Come trovare un buon commercialista?
Come trovare un buon avvocato? Un buon dottore? Un buon commercialista? Me lo sono chiesto anche io e forse ho anche trovato una risposta, ma nulla di definitivo, mettetevi il cuore in pace.
Per prima cosa non è possibile fidarsi del “sentito dire”, la professionalità in Italia non vive di meritocrazia. Enzo Biagi diceva: la meritocrazia in Italia esiste solo nel calcio; il problema è quindi nella valutazione di un buon commercialista che si può solo fare a posteriori e non a priori a meno che non si cerchi di notare qualsiasi piccolo dettaglio.
Il commercialista deve farvi guadagnare tempo e denaro. Il tempo lo si guadagna utilizzando la tecnologia: email, skype, fax sono solo un paio di esempi. Non ha più senso doversi fisicamente recare nell’ufficio del commercialista ogni volta che si ha una mezza domanda, meglio una mail, permette l’asincronia della risposta. Prima regola d’oro: il commercialista deve essere al passo con i tempi, ma direttamente! Non la schiava segretaria.
Informatevi. Non fate l’errore di delegare tutto a occhi chiusi, informatevi e scassate le palle a chi pagate per fare il loro lavoro. Informarvi costa davvero poco ed è l’unico modo per capire se il commercialista vale qualcosa, fate delle domande di cui sapete già la risposta, dalle risposte potrete farvi qualche idea.
L’attitudine è anche un buon metro di misura. Se mentre parlate il commercialista prende appunti non è solo segno di organizzazione, ma di considerazione. E’ prassi comune in Italia di non cambiare mai il commercialista se fa delle cazzate, non abbiate paura di mandarlo a fare in culo nel caso sia un incompetente! Non capisco perché si può divorziare dalla moglie e non dal commercialista! E’ l’unico modo per trovarne uno valido nel tempo.
Personalmente penso che mi affiderò ad un ragazzo di 23 anni, gli faccio fiducia all’impegno e al coraggio e soprattutto merito all’umiltà che ben poche persone della sua professione hanno. Speriamo bene.
Marzo 5, 2008 10 Comments
Un’esperienza
Tra qualche giorno chiuderò finalmente la mia società. E’ stata un’esperienza particolare e, secondo Oscar Wilde, l’esperienza è il nome che gli uomini danno ai propri errori. Oltre ad aver sprecato un mucchio di soldi ho imparato delle cose che altre persone hanno pagato molto più caro di quanto abbia pagato io.
Chiudo, ma solo per poter ricominciare, da solo e con un’altra mentalità, con un’altra istruzione.
La lezione più importante l’ho ricevuta da un mio amico che i soldi ha saputo guadagnarseli facendo tesoro dei propri errori: “mai delegare collaboratori ad agire rinunciando preventivamente al chiarimento sul loro operato” (Giovanni Agnelli)
Febbraio 25, 2008 No Comments
Consigli per il piccolo imprenditore (a morte il commercialista!)
Il commercialista impersona con il suo spirito e la sua praticità il detto: siamo tutti ricchioni con il culo degli altri.
Io ho preso il commercialista di mia madre che per il suo lavoro va più che bene, ma per il mio lavoro che affonda le sue radici nel terreno della new economy, il mio commercialista è come lo sterco sui maccheroni. In base alla mia esperienza ho qualche consiglio da dare:
- Informarsi prima su internet! Il forum di Giorgio Tave è veramente manna dal cielo per chi vuole iniziare a fare l’imprenditore in questo strano strano paese. Leggete anche se non capite e chiedete consiglio, vi farà risparmiare molti soldi.
- La partita iva serve solo quando fatturi. Fino a 5000€ l’anno potete anche farne a meno, vi basta far fare la ritenuta d’acconto, non impelagatevi, tutta la preparazione che c’è prima la potete fare senza prendere una partita iva
- Società? No. Grazie. Almeno non da subito, io ho fatto una snc ed è un casino perché si risponde con il proprio capitale, sarebbe meglio la SRL, ma è troppo costosa per chi inizia, troppo impegnativa. Meglio una partita iva semplice senza notaio tra le balle.
- Procuratevi un buon consulente. Chi mi ha aperto gli occhi sulla mia attività è stato Alessandro “The Business Doctor” ovvero l’anello mancante di qualsiasi impresa. Districarsi nel marketing è la spina dorsale della vostra attività e per farlo dovete avere più che un consulente, vi serve un amico.
- Internet è l’autostrada verso il futuro. Usatela per un buon sito orientato sui contenuti, usate le nuove tecnologie!
- Eliminate i costi! Non fate contratti business, comprate materiale usato, non firmate un cazzo di niente in giro ed evitate il superfluo!
- Attenzione all’INPS. L’Istituto Nazionale Perdita Soldi è sempre alle calcagna, sappiate che vi chiedono 2500€ l’anno anche se fatturate 1 lecca lecca ad un bambino di quinta elementare e questo per ogni socio!
- Non fidatevi. Soprattutto del commercialista, verificate sempre su internet o da un altro commercialista
- Crescete gradatamente. Prima fate le cose che vi chiedono meno rischi e poi valutate. Nel mio caso avrei dovuto vendere computer, ma sarebbe stato assolutamente meglio appoggiarsi ad un negozio che già ne vende e chiedere una piccola percentuale. Meno casini, almeno all’inizio.
- Evitate il contratto business del cellulare. Si scala anche con il cellulare privato, ma il commercialista figlio di buona donna certe cose non le dice.
- Attenzione alle banche! Non sempre è necessario il conto business, ma loro non ve lo diranno mai! Usate un conto a basso costo come le poste, fineco o mediolanum. Sarebbe meglio un conto a Lugano, ma questa è un’altra storia.
