sono solo in casa, ho molto lavorò da fare e piano piano, giorno dopo giorno smembro ogni più piccolo ricordò di quella ché è stata la nostra casa in questi ultimi due anni.
È faticoso. Non è solo il peso degli innumerevoli scatoloni e nemmeno la demotivazione nell’affrontare tutto questo lavoro da solo. È faticoso dover ricominciare, crearsi un nido, abituarsi al nido e vivere nel nido. Non è solo faticoso, ma difficile.
Rammarichi.
A volte penso ché sarebbe stato meglio non venire in Italia. Avrei sicuramente risparmiato molto denaro e le cose sarebbero sicuramente molto diverse ora.
Forse sarebbe andata meglio o forse peggio, ma sono sicuro ché ora, dopo l’esperienza italiana, sarà tutto molto diverso in Lituania. Gli errori commessi e l’esperienza maturata mi permettono di vedere con molta chiarezza il percorso da seguire e soprattutto quello da non seguire.
Ho ancora dèi dubbi, ma il dubbio è l’inevitabile genesi dell’azione, l’interrogativo universale davanti all’incertezza del domani. È solo questione di tempo: ore, giorni e, se necessario anche settimane e inevitabilmente i dubbi si dissolveranno.
“Per quanto possa essere lungo e freddo l’inverno, prima o poi, inesorabilmente, arriverà la primavera.”
Le pressioni quotidiane
Tornato da Boca de Yuma, la realtà quotidiana italiana mi ha scosso come un piccolo tsunami. Mi ero reso conto che vivendo nella Repubblica Dominicana si adottano altri ritmi rispetto ai paesi del “primo mondo”; Sicuramente sapete di cosa sto parlando.
La tranquillità che respiravo a Boca de Yuma aveva un sapore particolare che avevo notato sin dal primo giorno: quando mi stendevo sull’amaca ad ammirare l’atlantico, la brezza rendeva i trenta gradi quotidiani un dono della natura piacevole e senza difetto alcuno. Mi dondolavo e non mi sentivo mai in colpa, non esisteva null’altro. Per di più il cellulare, molto gentilmente, tentava di non interrompere l’incantesimo di un indimenticabile momento di relax. Rimaneva sempre spento.
Irripetibile!

Mentre scrivevo
Stavo scrivendo un articolo sulla Lituania e il viaggio che farò. Mentre scrivevo ho dovuto smettere, non so perché, ma ho dovuto interrompere. Ci ritorno tra qualche ora e vedo di pubblicare nel pomeriggio.
Qualcuno di voi ha una bella foto di Klaipeda su flickr?
Nostalgija
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Bello il post di Henry (che linkerò tra poco), in effetti c’è qualcosa della Lituania che una volta che te ne vai ti manca, sicuramente viverci è difficile e stressante. La lingua è sempre lo scoglio più difficile da superare. Ma c’è qualcosa che ti manca, anche Flavio ha provato una sensazione del genere.
Il commento che ho lasciato nel post di Henry, potrà essere usato contro di me in tribunale. (lol)
In Kalku jela a Riga esiste un bar di tipico stampo ottocentesco che si chiama Nostalgija. Non so perché mi viene sempre in mente quel bar.
Ritorno in Lituania
Dal 23 Dicembre al 4 Gennaio sarò in Lituania. E’ la prima volta che partiamo tutti e tre insieme per le fredde terre del nord infatti non ho mai viaggiato in aereo con Greta.
La prospettiva di passare esattamente 15 giorni in Lituania mi entusiasma da una parte e mi angoscia dall’altra. Il passare le giornate (sarebbe meglio dire le “giornottate”) in un appartamento a Telsai perché fuori fa un freddo bestia, sentire parlare tutto il giorno in Lituano, sconvolgere gli orari alimentari… beh queste cose, anche se solo per 15 giorni, davvero mi fanno stare male al solo pensiero.
