Una strana sensazione (sempre tricolore)
Gli Europei di calcio.
La nazionale, gioca (male) e perde. Spettatori in TV: 18 Milioni d’italiani.
Siamo il paese del calcio, se l’Italia vince si scende in piazza, ma nessuno scende in piazza per i diritti che ci spetterebbero come paese civile.
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June 11, 2008 6 Comments
Delusione tricolore
June 7, 2008 14 Comments
Il paese dei santi
Ho avuto modo di sbirciare i redditi del 2005 degli italiani; il procedimento per godere di tale privilegio è alla portata di tutti, ma gli archivi a cui si può avere accesso sono svariati e non così facilmente selezionabili. Malgrado ciò, sono riuscito a scaricare i file relativi a Cuneo e Centallo (il paese dove vivo).
A mio parere i redditi pubblicati su internet sono buona cosa, ma non qui in Italia. Nel nostro bel paese non è assolutamente necessario sapere il reddito del vicino perché ciò non porta alla delazione come succederebbe in Svizzera on in Germania, ma solamente ad una logorante invidia.
In un utopico paese dove l’individuo ragiona per l’interesse della collettività, il pagare le tasse è un dovere quanto denunciare gli evasori. In Italia, basta dare un’occhiata alla dichiarazione dei redditi di chi ci circonda per capire che l’evasione è un diritto ed un dovere comune. E così sia! Non biasimo nessuno, viviamo tutti in Italia.
Un’ultima cosa. Se avete la possibilità di sbirciare i redditi dei cittadini del vostro paese, fate particolare attenzione a quella dei dentisti.
May 4, 2008 3 Comments
Tasse ed informazione
I media, ovvero giornali e tv, fanno di tutto meno che dare un informazione chiara e pluralista. Programmi come il grande fratello, buona domenica o uomini e donne, sono un insulto all’intelligenza dello spettatore.
La realtà si confonde con la finzione e la rete è l’ultimo barlume di democrazia in nostro aiuto. Le informazioni bisogna, come sempre, andarsele a cercare; mi ricorda i tempi del comunismo che hanno vissuto i miei suoceri, il Pravda non scriveva mai nulla che realmente interessasse al popole e chi voleva informarsi doveva leggere il Washington Post.
Un sito interessante, di cui purtroppo non ho le competenze per capirne la serietà, ha pubblicato del materiale informativo sull’argomento tasse. Ho sempre pensato che lo slogan “meno tasse per tutti” fosse un’emerita cazzata. Le tasse servono e bisogna pagarle, l’unico modo per pagare meno tasse è emigrare, pagare nessuna tassa è una vera utopia.
April 10, 2008 No Comments
L’italia è la nuova Atlantide: stiamo sprofondando
L’Italia ha perso in ogni campo, siamo primi nel mondo solo nel calcio, ma per quanto riguarda tutto il resto, abbiamo perso. A me la provincia di Cuneo piace, la gente è cordiale, le nostre montagne riescono a mozzarti il fiato tanto che sono belle. La nostra cultura, il nostro cibo, la nostra lingua è qualcosa che fa parte di noi e che ci accompagna ovunque. Ci sono tante cose a cui non riesco a rinunciare dell’Italia.
Rita si trova bene qui, ma ci sono tante cose che non vanno e che ti fanno odiare in primis la nostra classe politica. Le leggi sono troppe e molte senza senso, le tasse sono elevatissime, i politici sono dei mafiosi che hanno stancato chiunque. Nel 1994 c’erano Berlusconi e Prodi, oggi, nel 2007 ci sono Berlusconi e Prodi. L’Italia è ferma da 15 anni, ci siamo fatti battere dalla Spagna che non ha assolutamente le risorse che abbiamo noi; la Grecia fa a botte con noi per non essere all’ultimo posto nelle varie classifiche europee.
In Lituania la più grande difficoltà è stata la lingua, in Lituania non hanno le nostre risorse, ma sono sicuro che entro 10-15 anni faranno dei passi da gigante che andrà a finire che saremo noi italiani a emigrare lassù e non i lituani a venire da noi. Vi ricordate com’era l’Irlanda all’inizio degli anni 90?
Anche sull’immigrazione ho i miei dubbi, chi viene qui da noi? Romeni? Albanesi? Marocchini? Da noi arrivano per lo più persone che sanno del nostro sistema giuridico inefficiente. Sanno che Antonio Di Pietro, il magistrato in prima linea contro tangentopoli è il ministro delle infrastrutture mentre Mastella che era al matrimonio di Campanella, come testimone di nozze e in compagnia di Campanella, come testimone di nozze e in compagnia di Cuffaro è ministro di Grazia e Giustizia. Sanno che l’Italia è il paese di Bengodi e i delinquenti la fanno sempre franca.
L’Italia è morta. Le tasse superano il 43% dell’imponibile, scalare dalle tasse è una barzelletta. Ovviamente oltre le tasse bisogna tenere conto dell’INPS che non è nient’altro la pensione che non vedrai mai e poi c’è la ritenuta d’acconto, lo studio di settore. Mamma mia! Lo studio di settore! Una porcheria del genere può essere solo italiana: in pratica devi fare attenzione a quanto fatturi perché in base ad alcuni calcoli cretini, di cui nessuno conosce gli algoritmi, il ministero delle finanze sa quanto tu devi fatturare. Se fatturi meno o di più rischi di avere dei controlli. Se non vuoi i controlli devi pagare. In Italia le tasse le anticipi!
Lo stato è un nemico. Se hai una società, il tuo intento è lavorare in nero per pagare meno tasse. Il commercialista deve essere tuo alleato, ma il più delle volte non vuole avere grane e ti fa pagare tutte le tasse e quindi si fa del nero per guadagnare qualcosa.
In qualsiasi paese civile, le tasse vanno pagate, è un dovere sociale. Un paese dove non paghi le tasse, non ti da nessuna garanzia, ma in Italia dove paghi tanto, non hai garanzie! Mi chiedo alle volte come faccia questo paese ad andare avanti ed era, più o meno, la stessa domanda che mi facevo anche in Lituania. In Svezia si paga il 50% di tasse. Ma la Svezia offre dei servizi ed è un paese in cui vale la pena vivere. In Italia paghiamo le tasse svedesi per avere meno servizi di quanto ti offre la Lituania. Il medico lo pago, l’asilo per Greta lo pago, le medicine non le scali un cazzo di niente, l’autostrada la paghi, l’iva la paghi. Si paga tutto!
Ho ragione o no?
November 17, 2007 7 Comments
Il peggio è passato
Ho da rimpiangere la burocrazia lituana, loro sono quattro gatti e hanno meno scartoffie da compilare qui è un macello, ma alla fine ce l’ho fatta. Ho la società “Naxia s.n.c.”.
Avrei risparmiato sicuramente 15-20 giorni se in Lituania mi fossi sposato con la divisione dei beni, invece qui mi è toccato spendere quattrocentocinquanta € di simpaticissimo notaio da aggiungere ai millecinquecento € di costituzione società. Quando sono uscito dall’ufficio del notaio, avevo voglia di piangere…. ma no! Ridiamoci su, ora sono imprenditore!

February 28, 2007 4 Comments