- Lasciate perdere il logo. Prima fatene uno semplice, piuttosto compratene uno, ma non commissionate ad un designer il lavoro. Per fare un buon logo aspettate, con il tempo avrete le idee chiare. E poi chi l’ha detto che il logo non cambia mai?
Spero di esservi stato utile, se poi vi ho fatto risparmiare vari soldi, mandatemi l’offerta “pizza margherita” cliccando il pulsante donazione in alto a destra.
Febbraio 8, 2008 5 Comments
L’italia è la nuova Atlantide: stiamo sprofondando
L’Italia ha perso in ogni campo, siamo primi nel mondo solo nel calcio, ma per quanto riguarda tutto il resto, abbiamo perso. A me la provincia di Cuneo piace, la gente è cordiale, le nostre montagne riescono a mozzarti il fiato tanto che sono belle. La nostra cultura, il nostro cibo, la nostra lingua è qualcosa che fa parte di noi e che ci accompagna ovunque. Ci sono tante cose a cui non riesco a rinunciare dell’Italia.
Rita si trova bene qui, ma ci sono tante cose che non vanno e che ti fanno odiare in primis la nostra classe politica. Le leggi sono troppe e molte senza senso, le tasse sono elevatissime, i politici sono dei mafiosi che hanno stancato chiunque. Nel 1994 c’erano Berlusconi e Prodi, oggi, nel 2007 ci sono Berlusconi e Prodi. L’Italia è ferma da 15 anni, ci siamo fatti battere dalla Spagna che non ha assolutamente le risorse che abbiamo noi; la Grecia fa a botte con noi per non essere all’ultimo posto nelle varie classifiche europee.
In Lituania la più grande difficoltà è stata la lingua, in Lituania non hanno le nostre risorse, ma sono sicuro che entro 10-15 anni faranno dei passi da gigante che andrà a finire che saremo noi italiani a emigrare lassù e non i lituani a venire da noi. Vi ricordate com’era l’Irlanda all’inizio degli anni 90?
Anche sull’immigrazione ho i miei dubbi, chi viene qui da noi? Romeni? Albanesi? Marocchini? Da noi arrivano per lo più persone che sanno del nostro sistema giuridico inefficiente. Sanno che Antonio Di Pietro, il magistrato in prima linea contro tangentopoli è il ministro delle infrastrutture mentre Mastella che era al matrimonio di Campanella, come testimone di nozze e in compagnia di Cuffaro è ministro di Grazia e Giustizia. Sanno che l’Italia è il paese di Bengodi e i delinquenti la fanno sempre franca.
L’Italia è morta. Le tasse superano il 43% dell’imponibile, scalare dalle tasse è una barzelletta. Ovviamente oltre le tasse bisogna tenere conto dell’INPS che non è nient’altro la pensione che non vedrai mai e poi c’è la ritenuta d’acconto, lo studio di settore. Mamma mia! Lo studio di settore! Una porcheria del genere può essere solo italiana: in pratica devi fare attenzione a quanto fatturi perché in base ad alcuni calcoli cretini, di cui nessuno conosce gli algoritmi, il ministero delle finanze sa quanto tu devi fatturare. Se fatturi meno o di più rischi di avere dei controlli. Se non vuoi i controlli devi pagare. In Italia le tasse le anticipi!
Lo stato è un nemico. Se hai una società, il tuo intento è lavorare in nero per pagare meno tasse. Il commercialista deve essere tuo alleato, ma il più delle volte non vuole avere grane e ti fa pagare tutte le tasse e quindi si fa del nero per guadagnare qualcosa.
In qualsiasi paese civile, le tasse vanno pagate, è un dovere sociale. Un paese dove non paghi le tasse, non ti da nessuna garanzia, ma in Italia dove paghi tanto, non hai garanzie! Mi chiedo alle volte come faccia questo paese ad andare avanti ed era, più o meno, la stessa domanda che mi facevo anche in Lituania. In Svezia si paga il 50% di tasse. Ma la Svezia offre dei servizi ed è un paese in cui vale la pena vivere. In Italia paghiamo le tasse svedesi per avere meno servizi di quanto ti offre la Lituania. Il medico lo pago, l’asilo per Greta lo pago, le medicine non le scali un cazzo di niente, l’autostrada la paghi, l’iva la paghi. Si paga tutto!
Ho ragione o no?
Novembre 17, 2007 7 Comments
Impresa in Lituania
Mettere su un’impresa in Lituania è relativamente facile, la burocrazia lituana è uno scherzo paragonata alla nostra. Il problema non è però mettere su l’impresa, ma farla andare. Gli imprenditori lituani che conosco io, gioiscono a far fuori le loro società e a tornare in Italia. Chi rimane lo fa a scapito della sua tranquillità perché di guadagni se ne vedono pochi.
Ancora non capisco perché mi aggredivano tanto quando dicevo queste cose. L’unico modo per far soldi in Lituania è andare lassù con 1 o 2 milioni di € da investire nella produzione di qualcosa, sfrutti la loro mano d’opera e vendi in Italia. In quali altri paesi si fa cosi’?
Aprile 21, 2007 No Comments
Statuto in corso
Bene, approvato il business plan si è passati alle pratiche burocratiche. Notaio, commercialista e altra cazzabubbole. Oggi sono andato a firmare i fogli del successo in provincia, sempre oggi ho avuto le prime difficoltà con l’unico collaboratore che abbiamo. Sinceramente non ho molta idea di come fare, lo manderei a cagare, ma non se lo merita. Devo dire però che aiuta… è esperienza!
Febbraio 2, 2007 No Comments
Approvato!
Il business plan è stato approvato. Da domani facciamo impresa!
Gennaio 31, 2007 3 Comments


