E’ ancora sicuro viaggiare nei paesi baltici?
Sabato sera sono stato all’Akropolis di Klaipeda e ho provato per la prima volta in vita mia il ristorante giapponese. Sono stato completamente io e Rita abbiamo approfittato della permanenza di Greta dai nonni per andare a mangiare fuori da tranquilli. Non mi dilungo sulla descrizione dei piatti o del prezzo, ma vi assicuro che come ristorante esotico non ha nulla a che fare con i nostri ristoranti-catena cinesi.
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Settembre 29, 2008 7 Comments
Database completo dei comuni italiani per FileMaker
Vista la non semplice reperibilità di dati aggiornati, ho creato un database solo per FileMaker contenente tutti i dati riguardo alle regioni, provincie e comuni italiani.
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Luglio 9, 2008 1 Comment
Siamo ciò che meritiamo di avere
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L’Italia che i miei concittadini di “Centro-Destra” vorrebbero, basandosi su quanto essi stessi hanno avuto modo di sostenere, è una Italia menefreghista, collusa, opportunista, miope, egoista e gretta, concentrata unicamente sui confini del giardinetto di casa e sulla consistenza del proprio portafoglio, senza la minima considerazione di un bene più vasto e condiviso, dei grandi problemi che affliggono la nazione e nessuna aspirazione verso qualcosa di più grande.
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L’ho sempre detto che chi è seduto a Roma è esattamente ciò che l’italiano si merita.
Tratto da “Italy: Where “Berlusconi” Happens”
Giugno 25, 2008 4 Comments
Come far ridere uno straniero
Se volete fare ridere uno straniero c’è un metodo infallibile!
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Maggio 8, 2008 2 Comments
Italiani nella repubblica dominicana
Di italiani che vivono qui ne ho trovati di vari tipi, di cui tutti generalmente motivati da tre cose: il carro dei buoi, l’esilio volontario, il freddo.
Alle volte esistono altri motivi, ma i tre che ho menzionato sono onnipresenti in percentuali diverse sepur minime. Raramente il carro dei buoi non c’entra.
La prima parola che mi viene in mente pensando a Boca de Yuma è fancazzismo, subito dopo l’associazione, il mio stupore per la vasta presenza di italiani in un paesino di 1500 abitanti viene meno. Di italiani ne ho conosciuti già una decina e ne mancano ancora! Dalle mie stime, sembra che ce ne siano almeno il doppio.
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Marzo 31, 2008 4 Comments
Uomini italiani, qualcosa di buono c’è?
Interessantissimo questo post, davvero interessante, lo pubblico perché merita davvero una lettura, noi italiani ci lamentiamo delle donne italiane e non solo, ma noi uomini come siamo? Articolo preso dal blog: Le ragazze russe e gli italiani.
Bambini vestiti molto bene?:
Pubblico il parere di un uomo italo-slavo che mi pare interessante, e attendo i commenti degli uomini italiani.
“Dico la verita’: figlio di madre slava e padre italiano, riconosco benissimo la solfa, pur essendo vissuto sempre in Italia. C’e’ un abisso tra me (che ho avuto un’educazione “slava”) e gli altri italiani. A parte la loro effeminatezza, questo curarsi come se fossero delle superstar americane, e’ proprio il fatto che crescono come bambini e quando si sposano cercano una seconda mamma che badi a loro. Loro non si sposano mai, quello che fanno e’ cambiare mamma. Da una all’altra.
Non si battono mai, fanno i giochini da donne sul lavoro, li guardi riuniti che sembrano donne che pettegolano, hanno sempre paura di tutto e di tutti. Non ti dicono le cose davanti perche’ hanno paura, pero’ te le dicono dietro come le donne.
Mia moglie, italiana, dice che si stupisce per la mia durezza nel pensare, pero’ ammette che e’ meglio una persona che si batte e quando hai bisogno c’e', e non una persona che devi sempre sostenere perche’ piagnucola come avere un figlio.
Gli uomini italiani all’estero sono considerati effeminati piagnucolosi e viziati , quasi dappertutto, e’ inutile che vi illudete, i latinos sono gli ispanici. Che sono molto diversi dagli italiani.
Io qui faccio paura ai miei colleghi, dicono che sono troppo duro nel pensare, che sono sempre pronto allo scontro frontale, ma la verita’ e’ loro hanno paura di tutto e tutti e vogliono una donna che calmi la loro paura.
la lettera ha ragione, e non per niente gli uomini italiani restano attaccati alla mamma per 30-35 anni. E non mi dite che e’ difficile andare via di casa perche’ manca il lavoro, perche’ nell’est il lavoro manca di piu’ e gli uomini se ne vanno e a 20-23 anni hanno figli.
Siete bambini con vestiti molto belli e le mani delicate di una puttana. Deboli, paurosi e fighini“.
Luglio 28, 2007 9 Comments
Mi licenzio dalla Lituania
Con grande piacere pubblico la mail di una persona che ha provato in tutte le maniere di “sfondare” in Lituania cercando di crearsi una nuova vita, sposarsi, fare affari. Insomma, una persona come tutti noi che viviamo in Italia. Pubblico la sua mail mantendo l’anonimato come da lui richiestomi.
Mi licenzio dalla Lituania
Non ce l’ho fatta. Questa breve frase potrei ripeterla mille volte per quello che ho provato a fare in questo Paese.
Ho aperto una società ed è sempre stata solo un nome, nonostante i miei sforzi, neanche un cliente, ho più volte rivisto i miei progetti, ma non c’e’ stato nessun miglioramento. Eppure in Italia ho aperto 5 società, grandi e di successo. Ho deciso di mollare il colpo, ma per fortuna posso vivere di rendita dal mio passato, non mi piace ma è così. Presto ricomincierò da capo.
Non ce l’ho fatta ad avere pazienza. La pazienza di sopportare chi non mi saluta e mi incontra tutti i giorni sul pianerottolo e sull’ascensore. La pazienza di sopportare chi non mi dice neanche grazie dopo avergli tenuto la porta aperta, mai una volta, qui e’ la regola, ma non per me e io ci sto molto male.
Non ce l’ho fatta ad avere solo amici italiani. Mi sembrava illogico essere in un altro paese e creare il ghetto, eppure devo essere proprio antipatico a tutti, mai nessuno che mi abbia chiesto di bere una birra insieme o condividere un pensiero. Gli italiani invece mi hanno aiutato molto e ho scoperto che qui abbiamo tutti gli stessi problemi, c’e’ chi e’ gia’ scappato, ma non lo va a scrivere di certo su un blog.
A chi mi invia mail con la solita domanda: “Si possono fare affari in Lituania?” rispondo una volta per tutte: “Preparati a fare molta fatica, non ho ancora visto nessuno farcela, e credimi che di imprenditori che ci hanno provato qui in Lituania, ne ho visti davvero tanti.”
Questo non è un a mail nervosa, il nervosismo è già passato come è passata l’incredulità di non riuscire a vivere sereno in Lituania dopo averlo fatto negli Stati Uniti ed in Spagna. Semplicemente in Lituania non ce l’ho fatta.
Aprile 26, 2007 1 Comment