Il rovescio della medaglia ha un non so che di mistico e surreale, mi manca Klaipeda che è stata la mia città per circa 2 anni, mi manca la terra lituana desolata fredda e incontaminata, mi manca staccare un po’ dalla solita frenesia, mi manca il “colpo d’occhio” e qui il Davide che mi ha accompagnato svariate volte a Riga sa cosa intendo, mi manca soprattutto il clima natalizio che qui è ormai scomparso da diversi anni.
Il Natale non sa più di Natale e festeggiarlo in Lituania è un po’ come viaggiare indietro nel tempo quando i miei natali da piccolino sapevano proprio di Natale.
A parte tutto: iPod Video, Nintendo DS (da poco permutato con il mio Wii che usavo poco) e il MacBook Pro sono la triade vincente per i momenti di scazzo più difficili. Ce la farò!
Un paio di sere fa..
Un paio di sere fa ero da un mio cliente che, oltre ad essere un mio cliente, è anche un mio coetaneo. A dirla tutta circa 20 anni fa era anche uno dei miei compagni alle scuole elementari. (Quante botte che gli davo…)
Mentre pacioccavo sul suo computer, mi fa vedere le foto della sua ultima vacanza che manco a dirlo se l’è fatta proprio in Lituania. Vilnius, Trakei, Klaipeda… Klaipeda. A dire il vero di Klaipeda aveva poche foto, il battello di per Nida, un ponte, due case e il Kurpiai. Il Jazz Club più famoso della Lituania, il Kurpiai.
Le foto del Kurpiai mi confondevano, per prima cosa perché le foto le ha fatte di giorno e non c’era tanta gente, ma il senso di inquietudine che mi avvolgeva era dovuto al ricordo delle serate mie e di Enrico in quel locale. Mi succede occasionalmente, mentre guido o mentre guardo la foto del mio matrimonio sul comò, di pensare a com’era Klaipeda in sua compagnia. Mi vengono in mente cose buffe, i suoi racconti, la sua cagnolina Baranka, i suoi litri di birra, la sua risata nascosta da quella mano che sembrava un badile, la sua insormontabile timidezza latente.
Pensare di tornare a Klaipeda mi angoscia. Appena penso a Klaipeda mi viene in mente quella passeggiata che stavo facendo da solo il pomeriggio del 22 Settembre 2006, giusto 2 giorni dopo la morte di Enrico. Dal Memelis camminavo verso Tilto Gatvé, a testa bassa, guardandomi le scarpe. Mancava solamente la pietrolina da calciare e, mentre camminavo, avevo chiaro in mente che la città dov’è nata mia figlia, per me, non sarebbe mai stata più la stessa.

Flavio D’Inca
Nella mia modesta permanenza a Klaipeda ho avuto la fortuna di conoscere un personaggio interessante come Flavio d’Inca. Flavio e sua moglie sono due persone assolutamente fantastiche e la loro storia di viaggi per il mondo è assolutamente incredibile.
Flavio è consorte sono di Milano, circa 15 anni fa, stressati dal traffico, dallo smog e dal cemento in ogni angolo decidono di cambiare vita. Partono per la Malesia dove vivono per 5 anni circa lavorando in un piccolo B&B di cui sono proprietari.
Purtroppo la morte dei piccoli sono le grandi multinazionali, i grandi nomi del turismo prendono di mira la Malesia e Flavio è costretto a cambiare: destinazione Portogallo.
In Portogallo ristrutturano una casetta e continuano il lavoro nel turismo, un bel B&B dal tipico sapore locale, ma il tragico attentato del 11 Settembre 2001 uccide completamente il turismo locale e Flavio è costretto a cambiare di nuovo, rimane in Francia per un paio d’anni prima di scegliere come meta Palanga.
Flavio mi invita a casa sua, un piccolo appartamento a pochi passi dal centro di Palanga, e mi racconta la sua avventura. La scelta sulla Lituania è ricaduta dopo giorni e giorni a cercare informazioni su internet dove le cifre sono tutte a favore del popolo Lituano, una fra tutti la crescita economica che è tra le più alte d’Europa. Palanga è un posto altamente turistico, ma le cose non vanno per il senso giusto, la risposta della Lituania non è quella che si può intuire leggendo su internet, anche le cose facili diventano difficili. Flavio decide di lasciare la Lituania, il suo commento lasciato in merito a questo articolo confuta ogni dubbio.
