Consigli per il piccolo imprenditore (a morte il commercialista!)
Il commercialista impersona con il suo spirito e la sua praticità il detto: siamo tutti ricchioni con il culo degli altri.
Io ho preso il commercialista di mia madre che per il suo lavoro va più che bene, ma per il mio lavoro che affonda le sue radici nel terreno della new economy, il mio commercialista è come lo sterco sui maccheroni. In base alla mia esperienza ho qualche consiglio da dare:
- Informarsi prima su internet! Il forum di Giorgio Tave è veramente manna dal cielo per chi vuole iniziare a fare l’imprenditore in questo strano strano paese. Leggete anche se non capite e chiedete consiglio, vi farà risparmiare molti soldi.
- La partita iva serve solo quando fatturi. Fino a 5000€ l’anno potete anche farne a meno, vi basta far fare la ritenuta d’acconto, non impelagatevi, tutta la preparazione che c’è prima la potete fare senza prendere una partita iva
- Società? No. Grazie. Almeno non da subito, io ho fatto una snc ed è un casino perché si risponde con il proprio capitale, sarebbe meglio la SRL, ma è troppo costosa per chi inizia, troppo impegnativa. Meglio una partita iva semplice senza notaio tra le balle.
- Procuratevi un buon consulente. Chi mi ha aperto gli occhi sulla mia attività è stato Alessandro “The Business Doctor” ovvero l’anello mancante di qualsiasi impresa. Districarsi nel marketing è la spina dorsale della vostra attività e per farlo dovete avere più che un consulente, vi serve un amico.
- Internet è l’autostrada verso il futuro. Usatela per un buon sito orientato sui contenuti, usate le nuove tecnologie!
- Eliminate i costi! Non fate contratti business, comprate materiale usato, non firmate un cazzo di niente in giro ed evitate il superfluo!
- Attenzione all’INPS. L’Istituto Nazionale Perdita Soldi è sempre alle calcagna, sappiate che vi chiedono 2500€ l’anno anche se fatturate 1 lecca lecca ad un bambino di quinta elementare e questo per ogni socio!
- Non fidatevi. Soprattutto del commercialista, verificate sempre su internet o da un altro commercialista
- Crescete gradatamente. Prima fate le cose che vi chiedono meno rischi e poi valutate. Nel mio caso avrei dovuto vendere computer, ma sarebbe stato assolutamente meglio appoggiarsi ad un negozio che già ne vende e chiedere una piccola percentuale. Meno casini, almeno all’inizio.
- Evitate il contratto business del cellulare. Si scala anche con il cellulare privato, ma il commercialista figlio di buona donna certe cose non le dice.
- Attenzione alle banche! Non sempre è necessario il conto business, ma loro non ve lo diranno mai! Usate un conto a basso costo come le poste, fineco o mediolanum. Sarebbe meglio un conto a Lugano, ma questa è un’altra storia.
- Lasciate perdere il logo. Prima fatene uno semplice, piuttosto compratene uno, ma non commissionate ad un designer il lavoro. Per fare un buon logo aspettate, con il tempo avrete le idee chiare. E poi chi l’ha detto che il logo non cambia mai?
Spero di esservi stato utile, se poi vi ho fatto risparmiare vari soldi, mandatemi l’offerta “pizza margherita” cliccando il pulsante donazione in alto a destra.
Squali
L’impressione che ho in questo periodo è di essere Nemo in un acquario di squali, ogni occasione è buona per chiederti qualcosa, per farti pagare… soldi, soldi e ancora soldi. Quando nella buca delle lettere vedo qualcosa di nuovo mi viene già paura, quale sigla si saranno inventati stavolta? … inail, irpef, ici, inps, aci, oci, eci, uci e vi. Vi come vaffanculo.
Dopo questa esperienza, che non vedo l’ora di chiudere, ho maturato un odio viscerale con alcune categorie:
- I commercialisti: figura emblematica che sa tutti i cazzi tuoi e gode nel saperli quasi come un prete al confessionale. “E poi?! Cosa hai fatto? Ti sei toccato? Confessa figliolo…”. Il commercialista si fa pagare per fare qualcosa che non ho mai capito bene cosa fosse, se poi sbaglia i conti chi deve pagare ovviamente sei tu. Infame!
- I notai: apri una società paghi, la modifichi paghi, la chiudi paghi. Io sono generoso. Vaffanculo! Gratis.
- Le banche: dire che le banche sono ladre è troppo poco lascio a voi il piacere di aggiungere tutti gli insulti immaginabili per descrivere cos’è una banca in Italia. Speculano con i soldi dei loro clienti, aggiungono delle commissioni strane targate “competenze a debito”, mandano un modulo di trasparenza in cui non si capisce nulla e sono disoneste. Vaffanculo anche a loro. A credito.
