Le pressioni quotidiane
Tornato da Boca de Yuma, la realtà quotidiana italiana mi ha scosso come un piccolo tsunami. Mi ero reso conto che vivendo nella Repubblica Dominicana si adottano altri ritmi rispetto ai paesi del “primo mondo”; Sicuramente sapete di cosa sto parlando.
La tranquillità che respiravo a Boca de Yuma aveva un sapore particolare che avevo notato sin dal primo giorno: quando mi stendevo sull’amaca ad ammirare l’atlantico, la brezza rendeva i trenta gradi quotidiani un dono della natura piacevole e senza difetto alcuno. Mi dondolavo e non mi sentivo mai in colpa, non esisteva null’altro. Per di più il cellulare, molto gentilmente, tentava di non interrompere l’incantesimo di un indimenticabile momento di relax. Rimaneva sempre spento.
Irripetibile!

Aprile 10, 2008 No Comments
Dita nel naso

Da ormai due giorni sono solo in casa. Rita e Greta sono in Lituania, a Telsiai. La nevica e fa freddo, qui invece si sta benissimo, fa caldo, ci si rilassa. Ad essere onesti sono il tipo a cui piace stare per i cavoli suoi. Con il passare del tempo divento sempre più asociale e filtro parecchio le persone con cui passo il tempo…
…il tempo! Ne abbiamo così poco!
“…The sun is the same in a relative way, but you’re older
Shorter of breath and one day closer to death…”
Il sole è relativamente lo stesso, ma tu sei più vecchio.
Più corto di un respiro e un giorno più vicino alla morte.
La traduzione è esatta? E’ un pezzo di “Time” dei Pink Floyd, l’album era “Dark Side Of The Moon” forse uno dei migliori della storia della musica.
La prossima settimana si parte per i Caraibi, se vi dico che non ne ho voglia, mi credereste?
Marzo 18, 2008 4 Comments
Si prega di non disturbare
In questi giorni sto pensando a troppe cose contemporaneamente. Più hai cose a cui pensare e meno fai, l’ho notato ed è così; penso che se ci si mette un attimo a ragionarci su, è possibile trovare un legame direttamente proporzionale che lega la quantità di cose da svolgere e l’effettivo svolgimento finale.
Casa, lavoro, soldi, salute, famiglia… sono tutti argomenti che presi uno alla volta ti spaventano, nell’insieme ti sotterrano. Ho bisogno di leggere qualcosa che mi permetta di evadere la mente.
Si, ma cosa?
Febbraio 12, 2008 1 Comment
Il lavoro nobilita…
Da poco è tornato Dario dall’Australia, dopo un’assenza di quasi 1 anno. La sua avventura purtroppo non è stata condivisa, ma da quel poco che mi ha raccontato deve essere stato uno di quei viaggi che ognuno di noi dovrebbe fare, purtroppo (o per fortuna) non posso più permettermi di andare in giro a cazzeggiare come facevo un tempo, ma se potessi tornare indietro cazzeggerei il doppio.
Mi sono scelto un lavoro che mi diverte e che si avvicina il più possibile a quello che facevo già prima, non c’è da vergognarsi nell’essere pagati a fare ciò che si diverte e soprattutto il lavoro fa male, non quanto tale, ma quanto concezione.
In un libro che mi stato regalato da un caro amico, l’autore racconta di come aveva notato che durante una partita di football americano gli spettatori si divertissero come dei matti e gli addetti alla sicurezza che non facevano nient’altro che assistere alla partita esattamente come gli spettatori non si divertissero affatto, ma tutt’altro! Erano imbronciati e incarogniti come se fosse qualcosa di estremamente spiacevole. La concezione di “lavoro” inculcata dalla società è dannosa e non lo penso solo io.
Non penso che sia il caso di incazzarsi come Tiziano Lugaresi in questo filmato, di cui sconsiglio la visione alle persone più sensibili dato che è infarcito di bestemmie e di insulti contro il governo, ma penso che sia più saggio fare come il mio amico Lello che ha avuto il coraggio di rimettersi in gioco a sessant’anni e partire per Boca de Yuma e vivere come guida turistica “indipendente” per i temerari che vorranno vivere a stretto contatto con gli abitanti dominicani.
Ieri mentre uscivo di palestra ho incontrato un mio vecchio compagno di università che andava al lavoro in un piccolo ufficio a Cuneo. Otto ore con straordinari, 1000€ al mese forse 1200. Ma ha senso? Alla fine Dario è quello che ha capito più di tutti, a quando la sua prossima ripartenza?
