Una lunga lettera di critica: Sig. Karim si vergogni di avere questo blog
Una signora, mi ha scritto una feroce e dura lettera di critica. L’ho letta un paio di volte e mi sento onorato di essere così importante e così valutato tanto da ricevere una lettera così lunga. Sinceramente non lo merito.
Lascio a voi i commenti, che sono sicuro saranno tanti tanti. La letterà e pubblicata così come mi è arrivata, ho solo fatto qualche modifica per migliorarne la leggibilità. Buona lettura!
Oggetto: Si richiede moderazione
Gentile Signor Karim, sei Lei rispetta le donne di tutti i paesi a pari diritto, i blog su come conquistare donne lituane, non dovrebbero esistere.
L’appartenenza, l’ideologia e il limite del pensiero
Vengo generalmente etichettato come simpatizzante di sinistra ogni volta che nomino i miei sentimenti rivolti al nostro pluricitato premier. A me non piacciono le etichette, capisco che per la logica umana poter etichettare qualcosa o qualcuno, catalogarlo e definirlo nel proprio archivio mentale semplifica enormemente i ragionamenti e le conclusioni, ma io mi oppongo a questo modo di interpretare la realtà.
Non mi piace definirmi di sinistra e non mi piace definirmi di destra perché non ho bisogno di appartenere ad un gruppo per identificare me stesso. So benissimo a cosa stai pensando; secondo te ciò che ho scritto è di una banalità assurda, paragonabile alle sintetiche e finte frasi idealistiche tanto in voga tra gli adolescenti.
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C’è un Mr Hide in ognuno di noi, quando siamo dietro una tastiera
Ultimamente sono stato testimone, indirettamente e non, di come al giorno d’oggi la tecnologia sia uno strumento che accorcia le distanze, ma soprattutto fermenti la vigliaccheria delle persone.
Un po’ come la metamorfosi del vicino di casa che si trasforma in Mr Hide alla guida della sua macchina, esistono persone che si trasformano dietro una tastiera rassicurati dalla barriera incolmabile che si forma tra il mondo e il loro monitor, preservandoli dalle atroci conseguenze che un mondo reale destinerebbe alle loro fantozziane vigliaccherie.
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Alla fine in Italia si sta bene! Ma cosa intendi con la parola fine?
Ieri chiacchieravo con un mio caro amico usando skype e si è entrati nella solita discussione “in Italia si vive bene o in Italia si vive male”. Ormai facendo qualche calcolo posso dire di aver quasi passato 4 anni della mia vita in Lituania suddiviso in due soggiorni di cui quest’ultimo senza interruzioni.
Ho notato, nel mio soggiorno all’estero, che il tempo ha aggrovigliato la mia cultura italico-cuneese al pensiero e alla cultura del paese che mi ospita. La prima naturale conseguenza di questa strana metaformosi è di realizzare che “l’Italia è il paese in cui nasci, ma che nessuno ti obbliga anche a morirci“.
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Il mio desiderio nascosto di visitare la Scandinavia e vedere l’altra sponda del Baltico
Recentemente ho scoperto il sito italiansinfuga gestito da un cuneese emigrato in Australia. Ho avuto il piacere e l’onore di concedermi per un’intervista che è stata pubblicata il 15 Gennaio con il titolo: Emigrare in Lituania da chi l’ha fatto.
A parte i visitatori in più, ho avuto il piacere di conoscere (direttamente ed indirettamente) persone che vivono in Svezia e che, proprio come me, curano un blog sulle proprie esperienze. Vivere in Svezia offre degli articoli interessanti esattamente come il blog One Way to Sweden che è scritto a quattro mani da dei ragazzi che risiedono nella terra degli Abba e dell’IKEA.
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