L’italiano non è solidale, ecco perché gli italiani non scappano dall’Italia, ma dagli italiani

In questi giorni si parla tanto dei “Forconi” nelle varie piazze italiane. E’ buono che se ne parli, ma mi spiace perché non porterà a molto; purtroppo gli italiani sono solidali solo con loro stessi, quindi le piazze sono piene di gente disperata, ma chi ha i soldi punta il dito e se ne frega senza capire che quando tutti intorno a te sono malati, essere l’unico sano non è una cosa piacevole.
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In partenza per il nord

Ci abbiamo messo un anno, ma alla fine abbiamo deciso. L’occasione all’Italia l’abbiamo data, ma con il senno di poi è stata una scelta sbagliata. Si parte di nuovo, questa volta per il nord. La nostra meta è la Svezia, ma ho avuto un colloquio di lavoro per la Finlandia che se va a buon fine farebbe comodo per spostarmi da solo almeno i primi mesi.

Mi spiace per l’Italia, ma più passa il tempo e più le mie speranze scemano. Sento molti dire che ci sarà “la ripresa” come se a furia di sentire “crisi” pensano che sia dettato da una legge fisica non scritta che si ritornerà come prima se non meglio.

Io sono meno ottimista. Per me l’Italia sarà sempre sempre peggio; nella zona dove vivo inizia a sentirsi ancora poco, la ricca Cuneo regge, ma per quanto durerà non lo so e non vogliamo esserne testimoni.

Ovviamente la partenza ci porterà in Lituania che sarà il nostro trampolino di lancio per la Scandinavia.

Dove sarà l’Italia tra 20 anni?

Da un po’ di tempo a questa parte mi chiedo che cosa ne sarà dell’Italia tra 20 anni. Le novità quotidiane non mi fanno sperare in bene, ma è d’obbligo prendere delle decisioni ponderate sul lungo periodo e non sulla propria situazione attuale.

Vent’anni fa eravamo qui:

Ragazze Drive In

Ora invece siamo a “uomini e donne”, “isola dei famosi”, calcio in tutte le salse ed in tutti i canali… in vent’anni c’è stato un netto miglioramento del livello di peggioramento culturale italiano. Ora, seriamente, chi se la sente di dire che l’Italia sarà una potenza in Europa tra 20 anni? Se per un attimo pensiamo all’Italia come un’azione in borsa nel mercato, il grafico sarebbe un continuo discendere in vent’anni. Comprereste delle azioni dell’Italia? Sposeresti una donna che ha il vizio di tradire il suo compagno?

Che ne sarà dei nostri figli?

Delusione Italia

In questi giorni provo una certa delusione per l’Italia e la mia scelta di trasferirmi qui nel 2011.

Ha fatto molto scalpore la puntata di Presa Diretta del Lunedì 2 Settembre 2013. Già solo l’inizio di 5 minuti fa venire voglia di vomitare, lo spaccato in cifre della situazione italiana fa rabbrividire.

La mia personale esperienza però non fa testo e non la voglio raccontare, sta di fatto che sotto certi aspetti lasciare il paese che mi ospitava è stata una buona cosa, sotto altri decisamente meno. Purtroppo cosa mi fa più paura è il futuro, non tanto per me, ma per i miei figli. Il benessere di tante persone che conosco sono appese ad un filo e molti devono ringraziare di essere saliti in piedi sulle spalle dei giganti, ma quanto può durare una situazione del genere? Quanto può cadere l’Italia nel baratro della crisi senza fare nulla di concreto per uscirne?

Non c’è risposta, chi vivrà vedrà, ma dal 2008 ad oggi c’è stato solo un continuo peggioramento e la crisi sembra il “nulla” che inghiotte tutto come nel libro “La Storia Infinita”.

E’ richiesta una buona dose di coraggio per intraprendere la prossima azione.

Fate molta attenzione agli italiani all’estero

In cinque anni che ho passato in Lituania, ho conosciuto moltissimi italiani. Di tutti questi italiani che risiedevano in Lituania ne ho conosciuti ben due che si salvano, entrambi si chiamano “Mirko” mentre tutti gli altri bisognava evitarli e farsi vedere il meno possibile in loro compagnia. La mia esperienza ovviamente si può estendere, con i dovuti cambiamenti, a qualsiasi paese.