Smetto qui altrimenti parto con i miei deliri.
PS: Se Rita a Pasqua va in Lituania, io vado a trovare Lello. (Gli devo fare il sito..)
Gennaio 22, 2008 1 Comment
Anno nuovo
Ho passato questi ultimi giorni a lavorare sul blog come non facevo da tanto tanto tempo. Ho preso un template pulito, leggero a tre colonne e l’ho modificato a mio piacimento, di lavoro da fare ne avrei ancora, ma per ora sono più che soddisfatto. Tra le altre cose ho anche convertito i vari tags (etichette) per essere sfruttate dalla nuova versione di wordpress, il risultato sarà, spero, in una maggiore indicizzazione degli articoli del blog da parte di Google.
Questa vacanza che definire un incubo è a dir poco un eufemismo ha portato anche qualcosa di buono. Premettiamo che da tutto ciò che può capitarvi c’è sempre qualcosa da imparare, lasciamo perdere chi sta peggio o chi sta meglio che è solo un fugace tentativo di mascherare la percezione della realtà, ma dalla situazione che sto vivendo sto sfruttando il possibile.
Mai lasciare niente al caso, meglio ancora: mai fidarsi delle diverse culture. Una moglie lituana ha i suoi vantaggi e di questo ne ho già parlato, ma i svantaggi sono sempre in agguato dietro l’angolo e appaiono sempre quando meno te lo aspetti. Intanto il rapporto con i suoceri è imbarazzante, nel mio caso non c’è un punto in comune, loro parlano lituano e russo e io inglese e italiano, in pratica non ci conosciamo e non possiamo conoscerci. La parte più dura è di conseguenza data dalle differenti usanze e modalità di vedere le stesse cose dettata dalla nostra differente cultura; non potendo spiegare il mio punto di vista vengo a sapere da Rita cosa c’è che non va in me, nel mio comportamento o nel mio modo di essere. A differenza mia Rita non mi difende, ma tende a modificare i miei comportamenti per evitare ripercussioni con i genitori.
Rimanere in una casa piccolina, senza un angolo di tranquillità e per così tanto tempo non è umanamente accettabile per un italiano medio, a meno che non parta già mentalmente preparati a dover affrontare uno stile di vita del genere. Se scorrete indietro ai primi articoli di questo blog potrete leggere di una mia avventura simile nei sobborghi di Riga, allora ero da solo, senza moglie e senza figlia ed ero preparato a passarmi un mese del genere. (A dire il vero dopo 15gg sono scappato per vivere in centro in un appartamento decente).
Noi italiani abbiamo dei proverbi sull’ospitalità che i lituani non hanno. Loro non riescono la capire come mai io mi senta così a disagio in una promiscuità così ristretta. Per loro è normale e a quanto ho capito, hanno vissuto per degli anni in queste condizioni tanto da viverla come una consuetudine.
Invertendo i ruoli, non riuscirei mai ad ospitare della gente in casa mia per così tanto tempo, piuttosto gli pago io l’albergo, ma la propria intimità di casa, la propria privacy non ha prezzo.
Ho notato anche che l’onestà non è apprezzata, preferiscono vedermi apparentemente felice e contento, anche se non lo sono, che turbato e indisposto quando realmente questo è il mio umore.
Gennaio 1, 2008 9 Comments
Che settimana
Mi si sono rotti entrambi i MacBook Pro, ma fortunatamente l’assistenza tecnica Apple è impeccabile, 48 ore a computer per riaverlo funzionante e il secondo lo riprendo giusto Lunedì.
Ordino un telefono cordless fisso per casa con cuffia professionale per poter parlare con le mani libere, arriva il tutto, ma la cuffia è rotta. Da rispedire. In più la linea telefonica da dei problemi perché è una linea VOIP e non capisco il perché in questi giorni da sempre dei problemi come fruscii e la voce và e viene.
Rita, io e Greta stiamo bene, stiamo pensando di riarredare la casa e dalla settimana prossima Greta inizierà ad andare all’asilo. Tutto và bene, la vita è così ci sono problemi, ma piano piano, presi uno alla volta si risolvono.
Altra notizia: ha riaperto la palestra di Centallo e da Lunedì avrà anche un castello per fare lo squat. Ma cosa c’è di più bello?!
Settembre 7, 2007 3 Comments
I belissimi

Oggi il lavoro mi ha stancato, alle volte bisogna essere bravi e sapersi motivare. A me basta poco per capire che sono fortunato
Giugno 14, 2007 1 Comment