Tra due mesi lascerò la Lituania; dopo tre anni di residenza a Palanga. Forse dovrei dire che sto lasciando Palanga e Klaipeda e non la Lituania perchè Vilnius e’ un altra cosa: più moderna, più aperta.
Peccato che sul mare ci sia Klaipeda e non Vilnius. Forse sarei durato un po’ di più? Non credo. Il “non capisco ma mi adeguo” qui non vale, almeno per me. Io non capisco e non mi adeguo. Peccato. I lati positivi li ho trovati anche qui e me li son goduti. Ho alcuni amici e amiche e un po’ mi dispiace lasciarli. Quando uno lascia un luogo, sembra che i rapporti si intensifichino e si arriva al solito “Che peccato! Propio adesso che cominciavamo a…”
Fatto sta che non venni qui aspettandomi di fare amicizie lituane ma per investire in un piccolo business, così come ho fatto in altri Paesi. Resomi conto delle difficoltà, dei rischi e dei prezzi ormai astronomici, ho tirato le somme. Risultato: negativo.
Tra le cose che ho imparato vivendo qui c’è la seguente: non resisto ad autunno e inverno così lunghi. Voglio il sole e la primavera tutto l’anno! …e so dove sono, un po’ lontani ma sto per raggiungerli.
Ah…dimenticavo! Non e’ vero che il tempo passa. Siamo noi a passare.
Iki.
Flavio
A casa di Flavio, a Palanga, ho subito notato che non ero in Lituania. Flavio è rimasto 3 anni a Palanga, ma non ci sarebbe riuscito se casa sua non fosse stata una Little Italy e soprattutto se sua moglie fosse stata lituana e non italiana. Avere una moglie che ti capisce in tutto e per tutto, che parla la tua stessa lingua, che conosce e vive la tua cultura è fondamentale quando ti sposti all’estero. Vivere in Lituania con la moglie/fidanzata lituana è pericoloso e più di una volta ti sentirai solo anche se effettivamente non lo sei. Lo shock culturale è pericoloso, la depressione è sempre dietro l’angolo, soprattutto durante l’inverno lituano perché la depressione si nutre di buio.

Flavio l’ho rincontrato il 19 Giugno quando sono partito per Milano per accompagnare Rita e Greta a Malpensa. Ci siamo visti per più di 1 ora e abbiamo parlato di tante cose, Flavio mi ha raccontato del suo viaggio di ispezione in Perù, Chile e Bolivia e ha deciso che la sua prossima casa sarà il Chile.Il 30 Giugno Flavio partirà con la moglie, destinazione Putre una piccola cittadina di 1500 anime (ovviamente turistica) situata a 3.500mt d’altezza sulle Ande. Hanno già preparato il pallet da spedire via nave pieno di vestiti, libri e dvd. A Ottobre, con l’uscita di Leopard, andrà a comprarsi un bel Mac direttamente negli States e forse, da quel momento, sarà sicuramente più presente in Internet.
Mi ha già detto che non si muoverà dal Chile, per lui un posto in mezzo alla natura come Putre, lontano dallo smog e dall’ansia del mondo occidentale è letteralmente il paradiso. Forse farà una visita in Italia tra qualche anno e quindi, se voglio rivederlo, mi toccherà partire con l’aereo e andare fin Chile, ma con moglie e bimba è un po’ difficile, mi accontenterò di sentirlo via email.
Caro Flavio, mi spiace parecchio non aver approfondito la tua conoscenza quando vivevo a 10km da casa tua. Non fa nulla, almeno ho avuto la fortuna di conoscerti, sentiamoci in contatto e vediamo di far diventare realtà il tuo desiderio di aprire un blog.
Buona Fortuna!