In Lituania la maggior parte degli italiani, se non tutti, ci va per questioni di donne. In un secondo momento però si crea la componente “business” che è quella che viene poi aditata nel momento che incontrate questi italiani e gli chiedete perché sono in Lituania.
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Karimblog intervista Karim (parte 1)

Karim intervista Karim, dopo più di un anno di lontananza dall’Italia e un buon anno sabbatico per il blog ecco che si ricomincia. Non sapevo come cominciare e da dove cominciare, dopo aver lasciato la Lituania ed essere il titolare di uno dei blog più letti sull’argomento Lituania (penso di essere l’unico) che cosa potevo fare? Mi sono concentrato su altre cose e mi sono preso una lunga vacanza.

Ora è il momento di ritornare. E ho pensato che la cosa migliore fosse di farlo intervistandomi sulle mie impressioni da (ex) expat.

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Dopo 1 anno di Italia

In questo ultimo anno ho scritto praticamente con il contagocce. Sono arrivato in Italia il 13 Aprile del 2011 quindi ormai è un anno che sono qui. La Lituania è solo più un ricordo sbiadito, alcune volte mi soffermo a pensare alla vita che facevo lassù rispetto alla vita che faccio qui. Le differenze sono molte, nei pro e nei contro, ma a mio modo di vedere le cose sono contento di essere qui anche se la situazione dell’Italia è sotto certi versi tragica.

Dalle notizie che mi arrivano tramite mia suocera, i prezzi del cibo in Lituania continuano ad aumentare, la gente continua ad emigrare e le prospettive future non sono delle migliori. Non è solo una questione di tempo (meteorologico), ma di benessere sociale. La sanità locale è sempre un disastro e il lavoro si trova sempre poco a stipendi ragionevoli. Mi spiace per la Lituania, ma la crisi economica che sta investendo i paesi d’Europa più deboli, sta massacrando i paesi dell’ex unione sovietica.

Ogni tanto vado a vedere le foto che pubblicano i locali che frequentavo in Klaipeda. La cosa che più mi ha stupito è di vedere facce nuove, ma non quelle che vedevo di solito io. Quando ero in Lituania, invece, guardavo le foto dei vari locali del cuneese e vedevo sempre le stesse facce.

Intanto Klaipeda è passata a 177.823 residenti per l’anno 2011 contro i 190.000 abitanti circa del 2005.

Mi piacerebbe davvero andare a dare un’occhiata per farmi un’idea.

Visite dalla Lituania. Stesse opinioni su posti diversi

In questi giorni un’amica di Rita è venuta da noi per una piccola vacanza di una settimana. Purtroppo non abbiamo potuto farle vedere l’Italia dei luoghi più conosciuti, ma ci siamo limitati a mostrarle i posti che viviamo tutti i giorni.

Passare da una realtà di provincia lituana ad una realtà di provincia del nord d’Italia è stato per lei suggestivo se non addirittura “incredibile”. E’ vero che vivere l’Italia turistica non è come vivere in Italia, ma è curioso come i confronti siano gli stessi e dagli stessi risultati. Ho sentito persone dire le stesse cose di questa amica di Rita riferito alla Lituania nei confronti dell’Italia.
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Il vantaggio di essere vicino a mamma (storie di un bamboccione)

Ieri sera Tomas è caduto sullo spigolo del muro. Niente di grave, ma vederlo con la testa gonfia ed un taglio nel mezzo non è la migliore delle esperienze. Stava correndo in salotto quando è scivolato ed ha sbattuto la testa. In quel momento Greta era con la mamma e stava facendo il bagnetto, mentre io stavo pulendo i piatti.

A Klaipeda era successa una cosa simile. Greta era caduta con delle forbici e si era tagliata, subito di corsa all’ospedale a farla cucire, tutto è andato bene, testimone dell’incidente è stato Mirko che ci ha anche aiutato a superare il momento.
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Dopo sei mesi di Italia…

Sono ormai sei mesi che vivo nuovamente in Italia.

Mi sono riscontrato di nuovo con tutto: burocrazia, televisione, gerontocrazia…

E’ stato incredibile come fare 2500km in macchina mi abbia trasformato da vecchio (in Lituania) a giovane (in Italia) dove per essere credibile in banca devi farti accompagnare dai genitori a 32 anni. Perché ringraziando loro hanno “fatto qualcosa” nei tempi in cui si poteva.

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