I soldi che guadagnano devono finire tutti in medicine!
Il lavoro nobilita…
Da poco è tornato Dario dall’Australia, dopo un’assenza di quasi 1 anno. La sua avventura purtroppo non è stata condivisa, ma da quel poco che mi ha raccontato deve essere stato uno di quei viaggi che ognuno di noi dovrebbe fare, purtroppo (o per fortuna) non posso più permettermi di andare in giro a cazzeggiare come facevo un tempo, ma se potessi tornare indietro cazzeggerei il doppio.
Mi sono scelto un lavoro che mi diverte e che si avvicina il più possibile a quello che facevo già prima, non c’è da vergognarsi nell’essere pagati a fare ciò che si diverte e soprattutto il lavoro fa male, non quanto tale, ma quanto concezione.In un libro che mi stato regalato da un caro amico, l’autore racconta di come aveva notato che durante una partita di football americano gli spettatori si divertissero come dei matti e gli addetti alla sicurezza che non facevano nient’altro che assistere alla partita esattamente come gli spettatori non si divertissero affatto, ma tutt’altro! Erano imbronciati e incarogniti come se fosse qualcosa di estremamente spiacevole. La concezione di “lavoro” inculcata dalla società è dannosa e non lo penso solo io.
Non penso che sia il caso di incazzarsi come Tiziano Lugaresi in questo filmato, di cui sconsiglio la visione alle persone più sensibili dato che è infarcito di bestemmie e di insulti contro il governo, ma penso che sia più saggio fare come il mio amico Lello che ha avuto il coraggio di rimettersi in gioco a sessant’anni e partire per Boca de Yuma e vivere come guida turistica “indipendente” per i temerari che vorranno vivere a stretto contatto con gli abitanti dominicani.
Ieri mentre uscivo di palestra ho incontrato un mio vecchio compagno di università che andava al lavoro in un piccolo ufficio a Cuneo. Otto ore con straordinari, 1000€ al mese forse 1200. Ma ha senso? Alla fine Dario è quello che ha capito più di tutti, a quando la sua prossima ripartenza?
Smetto qui altrimenti parto con i miei deliri.
PS: Se Rita a Pasqua va in Lituania, io vado a trovare Lello. (Gli devo fare il sito..)
L’italia è la nuova Atlantide: stiamo sprofondando
L’Italia ha perso in ogni campo, siamo primi nel mondo solo nel calcio, ma per quanto riguarda tutto il resto, abbiamo perso. A me la provincia di Cuneo piace, la gente è cordiale, le nostre montagne riescono a mozzarti il fiato tanto che sono belle. La nostra cultura, il nostro cibo, la nostra lingua è qualcosa che fa parte di noi e che ci accompagna ovunque. Ci sono tante cose a cui non riesco a rinunciare dell’Italia.
Rita si trova bene qui, ma ci sono tante cose che non vanno e che ti fanno odiare in primis la nostra classe politica. Le leggi sono troppe e molte senza senso, le tasse sono elevatissime, i politici sono dei mafiosi che hanno stancato chiunque. Nel 1994 c’erano Berlusconi e Prodi, oggi, nel 2007 ci sono Berlusconi e Prodi. L’Italia è ferma da 15 anni, ci siamo fatti battere dalla Spagna che non ha assolutamente le risorse che abbiamo noi; la Grecia fa a botte con noi per non essere all’ultimo posto nelle varie classifiche europee.
In Lituania la più grande difficoltà è stata la lingua, in Lituania non hanno le nostre risorse, ma sono sicuro che entro 10-15 anni faranno dei passi da gigante che andrà a finire che saremo noi italiani a emigrare lassù e non i lituani a venire da noi. Vi ricordate com’era l’Irlanda all’inizio degli anni 90?
Anche sull’immigrazione ho i miei dubbi, chi viene qui da noi? Romeni? Albanesi? Marocchini? Da noi arrivano per lo più persone che sanno del nostro sistema giuridico inefficiente. Sanno che Antonio Di Pietro, il magistrato in prima linea contro tangentopoli è il ministro delle infrastrutture mentre Mastella che era al matrimonio di Campanella, come testimone di nozze e in compagnia di Campanella, come testimone di nozze e in compagnia di Cuffaro è ministro di Grazia e Giustizia. Sanno che l’Italia è il paese di Bengodi e i delinquenti la fanno sempre franca.
