C’è un Mr Hide in ognuno di noi, quando siamo dietro una tastiera
Ultimamente sono stato testimone, indirettamente e non, di come al giorno d’oggi la tecnologia sia uno strumento che accorcia le distanze, ma soprattutto fermenti la vigliaccheria delle persone.
Un po’ come la metamorfosi del vicino di casa che si trasforma in Mr Hide alla guida della sua macchina, esistono persone che si trasformano dietro una tastiera rassicurati dalla barriera incolmabile che si forma tra il mondo e il loro monitor, preservandoli dalle atroci conseguenze che un mondo reale destinerebbe alle loro fantozziane vigliaccherie.
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Come è difficile discutere della Lituania senza prendere una posizione radicale
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Ho avuto qualche discussione via email con Maurizio, il fondatore e moderatore del più importante forum italiano sulla Lituania. Discussione piacevole che mi ha dato qualche spunto interessante per scrivere questo lungo articolo.
Circa quattro anni fa ho frequentato il forum partecipando con risposte e domande, soprattutto motivato dalla presenza di uno delle persone più strane ed intelligenti che abbia mai conosciuto: Enrico Quinto.
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Esperienza
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La mia partenza si avvicina, sono solo in casa, ho molto lavorò da fare e piano piano, giorno dopo giorno smembro ogni più piccolo ricordò di quella ché è stata la nostra casa in questi ultimi due anni.
È faticoso. Non è solo il peso degli innumerevoli scatoloni e nemmeno la demotivazione nell’affrontare tutto questo lavoro da solo. È faticoso dover ricominciare, crearsi un nido, abituarsi al nido e vivere nel nido. Non è solo faticoso, ma difficile.
Rammarichi.
A volte penso ché sarebbe stato meglio non venire in Italia. Avrei sicuramente risparmiato molto denaro e le cose sarebbero sicuramente molto diverse ora.
Forse sarebbe andata meglio o forse peggio, ma sono sicuro ché ora, dopo l’esperienza italiana, sarà tutto molto diverso in Lituania. Gli errori commessi e l’esperienza maturata mi permettono di vedere con molta chiarezza il percorso da seguire e soprattutto quello da non seguire.
Ho ancora dèi dubbi, ma il dubbio è l’inevitabile genesi dell’azione, l’interrogativo universale davanti all’incertezza del domani. È solo questione di tempo: ore, giorni e, se necessario anche settimane e inevitabilmente i dubbi si dissolveranno.
“Per quanto possa essere lungo e freddo l’inverno, prima o poi, inesorabilmente, arriverà la primavera.”
Le pressioni quotidiane
Tornato da Boca de Yuma, la realtà quotidiana italiana mi ha scosso come un piccolo tsunami. Mi ero reso conto che vivendo nella Repubblica Dominicana si adottano altri ritmi rispetto ai paesi del “primo mondo”; Sicuramente sapete di cosa sto parlando.
La tranquillità che respiravo a Boca de Yuma aveva un sapore particolare che avevo notato sin dal primo giorno: quando mi stendevo sull’amaca ad ammirare l’atlantico, la brezza rendeva i trenta gradi quotidiani un dono della natura piacevole e senza difetto alcuno. Mi dondolavo e non mi sentivo mai in colpa, non esisteva null’altro. Per di più il cellulare, molto gentilmente, tentava di non interrompere l’incantesimo di un indimenticabile momento di relax. Rimaneva sempre spento.
Irripetibile!

Mentre scrivevo
Stavo scrivendo un articolo sulla Lituania e il viaggio che farò. Mentre scrivevo ho dovuto smettere, non so perché, ma ho dovuto interrompere. Ci ritorno tra qualche ora e vedo di pubblicare nel pomeriggio.
Qualcuno di voi ha una bella foto di Klaipeda su flickr?