L’Italia è morta. Le tasse superano il 43% dell’imponibile, scalare dalle tasse è una barzelletta. Ovviamente oltre le tasse bisogna tenere conto dell’INPS che non è nient’altro la pensione che non vedrai mai e poi c’è la ritenuta d’acconto, lo studio di settore. Mamma mia! Lo studio di settore! Una porcheria del genere può essere solo italiana: in pratica devi fare attenzione a quanto fatturi perché in base ad alcuni calcoli cretini, di cui nessuno conosce gli algoritmi, il ministero delle finanze sa quanto tu devi fatturare. Se fatturi meno o di più rischi di avere dei controlli. Se non vuoi i controlli devi pagare. In Italia le tasse le anticipi!
Lo stato è un nemico. Se hai una società, il tuo intento è lavorare in nero per pagare meno tasse. Il commercialista deve essere tuo alleato, ma il più delle volte non vuole avere grane e ti fa pagare tutte le tasse e quindi si fa del nero per guadagnare qualcosa.
In qualsiasi paese civile, le tasse vanno pagate, è un dovere sociale. Un paese dove non paghi le tasse, non ti da nessuna garanzia, ma in Italia dove paghi tanto, non hai garanzie! Mi chiedo alle volte come faccia questo paese ad andare avanti ed era, più o meno, la stessa domanda che mi facevo anche in Lituania. In Svezia si paga il 50% di tasse. Ma la Svezia offre dei servizi ed è un paese in cui vale la pena vivere. In Italia paghiamo le tasse svedesi per avere meno servizi di quanto ti offre la Lituania. Il medico lo pago, l’asilo per Greta lo pago, le medicine non le scali un cazzo di niente, l’autostrada la paghi, l’iva la paghi. Si paga tutto!
Ho ragione o no?
Modifiche aziendali
A breve la mia società, di cui detengo il 50%, diventerà mia al 99%. Il bello è che l’1% rimanente apparterrà a mia moglie. In pratica è una ditta individuale. :cool_tb:
Mi licenzio dalla Lituania
Con grande piacere pubblico la mail di una persona che ha provato in tutte le maniere di “sfondare” in Lituania cercando di crearsi una nuova vita, sposarsi, fare affari. Insomma, una persona come tutti noi che viviamo in Italia. Pubblico la sua mail mantendo l’anonimato come da lui richiestomi.
Mi licenzio dalla Lituania
Non ce l’ho fatta. Questa breve frase potrei ripeterla mille volte per quello che ho provato a fare in questo Paese.
Ho aperto una società ed è sempre stata solo un nome, nonostante i miei sforzi, neanche un cliente, ho più volte rivisto i miei progetti, ma non c’e’ stato nessun miglioramento. Eppure in Italia ho aperto 5 società, grandi e di successo. Ho deciso di mollare il colpo, ma per fortuna posso vivere di rendita dal mio passato, non mi piace ma è così. Presto ricomincierò da capo.
Non ce l’ho fatta ad avere pazienza. La pazienza di sopportare chi non mi saluta e mi incontra tutti i giorni sul pianerottolo e sull’ascensore. La pazienza di sopportare chi non mi dice neanche grazie dopo avergli tenuto la porta aperta, mai una volta, qui e’ la regola, ma non per me e io ci sto molto male.
Non ce l’ho fatta ad avere solo amici italiani. Mi sembrava illogico essere in un altro paese e creare il ghetto, eppure devo essere proprio antipatico a tutti, mai nessuno che mi abbia chiesto di bere una birra insieme o condividere un pensiero. Gli italiani invece mi hanno aiutato molto e ho scoperto che qui abbiamo tutti gli stessi problemi, c’e’ chi e’ gia’ scappato, ma non lo va a scrivere di certo su un blog.
A chi mi invia mail con la solita domanda: “Si possono fare affari in Lituania?” rispondo una volta per tutte: “Preparati a fare molta fatica, non ho ancora visto nessuno farcela, e credimi che di imprenditori che ci hanno provato qui in Lituania, ne ho visti davvero tanti.”
Questo non è un a mail nervosa, il nervosismo è già passato come è passata l’incredulità di non riuscire a vivere sereno in Lituania dopo averlo fatto negli Stati Uniti ed in Spagna. Semplicemente in Lituania non ce l’ho fatta.
Il peggio è passato
Ho da rimpiangere la burocrazia lituana, loro sono quattro gatti e hanno meno scartoffie da compilare qui è un macello, ma alla fine ce l’ho fatta. Ho la società “Naxia s.n.c.”.
Avrei risparmiato sicuramente 15-20 giorni se in Lituania mi fossi sposato con la divisione dei beni, invece qui mi è toccato spendere quattrocentocinquanta € di simpaticissimo notaio da aggiungere ai millecinquecento € di costituzione società. Quando sono uscito dall’ufficio del notaio, avevo voglia di piangere…. ma no! Ridiamoci su, ora sono imprenditore!





